Costa Crociera altri cinque morti numeri ballerini coni dispersi

0

Costa Crociera altri cinque morti numeri ballerini coni dispersi. Positanonews sta seguendo in anteprima in Penisola sorrentina e costiera amalfitana la vicenda con notizie esclusive sul comandante Schettino di Meta di Sorrento ed altri retroscena, un lavoro enorme visto che ci occupiamo di Amalfi, Ravello, Salerno, il Cilento, Capri, Agerola, Monti Lattari, la provincia di Napoli e Campania, vorremmo dire a chi ci fa delle critiche di come affrontammo all’inizio il terremoto dell’Aquila alla pari di giornali nazionali e come in questa vicenda i numeri dei dispersi sono ballerini, prima sedici, poi ventinove.. No comment! Riportiamo quanto scrive Il Mattino

 I sommozzatori della Guardia Costiera hanno individuato nel relitto della Concordia altri cinque cadaveri, quattro uomini e una donna. Avrebbero tra i 50 e i 60 anni. I corpi si trovano nella parte di poppa sommersa della nave naufragata venerdì davanti all’isola del Giglio con oltre 4mila persone a bordo. Nel frattempo continuano le ricerche dei dispersi che, secondo il dato diffuso dall’Unità di crisi, scenderebbero a 24. Sale invece a undici il numero dei morti finora accertati. La sesta salma recuperata nella serata di ieri è di un cittadino tedesco.


Le operazioni per evacuare la nave Concordia
sarebbero iniziate almeno un quarto d’ora prima della comunicazione di “abbandono nave” data dal comandante. Sarebbe stato una sorta di “ammutinamento” condotto in alcune parti della nave Costa da parte dell’equipaggio. I membri dell’equipaggio, secondo le prime indagini della Guardia Costiera, dopo che la nave si è inclinata ed è rimasta al buio avrebbero capito che non c’era altro tempo da attendere e hanno deciso di preparare i passeggeri e le scialuppe per lasciare la Concordia. Questo sarebbe iniziato già intorno alle 22,45, quando la comunicazione di “abbandono nave” del comandante Francesco Schettino alla guardia costiera è fissata dai sistemi di registrazione alle 22.58.

Aperti varchi con l’esplosivo
. Per la prima volta questa notte le operazioni erano state momentaneamente sospese: i leggeri movimenti della nave di ieri avevano infatti convinto i soccorritori a interrompere i lavori. Poi stamani le ricerche sono ripartite. E’ una corsa contro il tempo, quella degli uomini della Marina Militare, che stanno utilizzando anche delle microcariche esplosive per aprire dei varchi sulla chiglia della nave per riuscire ad accedere in maniera più rapida alle parti sommerse.

I dispersi. Prima del ritrovamento degli ultimi cinque cadaveri, l’Unità di crisi aveva confermato il numero di 29 dispersi nel naufragio, tra cui 4 membri dell’equipaggio. Sarebbero 6 italiani, 14 tedeschi, 4 francesi, 2 statunitensi, un ungherese, una peruviana e un cittadino indiano. Il cadavere dell’uomo estratto ieri dal relitto non è stato ancora identificato. Molto probabilmente il corpo della sesta vittima, conferma l’Unità di crisi, è «già compresa nella lista dei 29 non rintracciati». Il dipartimento di medicina legale di Siena effettuerà domani l’autopsia su alcuni dei corpi recuperati. 

Il tedeschi scomparsi nel nulla. Diciotto crocieristi tedeschi la sera di venerdì 13, dopo il naufragio, sono scomparsi nel nulla. Hanno fatto i loro passi ufficiali anche l’ambasciata americana a Roma e il ministero degli esteri francese, attraverso il suo portavoce, ma almeno a loro si può rispondere: a Parigi si può dire che i loro quattro connazionali erano già compresi nella prima lista dei dispersi, così come i due cittadini di cui Washington reclama notizie.

