INCHIESTA "LINEA D´OMBRA": GAMBINO TORNA IN CARCERE

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Di nuovo in cella. Il Tribunale del Riesame ha deciso: tornano dietro le sbarre tutte le figure – di primo piano o di seconda fila – coinvolte nell’inchiesta “Linea D’ombra”, in primis l’ex sindaco di Pagani Alberico Gambino. Ai domiciliari solo il presidente della Paganese, Raffaele Trapani, per cui è stata, però, rigettata la richiesta di scarcerazione. Erano e restano liberi Franco Marrazzo e Antonio Petrosino D’Auria. Già consegnato questa mattina, nelle mani dei carabinieri della tenenza di Pagani, il dispositivo della sentenza che, di fatto, riapre le porte del carcere di Fuorni per nove degli undici imputati della maxi inchiesta avviata nella scorsa estate dalla Procura Distrettuale Antimafia. Tempi lunghi, invece, quelli previsti per il deposito delle motivazioni che forniranno agli avvocati degli arrestati l’appiglio per mettere mano al ricorso. L’attesa era scattata venerdì. Da quel momento il conto alla rovescia per il responso del tribunale del riesame – Di Nicola, D’Avino e Pisapia – chiamato ad esprimersi sull’aggravante camorristica per i fatti di linea d’ombra e sull’applicazione di nuove misure cautelare per gli indagati. A settembre la Corte di Cassazione – cui si era appellata la procura – aveva ribaltato la decisione del riesame che il 6 agosto aveva escluso la sussistenza dell’aggravante camorristica. Per la Cassazione la Procura avrebbe visto bene. E così il riesame è stato chiamato a rivedere la sua pronuncia, sulla scorta dell’orientamento della Cassazione. E il riesame è tornato sui suoi passi. Riportando in cella: Alberico Gambino, Massimo Quaratino, Giovanni Pandolfi Elettrico, Giuseppe Santilli, Giovanni Barone, Michele Petrosino D’Auria, Antonio Fisichella, Giovanni De Palma. Per loro come per Trapani ai domiciliari l’accusa è riassunta nell’articolo 416 con l’aggravante dell’articolo 7, ovvero voto di scambio politico-mafioso e associazione camorristica. Nulla hanno potuto i motivati ed agguerriti difensori.

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