E´ morto l´ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro: aveva 93 anni VIDEO

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Al Quirinale dal 1992 al 1999, partecipò all’Assemblea costituente. Napolitano: è stato un esempio di coerenza e di integrità E’ morto nella notte a Roma l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Politico ed ex magistrato italiano, Scalfaro è stato il nono Presidente della Repubblica dal 1992 al 1999. Era nato a Novara nel 1918. La notizia è stata data su Twitter poi confermata da fonti parlamentari. Celebre il suo messaggio straordinario alla nazione del 1993 nel quale pronunciò l’espressione «Non ci sto» (il video). Napolitano: esempio di coerenza e integrità. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è recato presso la residenza di Scalfaro per rendergli l’estremo saluto accompagnato dal segretario generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra. «È con profonda commozione – sottolinea Napolitano – che rendo omaggio alla figura di Oscar Luigi Scalfaro nel momento della sua scomparsa, ricordando tutto quel che egli ha dato al servizio del paese, e l’amicizia limpida e affettuosa che mi ha donato». Scalfaro, prosegue il presidente della Repubblica, «si è identificato col Parlamento, cui ha dedicato con passione la più gran parte del suo impegno. Da uomo di governo, ha lasciato l’impronta più forte nella funzione da lui sentitissima di ministro dell’Interno. Da Presidente della Repubblica, ha fronteggiato con fermezza e linearità periodi tra i più difficili della nostra storia. Da uomo di fede, da antifascista e da costruttore dello Stato democratico, ha espresso al livello più alto la tradizione dell’impegno politico dei cattolici italiani, svolgendo un ruolo peculiare nel partito della Democrazia Cristiana». «Mai dimenticando la sua giovanile scelta di magistrato, Oscar Luigi Scalfaro – sottolinea Napolitano- ha avuto sempre per supremo riferimento la legge, la Costituzione, le istituzioni repubblicane. In questa luce sarà ricordato e onorato, innanzitutto da quanti come me hanno potuto conoscere da vicino anche il calore e la schiettezza della sua umanità. Alla figlia Marianna che gli è stata amorevolmente, ininterrottamente vicina – conclude- la mia commossa solidarietà». Da Tangentopoli alla legge elettorale. Come è scritto sulle pagine del sito del Quirinale «sin dall’inizio del suo mandato Scalfaro è chiamato ad affrontare la più grave crisi della storia repubblicana con preoccupanti manifestazioni sul piano politico ed economico. Esplode il fenomeno di “Tangentopoli” che provoca un serio affievolimento della rappresentatività della politica e nel contempo si verifica anche una inquietante perdita della capacità di acquisto della moneta, con evidenti ripercussioni di carattere generale. Si sforza in ogni circostanza di rincuorare il Paese e di rassicurare gli osservatori internazionali sulla saldezza delle istituzioni italiane. E’ anche frutto di questa azione se la lira, nonostante le previsioni negative di molti, giunge all’approdo nell’Euro. Durante questi “sette anni drammatici”, come li definisce la stampa, Scàlfaro difende costantemente i valori fondanti della Repubblica contenuti nella prima parte della Carta Costituzionale, auspicando che ogni possibile modifica della seconda parte della Costituzione avvenga a larga maggioranza con il concorso delle forze politiche sia di governo che di opposizione. Così per la legge elettorale».

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IL MATTINO DI NAPOLI