MASSA LUBRENSE, TaRSU: “CARTELLE PAZZE” ANCHE PER GLI SPECCHI D’ACQUA!

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L’anno appena iniziato promette di essere il terzo consecutivo in cui i cittadini massesi saranno colpiti dalle inaudite ed illegittime pretese economiche dell’amministrazione comunale. A partire dal 2010 infatti le cosiddette “cartelle pazze” sulla TaRSU stanno proliferando come funghi velenosi, colpendo indiscriminatamente imprenditori, commercianti, artigiani e semplici cittadini.

 

Basta scorrere i giornali ed i siti internet dedicati alla cronaca locale per notare le continue proteste nei confronti delle cifre blu illegittimamente richieste agli abitanti di Massa Lubrense.

 

A nulla sono valse le inconsistenti rassicurazioni dell’assessore al bilancio di non mettere le mani nelle tasche dei cittadini, così come pretestuosa appare oggi più che mai la vena polemica del sindaco verso quelle proteste qualificate paradossalmente come “attacchi demagogici”.

Peccato che nel frattempo la sua amministrazione, ripetutamente pizzicata con le mani nella marmellata, invece di adottare comportamenti più concilianti ha continuato ad inviare massicciamente pretese di pagamento sempre sbagliate.

 

Giova però ricordare un altro paradosso: mentre continua il rastrellamento di quattrini in ogni angolo del paese, pochi giorni fa sono stati elargiti molto generosamente 170.000 euro a Terra delle Sirene, società interamente controllata dal comune.

Dopo la vicenda delle strutture extra-alberghiere, oggi agli onori della cronaca balza il caso dei concessionari di specchi d’acqua, ai quali stanno arrivando avvisi di accertamento dai 30.000 a 160.000 euro.

Nell’esaminare alcuni degli avvisi notificati abbiamo riscontrato, e non era difficile prevederlo, gli errori di sempre. Errori sempre favorevoli all’amministrazione, errori che moltiplicano in maniera esponenziale le somme ingiustamente richieste.

 

Il primo errore riguarda la tariffa. Infatti viene applicata erroneamente quella afferente gli stabilimenti balneari (€. 3,37/mq.). L’art. 7, comma 3 del regolamento comunale dice in modo cristallino che nei casi di attività non specificatamente qualificate va individuata la tariffa “per similitudine”. In tal caso non vi è alcun dubbio che la tariffa corretta, per similitudine, deve essere quella dei parcheggi (€. 0,59/mq.).

Inoltre, come riscontrato diffusamente nei regolamenti degli altri comuni della penisola, e come inequivocabilmente sancito da sentenze della Commissione Tributaria di Lecce, a queste attività si deve applicare il criterio della stagionalità. Dunque le tariffe devono essere ulteriormente diminuite in ragione di questo criterio.

 

A questo si aggiunga che l’art. 2, comma 2 del medesimo regolamento prevede un’ulteriore decurtazione al 60% della tariffa, nel caso in cui lo specchio d’acqua sia posto oltre i 500 metri dal punto di raccolta.

 

Per essere ancora più specifici abbiamo esaminato uno degli avvisi di accertamento riguardante uno specchio d’acqua di 700 mq. Al contribuente in esame è stata recapitata una richiesta di 30.000 euro che “in adesione”, dietro protesta dell’interessato, il comune aveva ridotto a 17.000 euro. Ebbene applicando correttamente tutti i criteri richiamati l’importo dovuto si aggira intorno ai 900 euro, circa il 3% della richiesta iniziale!!!

 

Ai cittadini consigliamo, non appena ricevuti gli avvisi, di inviare al comune una richiesta scritta di autotutela. Qualora il comune non risponda allora non rimane che il ricorso in commissione tributaria, da effettuarsi sempre entro i 60 giorni dal ricevimento dell’avviso. Gli errori sono tanti e tali che la vittoria è assicurata!

 

Ai concessionari che lo scorso venerdì 13 dicembre si sono riuniti presso il ristorante Il Cantuccio di Massa Lubrense esprimiamo tutta la nostra solidarietà. Il fatto sorprendente è che questa lodevole iniziativa è stata organizzata e coordinata da Gioacchino Gargiulo, uomo da sempre vicino alla maggioranza del sindaco tanto da candidarsi nella sua lista alle ultime elezioni. Evidentemente se anche l’Ing. Gargiulo ha reagito in modo tanto perentorio e con espressioni durissime contro l’amministrazione, la misura è davvero colma!

 

Dopo l’analisi della situazione e i consigli, alcune considerazioni sono doverose. In primo luogo i cittadini devono domandarsi: chi pagherà i costi di questi errori? Per questo motivo noi chiediamo le immediate dimissioni del sindaco e dell’assessore al bilancio, ed al contempo una commissione di verifica che accerti:

1)  cosa succederà a quegli ignari contribuenti che in buona fede hanno pagato gli importi sbagliati indicati negli avvisi di accertamento;

2)  se alle procedure chiuse con la modalità del contraddittorio sono stati applicati gli stessi criteri di calcolo per tutti i contribuenti (sconti per aree di manovra, parcheggi esterni, terrazze, etc.).

 

Infine un’ultima considerazione. Il sindaco va ripetendo a tutti i tartassati cittadini che va tutto bene, che non occorre fare nessun ricorso poiché basta recarsi in comune e lui e i suoi collaboratori sapranno senz’altro trovare la migliore soluzione. Tuttavia non si capisce come mai non siano altrettanto bravi ad evitare di creare quei problemi che si dichiarano tanto abili a risolvere!

 

Geom. Antonino Esposito