Gli italiani. Tutti scomparsi nel nulla, insieme a William di Rimini e alla sua piccola Daiana, alle due signore siciliane, alla peruviana Erika Soria e alla mamma biellese, anche lei inserita all’ultimo in questa tristissima lista. E con loro quattro membri dell’equipaggio che il disastro ha sorpreso nelle stanze più lontane e piu profonde della nave. 

Dati ufficiali. Ma solo oggi, probabilmente, si avrà un dato ufficiale. Questa è la tragedia del Giglio: una trappola galleggiante per quattromila persone, l’inchino all’isola con la nave si si avvicina inspiegabilmente troppo alla costa, uno sperone di roccia che apre la nave come una scatola di sardine eppoi il buio, i soccorsi generosi ed esemplari nella notte e quindi il caos, il caos di queste ore. «Non bisogna disperare», ha detto il prefetto di Grosseto, Giuseppe Linardi a TgCom24, a 4 giorni di distanza dal naufragio della Costa Concordia. Per Linardi è lecito sperare che il numero dei dispersi sia «inferiore a 29».

Le ricerche. Due notti fa i sommozzatori alpino-fluviali del vigili del Fico avevano individuato il sesto corpo senza vita, un altro anziano, al ponte due, in una zona sommersa dall’acqua. Sono riusciti a recuperarlo soltanto sedici ore dopo, ormai a sera, alla fine di una giornata infernale, per trasportarlo in elicottero all’obitorio di Orbetello. Un uomo di cui stranamente non si conosce ancora l’identità, forse un italiano con una famiglia ancora all’oscuro di tutto, che potrebbe però essere uno dei dispersi.

La nave rischia di scivolare. Alle prime luci del giorno è diventato tutto molto più complicato: il mare s’è alzato di due metri, ha cominciato a soffiare un odioso libeccio, il cielo s’è coperto di nuvole. Era l’anticipo del peggio. E’ stato alle 11.38 che è scattato l’allarme: la Costa Concordia si sta muovendo, sta scivolando verso quel maledetto scalone che potrebbe farla sprofondare, se solo il mare lo volesse, al doppio del punto in cui si trova, e cioè a 70 metri. Ordine di evacuazione immediato per i dodici sommozzatori dei Vigili del fuoco che in quel momento stavano esplorando le sale e i corridoi invasi dall’acqua, le viscere della nave (guardale foto dell’interno della nave). Nove centimetri in orizzontale un centimetro e mezzo in verticale, di tanto si era spostata: quei sub stavano rischiando la vita. Fino a giovedì le condizioni climatiche dovrebbero rimanere stabili. Poi è previsto un peggioramento della situazione meteo, con venti molto forti. I soccorritori devono fare in fretta.

Le operazioni. Lo sa bene il comandante Gioino Di Rocco, 44 anni, di Tivoli, che s’è alzato in volo con il suo Drago 57, l’elicottero dei Vigili del fuoco pronto sulla banchina. E’ stata un’operazione da manuale: ha fatto calare sei verricelli e poi altri sei, e nello spazio di cinque minuti cinque tutti e dodici i sommozzatori che l’aspettavano già posizionati a poppa sono stati portati al sicuro. Con quel mare così, con la Costa Concordia che sembrava disposta ad assecondarlo, sono stati i momenti più difficili. Quando al comandante generale dei Vigili del fuoco Alfio Pini, arrivato da Roma a rendersi conto della situazione, è stato chiesto se davvero il peggio poteva accadere, lui sinceramente ha risposto: «Sì, c’è anche il rischio di perdere la nave».

Pericolo sciacallaggio. Intanto al Giglio sono arrivati i Gis, le teste di cuoio dei carabinieri, uomini specializzati, pronti a tutto. Lo si può immaginare anche dall’ultimo allarme che è stato lanciato, quello sul tesoro che comunque la Concordia ancora custodisce: una banca, una gioielliera, le casse dei negozi, le casseforti nelle cabine e tutti i contanti che i naufraghi non sono riusciti a portar via. Per scoraggiare qualsiasi spericolato sciacallo la Guardia di Finanza ha organizzato un pattugliamento speciale.

Lascia una risposta