SCIATO MALATO E DIMAGRITO Il cavallo rapito e seviziato dai clan torna in gara e vince dopo due anni

0

Iglesias venne rapito a Napoli. Trionfa di nuovo dopo un lunghissimo calvario. Salvato da un frate NAPOLI – Che San Francesco avesse un feeling speciale con gli animali lo sanno tutti. Ma che riuscisse a fare miracoli anche in pista (ottocento anni dopo) e far vincere, anzi stravincere, un cavallo dato per finito, rapito e seviziato dalla camorra e poi infortunato, non lo avrebbe sospettato nessuno. Esagerazioni da animalisti blasfemi? Affatto. Che in questa risurrezione equina ci sia lo spirito del patrono d’Italia lo dice pure il padre francescano Danilo Reverberi. Forse non sarà un dottore della Chiesa, il frate, ma dell’ippica sa tutto e di quel cavallino perduto, al secolo Iglesias, conosce ogni trotto. «Un miracolo? Un grande miracolo! Tutti ad Assisi sappiamo chedietro la vittoria di Iglesias c’è San Francesco», conferma padre Danilo con il sorriso di chi ha quasi ricevuto una grazia. «È una stella che si è riaccesa in questo Natale — racconta — prima, tremolante, con una vittoriuccia il 4 dicembre, incoraggiante certo, ma non decisiva. E poi con la luce immensa del 29 dicembre quando all’ippodromo di Montegiorgio, nelle Marche, il cavallo ha staccato tutti con un tempo (1’13”8) da campioni». Una storia incredibile, quella del «cavallo di San Francesco», arrivata nel mezzo della più grande crisi dell’ippica italiana, con ippodromi chiusi per scioperi e puledri di belle speranze che rischiano persino di finire al macello. Forse è la stella cometa del dio dei cavalli per dire agli umani «seguitemi e aiutate l’ippica, rendetela più trasparente e onesta, però salvatela». Proprio come è successo a Iglesias, sette anni suonati, nato il 21 aprile del 2004 nell’allevamento di Sergio Carfagna, oggi anche ristoratore, sotto la basilica di San Francesco. Solo quel luogo, così straordinario, bastava a dare al cavallino un blasone mica male. La benedizione di padre Danilo, ex bancario milanese folgorato dal saio e dall’ippica, ha fatto il resto. E lui, Iglesias, ha iniziato a volare. «Che era un campione me ne sono accorto subito — racconta Carfagna —. Lo avevo mandato a farsi le ossa a Montecatini da uno dei migliori allevatori al mondo. Di lui dicevano che era il nuovo Varenne e alla vigilia di Gran Premio di Roma, la gara che tutti vorrebbero vincere, era il favorito». Arriva la scalogna. A due giorni dalla corsa Iglesias si infortuna. Si decide di mandarlo in cura in un centro vicino a Napoli. Ma qui, siamo a fine marzo 2009, accade il fattaccio: l’animale viene rapito, forse dalla Camorra. «Ricevo telefonate anonime che mi chiedono 200 mila euro di riscatto — ricorda l’allevatore Sergio Carfagna —. Io non cedo e spero. Lo rilasciano il 3 giugno». Iglesias è l’ombra di se stesso: pelle e ossa, barcolla, è nervoso. Sergio chiama padre Danilo e insieme corrono a riprenderlo. Quando lo vedono in quelle condizioni si commuovono. Padre Danilo si avvicina e l’avvertono di stare attento perché il cavallo sembra impazzito, scalcia e dà morsi. «E invece mi riconosce subito — racconta il frate — e si inchina con la testa, si fa coccolare. Non la dimenticherà mai quella scena». Fine dell’incubo? No, inizio di un lungo calvario. All’inizio Iglesias sembra rispondere bene alle cure, poi si infortuna di nuovo. Dopo le cure si decide di mandarlo in pensione, farà lo stallone, riproduzione. Eppure Sergio e padre Danilo sono convinti che ci possa essere un’altra vita per il «piccolo Varenne». Tornano gli allenamenti. E le benedizioni. È così grande l’attaccamento di Carfagna, che la provincia di Perugia gli assegna il premio «Un animale per amico». «Non ci sono parole per descrivere l’attaccamento di Sergio al suo cavallo — spiega Marco Vinicio Guasticchi, presidente della provincia —. Siamo convinti che il cavallo può tornare grande». Il sogno si avvera giovedì 29 dicembre a Montegiorgio. Una resurrezione. Davanti a un pubblico incredulo il trottatore insicuro e impaurito si trasforma e torna il piccolo Varenne. Ora ad Assisi dicono che se il cavallo di San Francesco è tornato grande anche l’ippica può guarire. Ma forse ci vuole un altro miracolo.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO