Partorisce in casa e finisce in ospedale per emorragia, poi rifiuta il bambino

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Il Tribunale dei minori apre l’inchiesta. Il piccolo Pio è stato dato in affido temporaneo la vigilia di Natale SALERNO — Partorisce in casa accudita da una familiare che taglia male il cordone ombelicale causandole una forte emorragia: mamma e neonato finiscono d’urgenza in ospedale a Nocera Inferiore dove, a sorpresa, la donna decide di rifiutare il proprio figlio che trova una nuova famiglia la vigilia di Natale. Una storia a lieto fine che lascia dietro di sè una serie di interrogativi. Il piccolo Pio, come lo ha chiamato il personale infermieristico del nido dell’«Umberto I», è stato preso in consegna dai genitori adottivi che lo hanno portato a casa la mattina della vigilia natalizia. Frattanto, il tribunale dei minori di Salerno – che ha sotto tutela il neonato – ha aperto una inchiesta per capire le reali cause alla base della decisione della mamma che da subito ha rifiutato quel fagottino fatto nascere in casa. Ma facciamo un passo indietro ricostruendo la storia. A novembre una donna del Salernitano giunge con una forte emorragia al pronto soccorso dell’ospedale Umberto I. Secondo gli esami clinici, la signora non sarebbe al suo primo parto. Ma questo aspetto è al vaglio del tribunale che sta seguendo la delicata vicenda. La donna racconta ai medici che si trovava a casa di una familiare quando improvvisamente sente rompersi le acque. Deve partorire e non c’è tempo per raggiungere l’ospedale. Ad aiutarla, dice, sarebbe stata un’anziana congiunta. Va tutto bene ma nel momento di tagliare il cordone ombelicale, la familiare avrebbe eseguito una manovra sbagliata causando l’emorragia. Bisogna correre in nosocomio, all’Umberto I. In pronto soccorso e successivamente in ginecologia i medici le prestano tutte le cure del caso. A lei e al neonato. Poi, il colpo di scena: «Non voglio questo bambino». La donna è irremovibile. Si allertano le assistenti sociali e il tribunale dei minori che ne ha la tutela. La legge consente alla mamma un periodo per ripensarci potendo anche vedere il neonato. La donna, però, non solo non ha ripensamenti ma decide anche di non andare in ospedale per riabbracciare Pio. Intanto le autorità preposte si mettono a lavorare per assicurare a Pio una buona sistemazione con un affido temporaneo evitando così le strutture d’accoglienza. Il tempo scade. La mamma non rivuole il piccolino e la mattina del 24 dicembre, a poche ore dal Natale, Pio trova una famiglia. La storia ha commosso l’intero reparto ospedaliero anche se nessuno vuol commentare una decisione difficile sulla quale farà luce il tribunale.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO