SCHETTINO GUARDAVA LA NAVE AFFONDARE. MISTERO SU UNA BIONDA. ECCO L´ORDINANZA DEL GIUDICE

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NEL LINK IN BASSO L’ORDINANZA DEL GIUDICE. Positanonews, il quotidiano online della costiera amalfitana e penisola sorrentina, sta avendo una linea discretamente garantista, ma siamo un giornale e documentiamo tutto. Secondo alcuni testimoni, come riportato dalla trasmisisone “Chi l’ha Visto”, il comandante sarebbe stato visto in compagnia di due donne e, come sostiene la Procura di Grosseto, c’era una donna bionda di origini moldave sul ponte della Costa Concordia vicino al comandante, Francesco Schettino, nel momento dello schianto. Lo sostiene la Procura di Grosseto, che sta cercando la supertestimone, bionda e di nazionalità moldava. Nel frattempo questa mattina sono riprese le ricerche dei 21 dispersi. Ieri sera il relitto si era spostato, costringendo i sub a rientrare. Una “rotazione” di un metro e mezzo verso l’abisso: la nave si era mossa dal letto di roccia su cui si era adagiata venerdì sera dopo il naufragio. E’ una corsa contro il tempo: il mare da oggi si ingrosserà, mentre venerdì arriva il maestrale con onde di 3-4 metri. Secondo quanto accertato fino a questo momento la donna moldava che era vicino al comandante al momento dell’incidente si chiama Domnika, ha 25 anni ed era seduta nella saletta attigua alla plancia di comando della Costa Concordia dove, da dietro la vetrata, osservava l’attività del capitano. Ora la Procura la sta cercando perché nessuno più di lei può dire cosa è successo in quei momenti concitati. Ufficialmente i dispersi scendono dai 28 dell’elenco diffuso dalla prefettura di Grosseto a 26, se consideriamo anche il corpo dell’ungherese identificato da poco e la donna tedesca rintracciata in Germania. Non sono state ancora identificate, invece, le salme dei quattro uomini e della donna trovate ieri. I soccorritori, quindi, stanno ancora cercando 21 persone che mancano all’appello. Sono 11, finora, le vittime accertate della catastrofe. Ma c’è anche un altro fronte di indagini altrettanto delicato: riguarda i comportamenti tenuti dalla Costa Crociere nella fase di emergenza. Schettino ha parlato più volte al telefono con il responsabile dell’unità di crisi della società di navigazione, Roberto Ferrarini. E il sospetto dei pm è che proprio da lì possano essere venute indicazioni sul ritardo da tenere nella richiesta di soccorso sottovalutando la gravità dell’incidente. Stop anche alle operazioni per lo svuotamento dei serbatoi delle oltre 2.300 tonnellate di carburante. E si alza il livello di preoccupazione per l’ambiente marino dell’Isola del Giglio e delle aree circostanti. «C’è già un danno ambientale, molto contenuto relativo ai fondali dell’Isola del Giglio», ha detto il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini.

Ha eseguito una manovra «sconsiderata» e tenuto un comportamento «negligente» dopo il disastro, tanto che secondo alcuni testimoni «guardava dagli scogli la nave affondare» dimostrando «totale incapacità di gestire l’emergenza». Ma il comandante Francesco Schettino non merita il carcere. Per ora possono bastare gli arresti domiciliari nella sua casa di Meta, col divieto di incontrare persone al di fuori di familiari e avvocati. Così il gip di Grosseto Valeria Montesarchio ha bocciato l’arresto chiesto dai colleghi della procura. Unico punto di accordo tra le due parti, la portata «mondiale» del disastro navale imputabile al comportamento del comandante della Concordia. Nell’ordinanza del giudice, già al centro di forti polemiche, si legge che il comandante accusato di naufragio, omicidio plurimo colposo e abbandono della nave ha ammesso l’errore di manovra che lo ha portato a impattare sugli scogli della secca delle Scole, dove ieri i sommozzatori dei carabinieri si sono recati per eseguire rilievi fotografici subacquei.

L’ORDINANZA  DI ARRESTO PUBBLICATA DA IL FATTO QUOTIDIANO

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