LA TERRA TREMA AL NORD VIDEO

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 L’Italia trema ancora. Dopo il sisma di mercoledì scorso una violenta scossa di terremoto, di tipo ondulatorio e di magnitudo 5,4, si è verificata alle 15,53 di oggi nel nord della Penisola, con epicentro in Emilia, tra Parma e l’Appennino tosco-emiliano (IL VIDEOLA MAPPA). La scossa, durata una quindicina di secondi, è stata avvertita in tutta la parte centro-settentrionale del Paese: in Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Trentino, Marche, Umbria. Al momento non si segnalano danni a cose o persone. Sempre nella provincia di Parma, alle 16,23 e alle 16,34, si sono verificati altri due terremoti più lievi, rispettivamente di magnitudo 2,7 e 3,2. Gli esperti considerano possibili nuove scosse.

Sospesa e riavviata la circolazione dei treni. È ripresa alle 17.35 la circolazione ferroviaria sulla linea convenzionale Bologna – Milano, sospesa in via cautelativa dalle 15.55 per permettere alle squadre tecniche di Rete Ferroviaria Italiana la verifica di binari, ponti e viadotti. Sulla linea dell’Alta Velocità l’interruzione era durata fino alle 16.15. Alle 17.05 è stato riattivato il traffico anche sulla linea Modena-Verona, mentre sono ancora in corso verifiche sulle linee Lucca-Pistoia e Parma-La Spezia. Ripresa alle 18.45 anche la circolazione sulla Parma-La Spezia e alle 18.35 sulla Lucca-Pistoia.

60 km di profondità. Secondo le prime stime dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) il terremoto, registrato nella provincia di Parma, nella zona di Corniglio e Berceto, a 60,8 chilometri di profondità. Un terremoto molto profondo, quindi, che per questo è stato avvertito in un’area molto estesa di territorio. «E’ possibile che ci siano altre scosse», dice all’Agi il sismologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Salvatore Barba.

Emilia. Per l’Emilia Romagna parla il capo della protezione civile regionale Demetrio Egidi secondo cui in base alle prime verifiche la scossa non avrebbe avuto nessuna grave conseguenza nella regione. Le Ferrovie dello Stato hanno ridotto a scopo precauzionale la velocità dei convogli in transito in tutta l’Emilia. «È durato molto più del terremoto di mercoledì scorso, una ventina di secondi. Questa mi è sembrata una stranezza. Ho capito subito che non era una scossa di assestamento ma non pensavo che potesse essere qui l’epicentro. Una grande paura…», racconta Luigi Lucchi, sindaco di Berceto, comune di 2000 abitanti sull’Appennino parmense, epicentro del terremoto. In quel momento Lucchi era nel palazzo comunale. «Mi stanno chiamando in tanti, la gente è per strada ma per ora non ci risultano danni – ha continuato – Ma sto per fare un sopralluogo in giro. Noi abbiamo il duomo del ‘700 e a Corchia (frazione di Berceto, ndr) c’e una chiesetta che non è aperta al culto anche perché aveva bisogno di manutenzione». La provincia di Parma ha disposto la chiusura delle scuole domani, al fine di fare una verifica di tutti gli edifici. La situazione vede anche l’evacuazione del municipio, nell’alta Val di Taro, così come di due persone in una vicina abitazione, nella frazione di Liveglia. Cinque persone sono state portate al pronto soccorso per attacchi di panico, mentre un operaio, caduto da un carrello al momento del terremoto, ha riportato lievi ferite.

Liguria. Il sisma è stato sentito in modo violento dagli abitanti di Genova e anche a La Spezia. Anche qui, al momento, non si segnalano danni.

Veneto. Anche la Protezione civile regionale del Veneto non ha ricevuto segnalazioni di danni. In base alla stima del sistema automatico di allertamento, hanno spiegato i tecnici, l’evento tellurico in Veneto ha solo raggiunto il livello della percezione da parte della popolazione, senza altre conseguenze per edifici e strutture.

Milano. Evacuati alcuni uffici a Milano, tra cui quelli del palazzo della Ragioneria del Comune, in piazza della Scala, e quelli del Palazzo della Borsa, seppur per circa 15 minuti. In provincia a Garbagnate Milanese è stata evacuata una scuola materna per le crepe in un muro. Molte le telefonate ai pompieri per informazioni sull’entità della scossa.

Piemonte. Il terremoto è stato avvertito in tutto il Piemonte, in modo più o meno intenso. Sempre, comunque, ai piani alti degli edifici e senza provocare danni né a cose né a persone. Tra tutte le province quella di Alessandria ha registrato il maggior numero di segnalazioni. Il centralino dei vigili del fuoco è stato preso d’assalto da cittadini preoccupati. A Vercelli le scosse – secondo l’Osservatorio del Santuario di Oropa – ha avuto una durata di circa 20 secondi. Analoga situazione a Mondovì, Asti, Biella.

