Supertasse e benzina a 1,8 al litro A Napoli l´auto diventa un lusso

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Pieno più caro d’Italia, aumento del 10% del bollo Rc salata e chi è in Ztl paga per parcheggiare sotto casa NAPOLI — Non è più una necessità ma un lusso. Avere un’auto in Campania, e in tutto il Sud, comporta oggi costi addirittura proibitivi per una famiglia media. L’annuncio di fine anno dell’aumento del 10% del bollo, che è più corretto definire tassa di possesso, è solo l’ultimo di una serie di aggravi tra loro strettamente concatenati che stanno mettendo a dura prova le già svuotate tasche di molti cittadini. Come l’ulteriore incremento di 5 centesimi del pedaggio sulla Tangenziale, da 85 a 90: caso peraltro già molto discusso, perché in altre città strade a scorrimento veloce che consentono di alleggerire il traffico cittadino, come la Tangenziale e perfino il raccordo anulare di Roma, sono assolutamente gratuite. Ma questo 2012 nero per gli automobilisti non finisce qui. La recente manovra del governo Monti ha, oltre alle tante stangate sulla casa, sui patrimoni, sulle pensioni, aumentato anche le accise sui carburanti: in alcune pompe di benzina al Sud, il prezzo ha sfiorato 1 euro e 80 centesimi al litro per la verde. In giorni nei quali gli italiani viaggiano e si spostano di più per le festività è un ulteriore balzello non indifferente. Peraltro è ormai a tutti noto che nel Mezzogiorno i carburanti hanno un costo superiore rispetto alle aree del centro Nord, in media si tratta di una differenza di circa sei centesimi in più al litro. Come si spiega questo divario? Due le cause. La prima è che nel Sud non ci sono pompe bianche, quei distributori indipendenti senza logo, che in Italia sono oltre 1.800, dove si può fare il pieno risparmiando fino a dieci centesimi. La seconda è che in molte regioni meridionali vi sono addizionali sulla benzina: in Campania esiste dal 2004, è pari a due centesimi e mezzo al litro e fu istituita per coprire almeno in parte il buco sanitario. E che dire della tassa introdotta dal Comune di Napoli per gli abitanti delle aree chiuse al traffico che chiedono il permesso di accedere con le auto alle zone vietate per tornare a casa propria? Dovranno versare una somma variabile in rapporto ai cavalli fiscali e al numero di vetture possedute, che potrà arrivare fino a 100 euro. Da ultimo, ma solo perché si tratta di un fenomeno con il quale da tempo gli automobilisti e i motociclisti campani debbono fare i conti, c’è il vero e proprio scandalo delle assicurazioni per la responsabilità civile obbligatoria. Le polizze di tutte le compagnie sono molto più alte qui che nel resto del Paese: la motivazione addotta è che in questa regione ci sarebbe un numero più elevato di truffe. La realtà è ben diversa, come ha dimostrato con pittoresche prese di posizione il movimento “Mò Bast” che la Federconsumatori ha organizzato riuscendo a presentare le proprie doglianze perfino agli uffici dell’Europarlamento. Oggi assicurarsi a Napoli può costare, a parità di status di automobilista, perfino tre volte in più rispetto ad altre zone d’Italia ubicate al Nord. Basti pensare che un neo patentato meridionale di 18 anni che si assicuri per la prima volta può arrivare a pagare fino a 3mila euro annui. Una vera enormità. «E io pago» diceva l’inimitabile Totò nel film «47 morto che parla». Ma il principe De Curtis mai avrebbe immaginato di essere l’antesignano dei suoi conterranei automobilisti vissuti 60 anni dopo quella celebre gag.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO