NICODEMO

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Nicodemo

 

 

 

“ Nicodemo va dal Signore,

 

ma di notte:

 

va verso la luce,lui che è nelle tenebre.

 

Nelle tenebre cerca il giorno,

 

ma parla delle tenebre della sua carne”

 

( Sant’Agostino)

 

Nel vangelo di Giovanni si introduce un  personaggio molto particolare a cui vorrei dedicare questa mia breve  riflessione :Nicodemo. Egli è un uomo ragguardevole che in seguito prenderà le difese di Gesù (Gv 7,50) e darà anche onorata sepoltura al corpo di Cristo ( Gv19,39). Lo potremmo definire un “cercatore della fede” al di là dei nodi di una travagliata ragione chiamata continuamente in causa dall’uomo per rispondere alle tante  domande esistenziali  prive di  una soddisfacente  risposta:perché il male? perché il dolore innocente? perché la guerra? perché la separazione? perché …. la morte? E proprio per sciogliere questi interrogativi , Nicodemo ,fariseo, capo dei giudei, uomo giusto e saggio , si reca da Gesù, di notte …. Nicodemo preferisce colloquiare di notte ,lui, un vecchio dottore della legge, con un giovane rabbì di Nazareth , per non compromettersi dinanzi ai colleghi. Nicodemo è convinto di sapere chi sia Gesù e invece si sente provocato a ricominciare tutto da capo, a “rinascere dall’alto”, altrimenti non potrà comprendere il mistero della salvezza accanto a quello della perdizione, il dono della speranza in risposta all’orizzonte della disperazione.
Quanti colloqui “notturni” viviamo anche noi in lotta con il  Dio delle nostre attese ,dei nostri dubbi, delle nostre speranze , proprio come Giacobbe che lottò  di notte  con l’angelo che lo mise ko!!!. Il colloquio notturno fra Gesù e Nicodemo simboleggia la notte protesa verso il giorno, il dubbio che cerca la luce della verità. Le religioni non nascono mai solo “dal basso”,  cioè da un semplice  desiderio religioso dell’umanità, ma anche “dall’alto” (o “dall’intimo”), e cioè dal Mistero che si rende presente  all’uomo attraverso le religioni. Se la rivelazione pone l’accento sul movimento di Dio verso la creatura, l’ascetica e ancor più la mistica, invece, rende evidente l’ascesa (o l’ immersione) della creatura verso Dio , il suo libero aprirsi all’azione di Dio che illumina e trasforma. Rivelazione e ascesi (quest’ultima trova compimento nella mistica) sono il contenuto e il compendio dell’esperienza e della tradizione d’ogni religione. Ecco dunque l’autore del IV Evangelo, il teologo Giovanni,che pone il colloquio di Gesù con Nicodemo durante il soggiorno del Messia a Gerusalemme, Nicodemo, ,l’ho  già  sottolineato, si avvicina a Gesù di notte: secondo alcuni esegeti la notte indica il buio della mente e del cuore, una resistenza a lasciarsi illuminare dalla luce di Cristo e quindi dalla sua Rivelazione, ma qui non è solo un problema di nascondimento. Nicodemo si trova in una fase interlocutoria, il presentarsi di notte ha un significato simbolico. Vuole conoscerlo, capire di più sul suo conto, vuole confrontarsi con lui e mettersi, forse, in gioco. L’incontro rivela la straordinaria ricchezza di significato che segna ogni incontro dell’uomo con l’altro uomo. E’ un fenomeno sorprendente che appartiene alla realtà degli uomini e permette loro di uscire dalla solitudine per affrontare l’esistenza. Ma Nicodemo non vuole essere visto a colloquio con Gesù. Vuole vedere e capire se è possibile avere un dialogo con Lui senza sbilanciarsi pubblicamente e senza compromettere la sua reputazione di buon fariseo, attento e scrupoloso osservatore della Legge. ( No comment!)Ma Nicodemo, nonostante questa sua preoccupazione per il suo “onore”, non si rende conto che si sta già discostando dalla linea del suo partito ha  bisogno di una ulteriore illuminazione, come se cercasse delle conferme alla sua visuale rigida e letterale della Legge. Ma Gesù non gli offre questo in risposta. Il dialogo non decolla e resta il dubbio di quale risonanza abbiano avuto le parole di Gesù su questo personaggio. Ma cosa ci sarà dopo questo incontro così ricco e profondo, nel cuore e nella mente di Nicodemo? E io aggiungo allargando la questione : cosa accade nel cuore e nella mente di ogni uomo che incontra Cristo?

 

Di qui in poi non si sa più nulla di questo fariseo che ritroveremo, al momento della sepoltura di Gesù, insieme a Giuseppe d’Arimatea. Bloccato nelle sue convinzioni, ma perplesso e turbato per sempre, probabilmente Nicodemo non sarà mai un discepolo né un apostolo. Eppure, uno scultore del XII sec , Benedetto Antelami , scolpisce la figura di Nicodemo, in un rilievo  che rappresenta la deposizione di Cristo. In questa lastra troviamo vari personaggi e tra questi uno, “NICODEMUS”, che si accinge a togliere il chiodo dalla mano destra di Gesù. Non solo. Anche altri artisti hanno raffigurato questo personaggio nelle loro opere, sempre intento a togliere con delle pinze, il chiodo dalla mano destra del crocifisso. Nicodemo rappresenta l’uomo di fronte al mistero di Dio, un mistero che si scopre solo con l’incontro e che può avvenire o meno . Nicodemo è l’uomo colto, religioso che vive rigorosamente in una continua ricerca religiosa e morale, ma che davanti al mistero  è impotente e non riesce a comprendere, riesce solo a togliere , un chiodo. E’ l’uomo convinto di quello che è e di quello che sa, talmente preso dalla sua posizione che non vuole e non può compiere il grande “salto”. Nicodemo è’uomo di sempre che, di fronte alla prospettiva di un cambiamento, minimo o radicale che sia, si domanda: “Come può accadere ciò?E’dunque molto vicina a noi  la figura di Nicodemo,basta fermarsi un attimo “dentro”,mentre fuori imperversa la tempesta, oggi più che mai . Sant’ Anselmo d’Aosta recitava così all’inizio del suo Proslogion:

 

« Orsù dunque, omuncolo, sfuggi un poco alle tue occupazioni, sottraiti discreto ai tuoi tumultuosi pensieri, allontana le tue pesanti preoccupazioni e metti da parte le tue faticose dispersioni. Renditi per un poco disponibile a Dio e riposati un po’ in lui. “Entra nella stanza” della tua mente, lascia fuori ogni cosa tranne Dio e ciò che ti giovi a cercarlo, e “chiusa la porta” cercalo. Dì ora, “o mio cuore” tutto intero, dì ora a Dio: “Cerco il tuo volto; il tuo volto, Signore, io ricerco”.»

 

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Trudy Borriello