Non si faccia inabissare la Concordia! …Sarebbe un´ulteriore sconfitta per il Paese.

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 di Salvatore Caccaviello

E’ diventata una corsa contro il tempo all’Isola del Giglio, dove di minuto in minuto aumentano i timori che il relitto della Costa Concordia possa precipitare nell’abisso sottostante al gradino su cui sta poggiata, compromettendo così le ricerche e aprendo scenari drammatici per possibili fuoriuscite di carburante. La nave si sta muovendo di circa 7 mm all’ora e gli esperti la stanno monitorando con strumenti laser e prisma topografici. Da tali rilievi si può constatare se sia iniziato un processo progressivo di inabissamento oppure se questi movimenti sono di assestamento. Secondo il professore Nicola Costagli dell’Università di Firenze che fa parte di un gruppo di esperti che in continuazione monitora la nave, lo scafo sta perdendo stabilità in quanto sta scivolando via dato che si è in presenza di uno sprofondamento costante di 7 millimetri all’ora, che possono diventare 15 a prua. Intanto le ricerche sono state sospese proprio perché il movimento della nave mette a rischio sommozzatori e soccorritori che erano impegnati ad ispezionare il relitto. Continua invece il lavoro del robot subacqueo ‘Rov’ dei vigili del fuoco che sta cercando anche eventuali corpi dei dispersi in mare. Il robottino sta perlustrando l’area esterna del mare sia a poppa che a prua del relitto, ma non può entrare all’interno della nave in ragione delle sue dimensioni. Il ‘Rov’, spiegano i vigili del fuoco, sta anche registrando immagini e dati e verificando i punti di appoggio della Costa Concordia. Intanto continuano senza sosta le ricerche degli altri dispersi a bordo della Costa Concordia nonostante nelle ultime ore il timore dei soccorritori, in vista delle eventuali mareggiate che il vento di maestrale provocherà, le cui onde possano far sprofondare il relitto a 70 metri, rispetto al gradino di 37 metri su cui è appoggiato lo scafo. Se ciò malauguratamente si verificasse la nave si inabisserebbe completamente e a quel punto finirebbe ogni speranza di trovare vivi eventuali superstiti rimasti intrappolati a bordo. Inoltre non si scongiurerebbe il disastro ambientale dato che nelle tanche del combustibile della Costa Concordia vi sono attualmente oltre 2300 tonnellate di carburante, che stanno mettendo in pericolo l’ecosistema dell’arcipelago toscano, una delle più belle zona d’Italia.  A tale proposito, non si riesce a capire perchè con tanti mezzi a disposizione e con gli occhi di tutto il mondo addosso le tante Autorità e tecnici di alta specializzazione, presenti sul luogo del disastro non abbiano ancora pianificato di tentare di assicurare lo scafo alla scogliera. Si potrebbe tentare con delle imbracature oppure con una serie di cavi o quanto meno con delle ancore poste nella scogliera onde tentare un eventuale recupero e preservarlo nei migliori dei modi possibile dal maltempo. Sarebbe opportuno indirizzare i lavori di recupero anche in tal senso onde poter continuare la ricerca del resto delle vittime ma si spera sempre di eventuali superstiti e recuperare la enorme quantità di bunker ancora presente nelle tanche  e di un eventuale recupero della nave. Di sicuro il tempo non sarà sempre clemente come fortunatamente lo è in questi giorni.  Evitare che lo scafo della Costa Concordia non sprofondi nelle acque del Giglio, potrebbe essere molto importante, in quanto oltre ai motivi specificati, il suo inabbissamento oltre le tante colpe del Capitano Schettino e di altri eventuali responsabili a cui di sicuro la Magistratura darà presto una identità. Potrebbe significare evitare una brutta figura ed una ulteriore sconfitta agli occhi del mondo da parte del nostro Paese.  20 Gennaio 2011- Salvatore Caccaviello – Fonti Adnkronos