Roma. Palazzo Sora, Sala Diego Fabbri. PLURILINGUISMO IN PASCOLI A CENTO ANNI DALLA MORTE.

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UN PASCOLI RIVOLUZIONATO CON UNA VOCAZIONE MEDITERRANEA 

CONVEGNO NAZIONALE A ROMA CON LA PRESENZA DI PIERFRANCO BRUNI E QUALIFICATI STUDIOSI PER PRESENTARE IL PROGETTO SUL PLURILINGUISMO IN PASCOLI A CENTO ANNI DALLA MORTE 

PROSSIMI APPUNTAMENTI A COSENZA, LECCE E NAPOLI

 

 

È stato presentato con successo, davanti a un qualificato pubblico, nella Sala Diego Fabbri di Palazzo Sora, a Roma, il Progetto, che ha dato vita al saggio, sul “Plurilinguismo in Pascoli”. Un Pascoli rivoluzionato, a cento anni dalla morte, a fuori dalla vulgata scolastica trentennale, attraverso elementi scientifici che hanno portato ad una analisi del rapporto tra Pascoli e il Mediterraneo, Pascoli e la cultura musulmana, Pascoli letto da Renato Serra e da Massimo Gorki. 

Ovvero un Pascoli oltre Croce, Gramsci e Sanguineti. 

Una interpretazione alta con uno spessore che ha coinvolti nomi come Francesco Mercadante, Università Sapienza di Roma, Neria De Giovani, Presidente Associazione Internazione dei Critici Letterari, Tommaso Romano, Associazione Thule Palermo. 

La prolusione è stata svolta da Pierfranco Bruni, Responsabile del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per il Progetto su Pascoli e il Plurilinguismo nella fisionomia della cultura Mediterranea con una relazione su “L’Oriente islamico e la classicità occidentale come Mediterraneo vissuto in Giovanni Pascoli. Le lingue e i simboli”. 

Per l’occasione è stato anche presentato il saggio dal titolo: “Nel mare di Calipso. La dissolvenza omerica e l’alchimia mediterranea in Giovanni Pascoli” (Pellegrini Editore) di Marilena Cavallo, studiosa di letteratura italiana e saggista, e Pierfranco Bruni. Il lavoro è già approdato sulle reti della Rai Nazionali e verrà presentato il prossimo 21 febbraio a Cosenza e il 24 febbraio 2012 a Lecce.

Si tratta di studio originale e ben articolato che affronta la figura e l’opera di Giovanni Pascoli attraverso un viaggio simbolico puntualizzando il suo “viaggio” omerico, il suo rapporto con il mondo cristiano e la sua visione sulla cultura islamica. 

La Prefazione è firmata dal Direttore Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Maurizio Fallace che apre il saggio con queste sottolineaure: “Uno dei punti forti dello studio, sostiene Maurizio Fallace nella sua Introduzione, è anche il rapporto tra la lingua del Pascoli e le forme linguistiche che lo stesso poeta adotta all’interno dei suoi testi. Un plurilinguismo in una dialettica dell’antropologia poetica. 

C’è il mito omerico nella sua tradizione ma c’è soprattutto il superamento del rapporto tra Ulisse e Itaca, tra Ulisse e Penelope, tra Ulisse e il viaggio come nostos. La figura e l’opera di Giovanni Pascoli, a cento anni dalla morte, (era nato nel 1855 e morto nel 1912), vivono all’interno del contesto del Novecento, alla luce di una chiave di lettura che pone in essere la metafora dell’Ulissismo come percorso centralizzante”. 

Lo studio di Marilena Cavallo e Pierfranco Bruni apre un confronto tra le radici omeriche e mediterranee, la cultura islamica e la classicità nella tradizione del Novecento letterario italiano. 

 

[Dal lancio-stampa ricevuto; segnalazione di Maurizio Vitiello.]