Naufragio Costa Concordia,…sono tutte del comandante le colpe?

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Naufragio Costa Concordia, …sono tutte del Comandante le colpe?

 

 

 

di Salvatore Caccaviello.

 

Sorrento – Stamane la maggior parte dei quotidiani italiani ed esteri riportano in prima pagina il naufragio della Costa Concordia, le varie ipotesi sulla dinamica dell’incidente e del perchè è successo. In tutti gli articoli si può notare una costante, circa il tragico evento e cioè le responsabilità del Comandante Francesco Schettino e del perchè la nave si trovava a circa quattro miglia fuori rotta, ad una distanza minima dalla costa che ha contribuito all’impattamento della carena contro gli scogli. Il Comandante in molti articoli ,per lo più apparsi in prima pagina sui quotidiani ed in vari dibattiti televisivi, è stato dipinto quasi come un incosciente, un incompetente che con molta disinvoltura ha portato una nave come la Costa Concordia sugli scogli per poi abbandonarla al suo destino. Taluni persino paragonano il tragico evento all’affondamento del Titanic ed addirittura all’estero, il naufragio è accostato alla situazione precaria , dal punto di vista economico e politico, in cui si trova l’Italia attualmente. Come se il Comandante Schettino fosse un novello Berlusconi,oppure tutti i capi di governo che l’hanno preceduto che incoscientemente hanno portato il Paese alla deriva ed infine al naufragio attuale. Subito dopo il tragico evento , come succede quando gioca la nazionale di calcio, tutti gli italiani diventano commissari tecnici, in questo caso il popolo si è trasformato per la ,maggior parte in vecchi lupi di mare con elevata esperienza marinara lungo i sette mari, pronti a giudicare il Comandante della Costa Concordia . Tuttavia la maggior parte delle opinioni, degli addetti ai lavori, con lunga esperienza nel campo marittimo, sono state negative circa l’operato del Comandante Schettino. In quanto si trovava fuori rotta di circa quattro miglia e troppo vicino alla costa . Tale manovra considerata azzardata è stata causa dello scontro della nave contro gli scogli al largo dell’isola,sottoponendo ad un rischio enorme sia i passeggeri che l’equipaggio della nave per un totale di oltre 4200 persone.  Tuttavia, dopo il naufragio e a quasi due giorni dal tragico impatto, bisognerebbe fare alcune fondamentali considerazioni. La prima è senz’altro che la Costa Crociere, una compagnia che vanta una esperienza ultrasettantennale nel campo crocieristico e che attualmente possiede una flotta di navi all’avanguardia, senz’altro le migliori nel settore, che solcano i mari di tutto il mondo, portando ogni anno una una moltitudine di passeggeri nelle più belle località turistiche, non affiderebbe una delle ammiraglie della flotta , quale è appunto la Costa Concordia , nelle mani di uno sprovveduto incompetente. Il Comandante Schettino deve avere per forza un curriculum di tutto rispetto ed una esperienza non indifferente affinchè la compagnia gli affidi il comando di una unità di tale portata. Inoltre , se la nave si trovava a quasi quattro miglia fuori rotta la spiegazione è senz’altro che il Comandante ha ritenuto opportuno accostare vicino alla costa, come faceva di sicuro come consuetudine, insieme ad i suoi colleghi,abbandonando la rotta stabilita, per avvicinarsi ad un luogo di esclusiva bellezza e far ammirare lo spettacolo dell’isola di notte , come capita  alla maggior parte dei comandanti di navi da crociera quando durante la navigazione si a passa al traverso di località rinomate ,oppure quando tali luoghi sono il paese di membri dell’equipaggio. Ne più ne meno lo spettacolo che noi tutti sorrentini assistiamo durante le sere d’estate, in particolar modo il lunedì sera, quando molte navi da crociera della MSC Crociere, della Carnival e della Costa appunto e di tante altre famose compagnie, nel lasciare il porto di Napoli dirette nelle splendide località del Mediterraneo si allontanano dalla rotta stabilita, appunto per alcune miglia, per fare un giro nelle acque del nostro bellissimo golfo passando molto spesso vicino alle coste sorrentine. Lasciando ammirare ai passeggeri lo spettacolo unico al mondo che il nostro meraviglioso paesaggio di sera offre ed inoltre far salutare le loro case ai tanti membri degli equipaggi di origine sorrentina che come il Comandante Schettino coprono con la loro rinomata professinalità vari ruoli a bordo di tali prestigiose navi. In questi tours panoramici che le navi da crociera compiono nelle acque sorrentine vi è un particolare molto importante, le navi nell’avvicinarsi alla costa non devono assolutamente oltrepassare, durante la loro navigazione, come d’altronte fanno tutti i traghetti del golfo, le boe di colore giallo, individuabili di notte con un segnale luminoso, poste al largo di Marina Grande ed in prossimità dello scoglio del Vervece, che delimitano una zona protetta ma principalmente vietano la navigazione all’intero di esse per scarso fondale. Ora bisognerebbe constatare se le acque antistanti l’isola del Giglio ed in particolare di fronte al porto di Giglio sia delimitate dalle suddette boe gialle luminose oltre le quali la navigazione è vietata e se eventuali secche siano segnalate dalle cosidette boe con segnali cardinali che indicano da che parte passare onde evitare eventuali scogli. Il comandante Schettino , di sicuro presente sul ponte di comando e di sicuro al timone della sua nave in questa seppure rischiosa manovra che aveva come obbiettivo far ammirare le bellezze dell’isola ai suoi passeggeri, forse avrà esagerato nell’accostarsi così vicino alla costa, ma senz’altro non è stato aiutato da segnali che indicassero gli eventuali pericoli. Senz’altro la Magistratura indagherà anche sotto tale aspetto, per constatare in che modo sono segnalati i bassi fondali nelle acque dell’isola toscana. Inoltre nel gioco al massacro dei quotidiani e dei media televisivi contro il Comandante Schettino non si è tenuto conto della manovra che egli ha eseguito con maestrìa,dopo aver constatato di avere una falla nella carena ed imbarcare una grossa quantità di acqua. Di portare con estremo sangue freddo lo scafo ad incagliarsi nella scogliera antistante il porto di Giglio affinchè le operazioni di soccorso fossero agevolate e che il disastro non assumesse proporzioni catastrofiche. Senz’altro una manovra da vero esperto a cui nella disgrazia andrebbe certamente un plauso, in quanto molto probabilmente ha portato oltre al salvataggio di tante vite umane anche il recupero probabile della nave. Per quanto poi riguarda l’accusa infamante dell’abbandono nave, prima che tutti i passeggeri fossero in salvo, è senz’altro molto discutibile. Infatti, dopo una manovra del genere che ha realmente salvato migliaia di vite umane, il Comandante Schettino cosa doveva fare ? Rimanere forse a testa in giù sulla plancia ed aspettare che tutta la nave fosse evacuata per poi farsi vedere soprattutto dai mezzi di comunicazione che lasciava la nave da ultimo? Oppure come forse certamente lui ha ritenuto opportuno fare, dato che la nave stava lì a poche decine di metri dalla terra ferma seguire e dirigere le operazioni di salvataggio dalla banchina. Di sicuro la sua opera, molto probabilmente, è stata più utile affinchè le operazioni di salvatggio andassero a buon fine. Prima di dare giudizi affrettati bisognerebbe che si riuscisse a capire bene le dinamiche dei fatti , in questo caso la colpa del Comandante Schettino è stata forse quella di effettuare una navigazione troppo vicino alla costa, ma di certo tale operazione non è stata effettuata , come si è detto , per spavalderia .Bensì per offrire un ulteriore spettacolo, oltre alle bellezze indiscutibili della Concordia, ai passeggeri, quindi un rispetto dei propri doveri da Capitano. Purtroppo le circostanze stavolta, in una manovra delicata che era comunque senz’altro una consuetudine, non l’hanno assistito. Se si tiene presente che la professione del Capitano di Lungo Corso , talvolta sottovalutata e non presa in considerazione è senza dubbio molto dura e rischiosa in quanto molteplici sono le responsabilità che gravano sulle spalle di questi Uomini.  Non si vuole difendere assolutamente la categoria ed in particolar modo il Comandante Francesco Schettino, in quanto si è sicuri che senz’altro ,con la sua lunga esperienza di uomo di mare, espressione della cultura marinara, altamente professionale, della nostra terra , è pronto a prendersi le proprie responsabilità. Seppure in ogni naufragio tutte le colpe del mondo sono del Comandante, in questo caso bisognerebbe indagare a fondo alla vicenda in quanto non tutte le circostanze sono chiare e di sicuro non tutte le colpe sono da addebitarsi al nostro Capitano.

 

Sorrento 15 Gennaio 2012 – Salvatore Caccaviello.