la rivolta dei Tir blocchi in tutto il Sud Italia

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Disagi e code da nord a sud sulla rete autostradale italiana: si è estesa a tutta Italia la protesta degli autotrasportatori che era cominciata in Sicilia con il «Movimento dei forconi» contro gli aumenti del gasolio, dei pedaggi autostradali e dell’Irpef. Categorie in rivolta intanto contro le liberalizzazioni varate dal governo di Mario Monti. L’adesione è «superiore a qualsiasi aspettativa», fa sapere il movimento Trasportounito, secondo cui proprio questo è un segnale della «gravità» della crisi. Il Viminale segue con attenzione la situazione per evitare possibili strumentalizzazioni della protesta. «Non tollereremo blocchi e proteste fuori legge», ha dichiarato il ministro Anna Maria Cancellieri. Sciopero dei taxi. In corso anche lo sciopero dei taxi, auto bianche ferme contro le liberalizzazioni fino alle ore 22. Poi sarà la volta dei farmacisti degli avvocati, dei benzinai, e dei ferrovieri. La protesta contro il provvedimento approvato venerdì dal consiglio di ministri dunque si allarga. Centinaia di tassisti in corteo anche a Torino. Tir in rivolta. Scattato alla mezzanotte, lo sciopero dei Tir andrà avanti sino a venerdì e sta provocando disagi su molti tratti della rete autostradale, anche con la chiusura di caselli e sulle tangenziali che attraversano le città. La protesta è sbarcata nel Lazio e ha creato i primi disagi al traffico sull’A1 nel tratto Roma-Napoli. I blocchi hanno portato alla chiusura dei caselli di Frosinone e Anagni dove gli autotrasportatori hanno organizzato presidi. Tir e camion fermi anche nei pressi dei caselli di Ceprano, Cassino, Pontecorvo e San Vittore nel Lazio. Sull’A1 in Ciociaria già si registrano le prime ripercussioni negative per la circolazione, così come lungo la Casilina. Blocchi anche al Nord e al Sud. Proteste anche nel bergamasco e a Genova, nelle Marche e in Piemonte, con blocchi e problemi al traffico. Il fermo sta creando disagi anche sulle autostrade dell’Emilia-Romagna, in particolare sull’A14. Diversi blocchi stradali si registrano da ieri sera anche in tutta la Puglia. A Napoli, per solidarietà con il movimento dei “Forconi”, è stato bloccato in entrambi i sensi l’ingresso dell’autostrada A3 Napoli-Pompei-Salerno da un gruppo dei manifestanti provenienti dalla vicina Piazza Garibaldi Il ministero dell’Interno segue «con molta attenzione» le proteste degli autotrasportatori, partite dalla Sicilia ma ora estese ad altre parti d’Italia, «perché nulla esclude che questi malesseri possano sfociare in manifestazioni di tipo diverso», ha affermato il ministro Annamaria Cancellieri, intervistata alla trasmissione di Radio1 “Prima di Tutto”. Domani il ministro riferirà al Senato sulle conseguenze del blocco degli autotrasportatori in Sicilia. Ora si teme che possano esserci «aggregazioni di varie forme di dissenso anche di altre categorie» alle quali «potrebbero saldarsi scontentezze varie che poi possono portare a manifestazioni». Cancellieri ha infine messo in guardia contro eventuali strumentalizzazioni nella protesta, che «potrebbero esserci soprattutto quando la protesta è spontanea o non organizzata e può avere anche manifestazioni particolarmente eclatanti». Sciopero taxi. Dopo giorni di agitazione e di interruzione del servizio le auto bianche hanno confermato lo stop ufficiale dalle 8 di questa mattina fino alle 22, in tutte le città italiane. I tassisti chiedono un nuovo incontro a Monti dopo aver detto no alla moltiplicazione delle licenze. Tra i tanti punti del decreto sotto accusa il più contestato è quello che delega all’Authority la gestione del settore e delle licenze. A Roma parcheggi vuoti, taxi non in circolazione e i centralini di tutte le cooperative che avvertono che “il servizio non può essere garantito per lo sciopero nazionale”. Si sono verificati disagi, in particolare, all’aeroporto di Fiumicino e alla Stazione Termini dove oggi gli operatori dell’Agenzia per la Mobilità di Roma assisteranno i passeggeri. L’appuntamento romano anche per oggi è al Circo Massimo, già teatro della protesta della scorsa settimana andata avanti cinque giorni. I ferrovieri. Il 27, l’ultimo giorno del blocco dei tir, sciopereranno per 24 ore (dalle 21 del 26 gennaio) i ferrovieri dell’Orsa. Protestano contro «l’attacco al lavoro attraverso la cancellazione dell’obbligo di applicare il contratto nazionale di settore». I sindacati di base protestano invece contro la manovra «salva-Italia» varata dal governo prima di Natale: «riduce il potere d’acquisto dei salari attraverso l’aumento dell’Iva, dell’Irpef locale, dei ticket sanitari, delle accise sulla benzina», e dicono no all’Ici sulla prima casa e alla riforma delle pensioni. La serrata dei farmacisti. Nonostante il passo indietro del governo sui farmaci di fascia C, le farmacie minacciano di rimanere chiuse il mercoledì primo febbraio «se il Parlamento non modificherà il testo del decreto». Federfarma è favorevole a nuove aperture, ma solo fino ad un 10% in più delle farmacie già esistenti. Numero lontano dalla previsione di 7 mila nuovi esercizi che scatteranno, sempre secondo la Federazione, introducendo il coefficiente di una farmacia ogni 3 mila abitanti. Gli avvocati in sciopero. A questo elenco bisogna aggiungere gli avvocati che preparano sit-in davanti al Parlamento e a Palazzo Chigi. Hanno proclamato sette giorni di sciopero, i primi due il 23 e il 24 febbraio, gli altri a marzo. I benzinai. Le novità sulle pompe di benzina dividono il fronte dei gestori. La Figisc Confcommercio è stata la prima a minacciare 7 giorni di serrata, ma è pronta a revocarli. Faib e Fegica hanno invece confermato i loro 10 giorni di agitazione (da effettuare in pacchetti di tre giorni consecutivi al massimo). Fegica dice che il decreto è troppo «rispettoso» degli interessi dei petrolieri. Il problema di fondo è quello dell’esclusiva e di come verrà modificata. Quindi c’è poca liberalizzazione, e non troppa.