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19/01/2012

LETTERA POSTUMA A PIETRO SCOPPETTA PITTORE AMALFITANO (Amalfi 1863- Roma 1920)

Illustre e caro Maestro. Ti conobbi per la prima volta nei primi anni '60 del secolo scorso, quando, professore di prima nomina, fui destinato al Liceo Classico di Amalfi, la tua città; e tutte le mattine ricoprivo, a passo spedito, il breve tragitto da Piazza Flavio Gioia all'Hotel La Bussola, allora sede della scuola. Mi arrivavano sul viso fresche folate di brezza carica di profumi di mare ed il cuore giovane cantava l'inno alla vita. La città mi piaceva e l'insegnamento mi dava soddisfazione e nella mente mi facevano mulinello mille pensieri carichi di ideali e sogni a fecondarmi anima e cuore. Una mattina mi soffermai a leggere questa lapide, che fuoriusciva dallo sfarzo della fioritura di una buganvillea viola: "O eterni incanti del mare amalfitano/che cingete d'amore/questa casa ove nacque/ PIETRO SCOPPETTA/ e di lui dolcemente cullaste i primi sogni urgenti di bellezza/ dai quali sorse/ il magistero impetuoso del suo pennelllo/sappiate cullare anche più dolcemente/il sogno ultimo occulto e senza fine/della sua pura e grande anima d'artista/addormentatasi per sempre/adulta nell'arte/ancora fanciulla nella vita/sulla soglia della gloria. 1863-----------------1920". Trasudava qua e là retorica, ma mi incuriosì e volli saperne di più e mi accinsi alla scoperta di te.Il mio pellegrinaggio d'amore e di cultura mi portò a Via dell'Annunziatella, un lungo loggiato nella gloria della luce, dove vivesti l'infanzia ad interiorizzare schegge di bellezza e a catturare nel cuore e nell'anima la festa dei colori a respiro di mare aperto ad orizzonte sconfinato popolato di miti e storia. E lessi libri e sfogliai cataloghi e m'incantai a dipinti in musei pubblici e pinacoteche private. E ripercorsi le tappe della tua esistenza di uomo e di artista.Ed appresi che, dopo le prime esperienze di vita e di arte nella città natale, ti trasferisti, nel 1891, a Napoli, che all'epoca conobbe una rivoluzione urbanistica imposta dal nuovo governo dei Savoia. Nacquero nuovi quartieri e nel cuore della città vide la luce il Palazzo della Borsa ad esaltarne vivacità economica e, soprattutto, la Galleria Umberto, dove trionfava la moda scintillante del Caffè Chantant al Salone Margherita, frequentato da artiste tanto brave quanto disinvolte e da nobili danarosi e gigolò. E Napoli rivaleggiava con Parigi come capitale della Belle Epoque. Più in là di pochi metri il Caffè Gambrinus era luogo d'incontro e cenacolo di artisti:poeti, narratori, pittori e musicisti. Tu lo frequentasti da protagonista e fosti amico di Di Giacomo, D'annunzio e Matilde Serao. Tu ne affrescasti le volte insieme ad altri pittori di grido. Partecipasti da solo o in gruppo ad esposizioni, che ebbero successo. Nei tuoi quadri prendeva forma di luce e colore il tuo amore per Amalfi negli squarci teneri e luminosi delle marine o nella dolcezza umbratile di Valle dei Mulini allora ancora operosa di attività di protoindustria.E contribuisti non poco a rilanciarne il "mito" di città di grazia e di bellezza oltre che di arte e di cultura. Come lavoro alternativo ti prestasti ad illustrare giornali di successo:"Cronaca partenopea", "La tavola rotonda" "Illustrazione Italiana" della Casa Editrice Treves. Ma ben presto anche Napoli, allora città scintillante di vita e vivace di attività culturale, ti sembrò stretta e facesti il grande salto verso l'estero:Londra e Parigi.. Fu soprattutto la capitale francese a contagiarti di vita mondana e d'arte. Era il periodo dell'impressionismo e tu vi aderisti e ne diventasti esponente di primo piano, tanto da darne vita ad una componente tutta italiana con altri connazionali artisti, soprattutto napoletani, di buon livello. Animasti circoli d'arte, centri di cultura e salotti di mondanità della città cresciuta a dismisura nei quartieri lungo la Senna. Sensibile al fascino femminile ed abile e simpatico conversatore non ti mancarono di certo storie d'amore