Napoli protesta avvocati imbavagliati contro le riforme VIDEO

0

 Protesta della avvocati alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario a Napoli. I consiglieri dell’Ordine stanno seguendo la relazione in piedi e imbavagliati. Protestano contro le iniziative del Governo. In particolare gli avvocati ritengono inaccettabile che tutti i provvedimenti adottati «con il presto della riduzione del debito pubblico siano, in realtà, il mezzo per la tutela di interessi economici bene individuati a discapito dei valori fondamentali della persona». Gli esponenti del Consiglio degli Avvocati di Napoli – aderendo a una protesta a livello nazionale – sono entrati nel Salone dei Busti di Castel Capuano con un cerotto sulla bocca.

In piedi e di spalle al palco quando, a parlare, è Luigi Birritteri, capo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi del Ministero della Giustizia. Gli avvocati napoletani, che seguono imbavagliati la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario a Castel Capuano, manifestano anche così il loro dissenso alle liberalizzazioni.

«È assolutamente inaccettabile l’attacco sferrato al funzionamento della giustizia, in danno ai cittadini e all’Avvocatura – si legge in un volantino che hanno distribuito – È inaccettabile che, la professione forense, costituzionalmente garantita, venga assimilata alla vendita di merci e valutata solo per il prezzo al ribasso e che la giustizia sia ridotta a un esercizio per ricchi». Gli avvocati reclamano «il ritorno allo Stato di diritto» denunciando «la gravità della situazione attuale, dominata dalla volontà del Governo di subordinare il diritto all’economia».

«Da quasi tutti i Tribunali del Distretto, a cominciare da quello di Napoli, che pure ha registrato una diminuzione delle pendenze, si è levato un comune allarme sulla eccessiva durata dei tempi occorrenti per gli avvicendamenti dei magistrati e la loro immissione in possesso, inceppata dalle richieste intese a posticiparne la data». Così il presidente della Corte d’Appello di Napoli, Antonio Bonajuto, nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2012.

Bonajuto parla di «uno stato di evidente sofferenza in entrambi i settori civile e penale, per l’effetto della grave riduzione dell’organico dei magistrati» alla quale si aggiunge «l’ormai endemica carenza di personale amministrativo che ha raggiunto livelli di vero e proprio allarme, per il continuo esodo verso il pensionamento e il mancato reintegro delle unità mancanti di personale».

Per il presidente della Corte d’Appello di Napoli «occorre puntare sulla semplificazione del processo e sull’implementazione dei riti alternativi, verso i quali invece l’imputato, mantenendo la prospettiva della prescrizione, ha finora mostrato scarso interesse». Il problema maggiore, nel distretto che Bonajuto definisce «funestato dalla piaga della criminalità organizzata», resta quello di «definire i processi che per l’elevato carico e il numero elevato di imputati e di imputazioni impegnano oltre misura i giudici e le strutture di supporto».

Andamento “costante” dei reati. Nel distretto della Corte di Appello di Napoli diminuiscono le pendenze nel settore penale passate da 162.340 a 159.101 nel primo grado di giudizio soprattutto in conseguenza del calo delle nuove iscrizioni nel registro degli indagati (da 161.175 a 156.078). Un lieve miglioramento che comunque non elimina lo stato di sofferenza a causa della riduzione dell’organico dei magistrati e dell’«endemica carenza» del personale amministrativo, situazione determinata dal continuo esodo verso il pensionamento e dal mancato reintegro delle unità mancanti ha sottolineato il presidente della Corte di Appello.

Lieve diminuzione delle pendenze anche nel settore civile, con la riduzione del 4 per cento dei procedimenti iscritti. Riduzione delle pendenze nel settore civile anche in appello, mentre in quello penale si è registrato un aumento delle pendenze da 22.642 a 29.686. Nel periodo compreso tra il primo luglio 2010 e il 30 giugno 2011 si è registrato un andamento pressochè costante dei reati (da 172.368 a 172.581). Sensibile contrazione degli omicidi (19,1 %) il 33 per cento dei quali di matrice camorristica (diminuiti del 28%). In diminuzione anche le ricettazioni (-21,4), i reati associativi di tipo mafioso (-31,8), il riciclaggio (- 9). Incremento dei furti (da 78.630 a 80.325), delle rapine (da 7.779 a 8.885), dei delitti informatici, di quelli ambientali e edilizi e in materia di stupefacenti, dei reati di contraffazioni di prodotti industriali (da 221 a 1279 le denunce). Aumentano anche i reati contro la pubblica amministrazione, in particolare nel Casertano si è verificato un incremento del 12% delle corruzioni e del 14,3 delle concussioni.

