SU COSENTINO LA LEGA FA DIETROFRONT. BOSSI LIBERTA´ DI COSCIENZA PER IL VOTO SU ARRESTO

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«Penso che lascerò libertà di coscienza. Nelle carte non c’è nulla». Lo ha detto il leader della Lega Umberto Bossi lasciando il gruppo del Carroccio a Montecitorio, a proposito del voto di giovedì in aula sulla richiesta di arresto del deputato e coordinatore del Pdl campano Nicola Cosentino. MARONI – Roberto Maroni, dunque ha sbagliato ad esporsi a favore dell’arresto dopo la riunione della segreteria del Carroccio di lunedì scorso? «Bisogna stare tranquilli quando si tratta di arresti», ha risposto Bossi. Aggiungendo: «I magistrati imparino a fare i processi». In Giunta la Lega aveva votato a favore della richiesta dei magistrati napoletani, come annunciato lunedì da Roberto Maroni al termine della riunione della segreteria della Lega. La dichiarazione del leader del Carroccio proprio mentre negli stessi minuti il deputato del Pdl, Nicola Cosentino, incontra il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, a Palazzo Grazioli. LE REAZIONI – Immediate le reazioni politiche al dietrofront leghista. «Forse Berlusconi ha paura che Cosentino parli o magari lo vuole ringraziare per la collaborazione politica, e non solo, che gli ha dato… Noi domani chiederemo il voto palese anche se ho già sentito stasera che ci sarà chi porrà il veto perché vuole il segreto dell’urna» afferma il leader Idv, Antonio Di Pietro, alla trasmissione «Otto e mezzo». Sulla nuova posizione di Bossi, che lascerà libertà di coscienza ai deputati leghisti, di Pietro dice: «Bossi o non ha letto le carte o le ha lette a rovescio. Vada a leggersi le carte, anzi ci vadano tutti su Camera.it. Questa idea che in uno Stato di diritto ci sia un parlamentare accusato di avere rapporti con la criminalità organizzata ed un parlamento che impedisce ai giudici di procedere, a me pare sia da Stato della giungla, da Stato assoluto: una cosa vergognosa ed umiliante per il Parlamento». Per Di Pietro «giovedì si gioca una pagina importante per la credibilità delle istituzioni. Vedremo se il Parlamento manifesta col voto contrario all’arresto di Nicola Cosentino una complicità politica e morale». «Il dietrofront del partito di Bossi sul caso Cosentino è imbarazzante per la Lega, per il povero Maroni e per il popolo del Carroccio umiliato e offeso», afferma Carmelo Briguglio vicecapogruppo di Fli a Montecitorio. LEPORE – Sul caso Cosentino ha parlato anche l’ex capo procuratore Napoli Giandomenico Lepore, intervistato da Emilio Carelli nel corso della puntata di «Rapporto Carelli» su Sky Tg 24: «Quello che si sostiene, ovvero che la nostra attività giudiziaria nei confronti di Cosentino è iniziata immediatamente dopo alla sua nomina a sottosegretario o capogruppo del Pdl non mi pare esatto. Risale a molto prima, al 2007, quando ancora Cosentino non ricopriva queste cariche». «Inoltre – ha proseguito Lepore – la Costituzione offre questa prerogativa per quanto riguarda gli onorevoli solo in base al “fumus persecutionis”. Ma dov’è, in questo caso, questo “fumus persecutionis”? In questo caso anche se si dovesse pensare al “fumus persecutionis” da parte dei pubblici ministeri ci sono ben sette pubblici ministeri che attaccano Cosentino? Non credo proprio. Oggi, con l’ordinanza ottenuta, abbiamo non soltanto i tre pubblici ministeri ma anche il procuratore aggiunto coordinatore e ci sono anche io che ho firmato la richiesta. Oltre questi ci sono i giudici. Tutta questa gente avrebbe qualcosa contro Cosentino? Io con Cosentino ho degli ottimi rapporti».

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