Ranieri torna trionfalmente al Verdi di Salerno

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Torna a grande richiesta il 9 e 10 gennaio alle 21 presso il Teatro Verdi di Salerno “Chi nun tene coraggio nun se cocca ch’e femmene belle”, lo spettacolo ideato e scritto da Gualtiero Peirce e Massimo Ranieri che vede all’opera il noto artista partenopeo in una delle sue prove più felici. L’orchestra è composta da Massimiliano Rosati (chitarra), Flavio Mazzocchi (pianoforte), Mario Guarini (basso), Luca Trolli (batteria), Donato Sensini (fiati). Light designer è Maurizio Fabretti. La rappresentazione è un  festoso atto d’amore alla musica in tutte le sue forme e un invito a riscoprire l’autenticità di parole, gesti, tradizioni che sembrano aver perso diritto di cittadinanza in un contesto moderno troppo occupato a rincorrere inutili vantagg, piuttosto che a sentire e a comprendere. La lettura di un brano di “Pinocchio” rientra, per fare un solo esempio, in questa presa di posizione. Che si tratti dello “Shampoo” di Gaber o del “Pescatore” di De Andrè, dell’inimitabile Nino Taranto o del drammatico canto del pescespada di Modugno, Ranieri affronta il pubblico da par suo: con una generosità che è fiducia nella capacità del teatro di generare emozioni. Mentre i ricordi e gli aneddoti che portano il protagonista a rivolgersi direttamente alla platea si rincorrono, ampio spazio è riservato alla migliore tradizione partenopea da Viviani a Daniele. C’è posto per Aznavour e al sua ironia malinconica, per lo struggimento di Tenco, per brani celeberrimi e poco noti. Il coraggio cui si allude nel titolo è quello di essere se stessi, di vivere l’amore in ogni sua forma, che si tratti di una persona o dell’arte, senza temere di perdere, ma con la certezza di guadagnare ciò che nessuno potrà togliere: la leggerezza dei sogni. Il congedo non può che avvenire con “Viva la vida” di Violetta Parra, a dimostrare  come il tempo si rinnovi gioiosamente sul palcoscenico.

Gemma Criscuoli