Caldoro: assurdo fare riforme senza confronto. «È assurdo pensare di poter affrontare riforme delle professioni, e di attività specifiche come quella forense, senza un confronto». Lo ha detto il governatore della Campania, Stefano Caldoro, in merito alle proteste messe in atto dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli, contro le liberalizzazioni. «Condivido la richiesta del presidente degli avvocati di Napoli, Francesco Caia – ha affermato – Non sono stati chiamati al tavolo, il confronto va riaperto e vanno sentite le ragioni del mondo delle professioni». «Oggi è valso per gli avvocati, ma qualche giorno fa c’è stata una riunione di tutto il Comitato unitario delle professioni, a Napoli – ha aggiunto – durante la quale è stata sottolineata questa carenza». «Tutte le riforme devono nascere da un confronto, non dalla sua assenza – ha precisato – o da provvedimenti legislativi, che in alcuni casi hanno carattere d’urgenza e non prevedono nemmeno possibilità di dibattito in Parlamento». «Prima de dibattito e di una riforma – ha concluso – bisogna sedersi a tutti i tavoli di confronto che si devono fare». Il governatore della Campania esprime poi «un forte apprezzamento» per la relazione di Antonio Buonajuto, presidente della Corte d’Appello di Napoli. «Ha denunciato gli elementi di crisi e difficoltà oggettiva – ha affermato – Lo stesso ha fatto il procuratore generale Vittorio Martusciello».

Papa: ripristinare legalità con amnistia. «Siamo qui per sollecitare un ripristino di legalità che significa amnistia». Lo ha detto il deputato del Pdl, Alfonso Papa, che oggi, davanti Castelcapuano – dove è in corso l’inaugurazione dell’anno giudiziario – ha manifestato con i Radicali italiani e il segretario nazionale Mario Staderini. Papa, che ha trascorso 101 giorni a Poggioreale per l’inchiesta che lo ha visto coinvolto con Luigi Bisignani, ha sottolineato che «gli stessi vertici della magistratura hanno segnalato la necessità di un intervento». «Intendiamo, in questa sede, – ha spiegato il parlamentare del Pdl – dare voce alle decine di migliaia di persone che in Italia voce non hanno e che si trovano nelle carceri italiane: vogliamo testimoniare che il sistema carcerario nazionale è in perfetta simmetria con le difficoltà e le distorsioni del sistema giudiziario». Secondo Papa, l’amnistia è «la precondizione per qualunque inizio di riforma in materia di giustizia e di carcere». Secondo i dati riferiti dal parlamentare, il 42 per cento della popolazione carceraria italiana «si trova in condizioni di carcerazione preventiva, un esercito – ha affermato – di presunti non colpevoli che vivono una vera e propria tortura, un vero sequestro di Stato che è il carcere italiano». Detenuti che, ha concluso Papa, «vivono mediamente in meno di tre metri quadrati, una superficie inferiore a quella che le nostre normative vigenti prevedono per l’allevamento dei maiali per cui bisogna avere almeno tre metri quadrati a capo per il ‘pascolò ».

De Magistris: «Senza autonomia e indipendenza della magistratura non c’è democrazia» ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. «Magistratura e indipendenza sono pilastri dello Stato di diritto – ha affermato – ed è una cosa che va ricordata perchè c’è nella politica chi vuole mettere sotto la suola delle scarpe l’indipendenza della magistratura». Interpellato dai cronisti, De Magistris ha detto di ritenere «da cittadino, da sindaco che è positivo che prima Napoli avrà un procuratore e meglio è» dopo che Giovandomenico Lepore è andato in pensione. «Ma tempi e modi spettano al Csm – ha concluso – e mi auguro decida nel più breve tempo possibile».

Il prefetto: impegno per Napoli. «Un impegno costante e capace, sul fronte penale, di rispondere alle esigenze dei cittadini e di una delinquenza che va sanzionata». Lo ha detto il prefetto di Napoli, Andrea De Martino, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario. «L’impegno della magistratura è importante – ha affermato – per le necessarie risposte alla cittadinanza». «Napoli continua a sviluppare energie positive – ha concluso – anche il superamento, già da ieri, del problema sul fronte dei trasporti, è un segnale importante».

Il questore: ok intesa con magistrati. «Abbiamo una situazione di perfetta intesa tra le forze dell’ordine e la magistratura inquirente» è quanto ha sottolineato Luigi Merolla, questore di Napoli. «Una intesa – ha affermato – che deriva dal fatto che viviamo in una “area di guerra”. Al di là delle decisioni che il legislatore prende di volta in volta, noi siamo sempre abbastanza avanti». «Questa intesa tra forze di polizia e magistratura – ha concluso – è garanzia per i cittadini».