con donne di classe, di cultura, di grazia e di bellezza .Il periodo parigino (1897-1903) ti fu fecondo di produzione. I tuoi dipinti fecero il giro dell'Europa nelle più importanti e frequentate Mostre organizzate da prestigiosi enti pubblici e da danarosi galleristi privati. Un quadro dell'epoca, non a caso, intitolato "La parigina" ti consacrò alla meritata fama con quel profilo di donna sbarazzina nella sinuosa eleganza delle forme.Ma neppure allora ti dimenticasti della tua Amalfi che ti urgeva nel cuore, nell'anima e nei pensieri e ne vennero fuori dipinti bellissimi resi più teneri dalla evidente nostalgia della terra lontana. Nel 1910 te ne tornasti in patria, a Roma, dove fosti ospite dell'amico Pietro Carrara e di sua moglie la marchesa Maria Valdobrandini, circodato dall'affetto e dalla stima di amici ed allievi.A Roma venisti a mancare nel novembre del 1920 e sull'onda dell'emozione e dell'ammirazione la Biennale di Venezia ti dedicò una sala personale con 35 dipinti.Le vicende della vita vollero che per un periodo della mia vita abitassi ad Amalfi, a Via Maestra dei Villaggi. E quotidianamente il pensiero correva a te, quando lo sguardo si posava a lungo su quella tua casa luminosa di sole su un promontorio di collina che dal Vallone del Cieco dirupa nel mare azzurro delle Sirene. Porta il tuo nome onorato con affetto da una tua nipote e ne canta la fama alla brezza di mare nella luce.Anche in età matura subisti il fascino della seduzione femminile e ti invaghisti di una tua giovanissima e bella allieva,alla quale con lo pseudonimo di Pictor Petrus dedicasti delicati versi d'amore, pubblicati nel 1919 a Napoli con il titolo di "Ritmi del cuore". Ti amai anche per questo entusiasmo trasgressivo , che consegnasti senza pudore senile a versi non privi di grazia"Eravam fatti per viaggiare insieme/Ma tu venisti tardi, io troppo presto/Tu sali ora sul treno ed io ne scendo/ ed è un viaggio che non si rifà/Pochi momenti di fermata,il tempo/ di guardarti per gli occhi dentro l'anima/ e dirti:Buon viaggio! Buon riposo!" L'anno venturo, il 16 febbraio 1913, ricorre il 150 anniversario della tua nascita: Mi piacerebbe che la tua Amalfi ricordasse adeguatamente l'evento, magari con una MOSTRA DI GRANDE RESPIRO negli Arsenali della Repubblica, per ricordare il tuo contributo all'arte italiana nel mondo a vanto anche delle tue origini amalfitane. Non sarà difficile avere in prestito opere significative da Enti Pubblici e Collezionisti Privati per una "antologica" rappresentativa dei vari periodi della tua produzione artistica. Ne ho parlato con l'amico Gennaro Mangieri, che è un grande estimatore della tua pittura. Sarà lui ad attivare le procedure per ottenere l'uso della sala espositiva degli Arsenali. Io presterò con entusiasmo e generosità la mia opera per il successo di quello che si prefigura come un "grande evento" di arte e di cultura. Lo faremo cominciando a costituire un COMITATO ORGANIZZATORE per chiedere la sponsorizzazione degli Enti Pubblici., che daranno la loro disponibilità, almeno spero. Sono certo, invece, che la città di Amalfi, nella ricca articolazione della sua società civile, non farà mancare la sua adesione spontanea per onorare un suo grande figlio. Con affetto e devota ammirazione tuo Giuseppe Liuccio g.liuccio@alice.it

Inserito da: Giuseppe Liuccio

2 Commenti dei lettori

giuseppe liuccio

22/01/2012 alle ore 20:50

Grazie, caro Gennaro, del suggerimento, che terrò nella debita considerazione nel caso dovessi essere coinvolto nella realizzazione della Mostra per i 150 della nascita del grande Maestro Pietro Scoppetta, anche perchè conosco e stimo la Prof.ssa Imma Lauro

GENNARO DI LIETO

22/01/2012 alle ore 12:34

Ad Amalfi c'è l'associazione artistica P. Scoppetta,legalmente costituita da circa 10 anni, presieduta dalla prof.ssa Imma Lauro per cui sarebbe opportuno,secondo me, coinvolgere anche questi pittori per lavorare in sinergia su questa mostra del nostro illustre concittadino.

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