Lettere da Piano di Sorrento – Natale in Penisola Sorrentina

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NATALE IN PENISOLA SORRENTINA

 

In piazza Cota, a Piano di Sorrento , un enorme cono, simil abete, di fronte alla casa comunale, simboleggia, forse, quel verde che stanno distruggendo. Non hanno potuto mettere un cono di cemento armato, ma avrebbero fatto meglio a farlo, visto che questa ridente cittadina è oramai destinata ad opere cemento-letterarie. A Sorrento, poi, non ci siamo ancora abituati a subire quell’altro cono, di misure pantagrueliche, che soltanto un folle definirebbe albero! Si vede che nel tessuto connettivo di questo Paese è entrata un’altra visione e dimensione della realtà. Le opere d’arte non sono più quelle tradizionali: quadri, sculture, etc…primeggia, invece,  il cemento e diviene il vero simbolo sorrentino.

Non saremo più ricordati, nel tempo, per il profumo delle zagare in fiore ma per monumenti come: l’eco-mostro di Alimuri, i parcheggi interrati delle premiate ditte locali, attuate dai soliti progettisti.

Va bene così. È Natale, o per meglio dire è già passato il Natale, questo 25 dicembre, rimasto soltanto nella voce del calendario e che non trova quel calore umano, quella ricerca e comprensione per le sofferenze della gente comune, in particolare della povera gente, come ci viene raccontato nei libri di favole e di letteratura. Che rappresenta per noi oggi il Natale ?…botti…luminarie…abbuffate.

Talvolta si inseriscono quelle ridicole feste di beneficenza: ennesimo esibizionismo dell’elite!

Qualche mese fa, in località Capodimonte, a Sorrento, una pietosa automobilista, durante una giornata di pioggia torrenziale, ha scoperto, avvolta in un telone, con due cani abbracciati al petto, una anziana donna. Le ha prestato tutto il soccorso che poteva, acquistando per lei, in un vicino negozio, degli alimentari e voleva anche darle del denaro, ma la donna ha accettato soltanto un panino per sé e due scatolette per i suoi amici a quattro zampe, rifiutando il denaro che le veniva offerto, conservando, cosi, anche in quello spettacolo desolante, la sua dignità.

Chi era ? Una sfrattata ? Una Rom ? Non si sa. Quando la automobilista “pietosa”, essendo dovuta allontanarsi, ha fatto ritorno sul posto dopo qualche ora, ancora sconvolta per quanto aveva visto e volendo prestare altro aiuto…non ha trovato più la donna.

Chi sa quante persone vivono, in silenzio, le loro tragedie ed avrebbero tanto bisogno di aiuto, di assistenza, di calore umano…ma questa società, che si dichiara civile, è frettolosa, disattenta, egoista, passa velocemente come sono passate le altre vetture, quel giorno, i cui conducenti, pur avendo scorto la sagoma umana nel telone, sotto quella pioggia fitta, incessante,… non si sono fermati.

Piano di Sorrento 31 dicembre 2011

 (Avv. Augusto Maresca)