Quali valori esprime oggi la politica.

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Una volta la politica non solo esprimeva valori, ideologie, sentimenti, in più era capace di aggregare e stimolare discussioni interessanti, talvolta interminabili, che ne caratterizzavano la propria natura.

Nondimeno, nei periodi più appassionati le giovani leve manifestavano i propri convincimenti in pubbliche adunanze, dove il fermento intellettuale la faceva da padrone.

Quanti contrasti, quanti scontri, che talvolta finivano in violenze e disordini, ma che davano la giusta cifra di un impegno politico sentito e condiviso.

C’era chi metteva in mostra Marx chi Evola, la politica era vissuta come impegno primario, ineludibile, sacrosanto.

L’appartenenza connotava una fede politica, pagata talvolta a gran prezzo, non di rado, qualche fermo o schedatura da parte della polizia.

Oggi, tranne qualche eccezione (come ad esempio i giovani indignati), sembra non interessare più la politica, la partecipazione, l’attivismo, la voglia di cambiamento.

Assistiamo all’impudenza di alcuni personaggi, che in spregio a qualsiasi convincimento politico, passano, come saltimbanchi, da un partito all’altro, e come ultimo fine hanno solo un tornaconto personale.

E’ sotto gli occhi di tutti ciò che è avvenuto solo pochi mesi fa in Parlamento, prima della caduta del governo Berlusconi: come dimenticare i vari Scilipoti e che dire dei “responsabili” e dei tanti voltagabbana. Molto meglio stendere un velo pietoso, nella speranza che non si abbia più a verificare una tale spregevole situazione.

Ciò che indigna maggiormente, che il tutto si ripercuote a tutti i livelli, a partire dagli enti locali, per passare agli altri organi costituiti, che vergogna! Anche nelle più piccole realtà si pensa sempre e solo ai propri fini, dimentichi del fatto primario: la politica vuol dire mettersi a servizio della comunità amministrata.

Altro aspetto caratterizzante è dato dai vari personaggi che si affacciano o costituiscono lo scenario politico. Viene da pensare che sia stato opportunamente fatta una cernita e messo in campo i peggiori, altrimenti non si spiegherebbero certune formazioni.

L’auspicio sentito, anche se c’è poco da sperare, è che la politica, intesa come servizio pubblico, riconquisti al più presto gli spazi lasciati vuoti o affidati a gente incapace e subdola.

Felice Casalino