Toscana, crolli a Massa Carrara. In Toscana la scossa è stata sentita a Firenze e in tutto il Valdarno, a Pisa, Pistoia, Livorno. Due fedeli, che si trovavano in una chiesa di Borgo del Ponte, Massa Carrara, sono rimasti illesi al crollo di una parte del tetto che si è staccata nei pressi del campanile, cadendo sopra alcune panche. In chiesa c’erano solo due persone che, per poco, non sono state colpite dai calcinacci. Sempre a Massa crepe sono apparse negli edifici più antichi della città, tra cui Palazzo Ducale, sede della Provincia e della Prefettura. Evacuati asili, scuole e la biblioteca civica. Un intervento del 118 è stato necessario per un anziano disabile caduto mentre cercava di allontanarsi velocemente da casa. In Lunigiana la scossa è stata sentita molto distintamente. A Fivizzano scuole chiuse anche domani. Evacuazioni anche all’ateneo di Pisa. Uffici e aule temporaneamente chiusi al Rettorato, alla Sapienza e alla facoltà di Lettere, ma anche alla Scuola Superiore Sant’Anna. Decine di studenti, insegnanti e impiegati si sono riversati in strada per alcuni minuti prima che la situazione tornasse alla normalità. In Versilia i carabinieri hanno avuto segnalazioni di telefonini cellulari fuori uso. Evacuata per mezz’ora anche la biblioteca comunale e un asilo a Empoli. La scossa è stata avvertita anche a Piombino, in Maremma, nel Valdarno. Da tutta la Toscana sono state centinaia le telefonate di allarme che i cittadini hanno fatto ai vigili del fuoco.

Umbria. Il forte terremoto è stato registrato anche dagli strumenti dell’istituto simologico Bina di Perugia. Alcune persone hanno anche telefonato alla struttura per chiedere informazioni dopo avere avvertito la scossa nelle zone di Città di Castello e nel sud della Toscana. «Il terremoto è stato provocato da una struttura sismo-tettonica attiva da secoli» ha spiegato il direttore dell’osservatorio padre Martino Siciliani. «L’epicentro – ha aggiunto – è stato molto profondo e quando avviene così normalmente non ci sono danni. Si genera un boato ma la frequenza del movimento della terra è molto bassa e quindi la popolazione non lo avverte come un vero e proprio terremoto». Qualcosa di simile accadde proprio in Umbria. «Un anno dopo le scosse che provocarono i danni – conclude padre Martino – ce ne fu una molto forte ma profonda che non causò ulteriori dissesti».

Marche. La scossa è stata lievemente avvertita anche a Pesaro, il capoluogo più a nord delle Marche. Ai centralino dei vigili del fuoco pesaresi sono giunte alcune chiamate di persone residenti ai piani superiori di edifici più alti. Non si segnala alcun danno a persone o a cose.

Twitter. Molte le testimonianze del sisma finite subito sul web. Su Twitter, in particolare. C’è chi è preoccupato «Magnitudo 5.4 scala Richter. Che non è poco, dicono» e chi sdrammatizza: «Da quanto mi pare di capire, la gente si ripara dal #terremoto twittando» e ancora «non ho sentito il #terremoto ma esigo lo stesso qualcuno che mi abbracci e mi dica «su su non è successo nulla», «La gente anzichè ripararsi sotto il tavolo…twitta…». La nuova forte scossa avvertita in Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Liguria, Veneto, Lombardia, Piemonte, Toscana spaventa alcuni e ispira altri con tweet irriverenti: «Non ho sentito il #terremoto, ero troppo impegnato a leggerlo su Twitter».

La scossa di mercoledì. La scossa di terremoto di magnitudo 5.4 registrata nel pomeriggio, con epicentro sull’ Appennino parmense, segue in particolare quella di 4.9 rilevata due giorni fa, alle 9.06, tra le province di Reggio Emilia e Parma, che ha provocato molta paura, ma per fortuna danni limitati. Quella scossa principale era stata seguita da altre, tra cui una, di nuovo ben avvertita dalla popolazione, di magnitudo 3.5 alle 18.43. La memoria degli abitanti era andata subito ad altri terremoti che avevano colpito la zona nel ’96, nel 2000 e nel 2008, ma il bilancio in questa occasione è stato più limitato: qualche calcinaccio caduto, qualche crepa nei muri, la temporanea chiusura di alcune scuole, alcuni contusi per cadute o persone trattate in ospedale per attacchi di panico. Alle 9.06 di mercoledì scorso la terra ha tremato a una profondità di circa 33 chilometri, una caratteristica che ha fatto sì che fosse avvertita in un raggio molto ampio, come oggi, anche se con una profondità addirittura quasi doppia (60,8 km).

La placca adriatica e il grado di pericolosità. Come è accaduto nei terremoti avvenuti nei giorni scorsi nel Reggiano e prima ancora nel Veronese, è stato il movimento della placca Adriatica all’origine della scossa di magnitudo 5.4 che ha colpito l’area compresa fra Parma, Massa Carrara e Reggio Emilia. A Nord-Est la placca Adriatica spinge verso l’Europa e in questo movimento scorre sotto le Alpi, generando terremoti nella zona di Verona e poi verso il Friuli e le Prealpi; scendendo in direzione Sud, invece, si piega gradualmente sotto l’Appennino, inarcandosi. È stato questo movimento a generare il terremoto nel Reggiano, in un’area più vicina alla pianura e con una pericolosità sismica classificata come medio-bassa, così come oggi ha colpito un’area più vicina ai rilievi e classificata con una pericolosità medio-alta Fonte Il Mattino

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