Rubano il Bambin Gesù dal presepe Il sindaco: «Restituitelo alla città

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La statua presa dall’anfiteatro di piazza Sant’Oronzo La rabbia di Perrone:«Vergogna intollerabile» LECCE – Non c’è più religione». Lo sfogo è spontaneo e viene sin troppo facile a cittadini e turisti che da ieri mattina si affacciano sull’arena dell’anfiteatro di piazza Sant’Oronzo notando esterrefatti che il Bambinello non c’è più. Mani ignote lo hanno trafugato dalla tradizionale e suggestiva Natività allestita come ogni anno al centro della cavea. Non è la prima volta che il presepe viene «sabotato», tant’è che il sindaco Paolo Perrone trova «francamente vergognoso il ripetersi di un episodio che denota totale assenza di senso civico e di idea di comunità». L’atto di accusa Ma dal primo cittadino parte anche una ferma richiesta: «Invito gli autori di questo gesto infame a riscattarsi restituendo il maltolto a una città, Lecce, che davvero non merita questo trattamento». E’ successo l’altra notte: lo stolto di turno, complice l’oscurità e la piazza deserta, ha scavalcato le recinzioni ed ha messo in atto l’ennesimo oltraggio al simbolo più alto della cristianità, il presepe, facendo scomparire la figura principale, Gesù bambino. La scena resta monca, con Maria e Giuseppe ad adorare una culla tristemente vuota. Ma c’è di più. I vigili urbani che, sotto il coordinamento del comandante Donato Zacheo, stanno indagando sul fatto, hanno notato diverse manomissioni: qualche statua con la mano spezzata e alcuni oggetti fuori posto. Non è escluso che il Bambino Gesù sia stato nascosto da qualche parte nello stesso anfiteatro di cui la polizia municipale sta scandagliando ogni angolo. «Siamo al lavoro – conferma il comandante Zacheo – nel tentativo di ritrovare la statuetta. Ma da un sopralluogo già effettuato ci siamo accorti che alcuni personaggi sono stati mutilati e alcune cose sono state spostate». Intanto monta la rabbia di Paolo Perrone: «Non posso accettare, come cittadino e come sindaco, che a Lecce, città bella e civile, accadano episodi di questo tenore. Voglio augurarmi quindi che si tratti di una bravata, di una provocazione lanciata da ragazzotti in cerca di senso esistenziale, e non di un furto vero e proprio che menoma un manufatto antico e offende la sacralità del presepe in un luogo della città come l’anfiteatro romano, oltre che la naturale gentilezza d’animo dei miei concittadini». La rabbia del sindaco «Per questo – conclude il sindaco di Lecce, Paolo Perrone – invito gli artefici di questo nuovo schiaffo al patrimonio cittadino a ravvedersi e a far pervenire il Bambinello, anche in forma anonima, presso mani capaci di riconsegnare la statuetta al Comune di Lecce. Eviteranno così un’ulteriore mortificazione alla loro città, che probabilmente dicono pure di amare, e di sentirsi individui privi di scrupoli morali, civili e religiosi».

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO