Praiano: lettera di un bambino

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Gira per le redazioni della quasi totalità dei giornali campani una lettera redatta da un bambino residente a Praiano, in costa di Amalfi ed indirizzata al sindaco e a tutti i responsabili dei servizi comunali, che recita: “Sono un piccolo bambino, vivo a Praiano da un  pò di tempo, negli ultimi tempi vedo delle cose che non vedevo da tempo, un pò strane. A Natale non ho visto luci, non ho visto felicità ed allegria sulle facce dei grandi, non ho potuto recitare, giocare, urlare, mangiare e fare tante cose, come avevo sempre fatto. Ho visto cose nuove, anche gente che correva a piedi, in bici, ma non vedevo quello che volevo in piazza. Poi sono stato un pò male, con un raffreddore preso per vedere Babbo Natale all’aperto. Mamma e papà mi volevano portare dal dottore ed io ero molto contento di poter poi giocare con i miei amichetti, anche se dovevo sopportare una piccola puntura. Ma poi mi hannio portato altrove: c’era tanta gente seduta  ed in piedi; il dottore era brutto e nervoso e non c’era alcun gioco. Ho aspettato per molto tempo, il dottore non mi ha fatto la puntura ma io ho pianto, pianto tanto: questo non è più un paese per bambini, nessuno mi vuole bene”. Alla fine la lettera porta la firma di Gennaro Amendola, consigliere comunale

 

Chiude la ludoteca dell’ambulatorio pediatrico ed a Praiano scoppia la contestazione, come ha scritto La Città successivamente, . Ad alimentare la polemica è l’ex primo cittadino Gennaro Amendola. Amendola, in questi giorni, ha preso carte e penna ed ha scritto una lettera al sindaco, Giovanni Di Martino, all’assessore ai Servizi sociali e al segretario comunale per esprimere tutto il suo disappunto e mettere in risalto come, inspiegabilmente, non siano state portate avanti tanti iniziative che, nel corso degli scorsi anni, avevano riscosso grande successo. In particolare il dito accusatorio è rivolto nei riguardi della soppressione della sala giochi dell’ambulatorio pediatrico.
Le critiche, comunque, abbracciano anche altri campi e, in particolar modo, viene presa di mira la programmazione delle festivitá natalizie. «A Natale non ho visto luci, non ho visto felicitá ed allegria sui volti dei grandi – rimarca Amendola – non ho potuto recitare, giocare, urlare, mangiare con Babbo Natale e con la Befana, come avevo sempre fatto durante le feste natalizie». Il problema maggiore, comunque, è la chiusura della ludoteca dell’ambulatorio pediatrico. «Questo non è più un paese per i bambini» scrive.