BUON NATALE…ai Marittimi italiani.

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di Salvatore Caccaviello.

Sorrento – Con la liberazione della Savina Caylyn ed il ritorno a casa dei nostri marittimi,dopo un’angosciante esperienza,si conclude una vicenda drammmatica che ha visto coinvolta per vari mesi anche l’altra nave italiana della flotta Perseveranza, la Rosalia D’amato. La liberazione di queste due navi, non pone fine al problema dei tanti mercantili le cui rotte solcano le acque al largo del Corno d’Africa, a cui le Autorità dei paesi coinvolti devono al più presto dare una soluzione. Tale problematica è soltanto una delle tante a cui i Marittimi italiani devono far fronte onde poter esercitare il loro duro lavoro, sempre più spesso dimenticati dai Governanti e dalle Istituzioni. Molto probabilmente non si immagina l’estremo sacrificio di questa professione, nonostante tale lavoro abbia una importanza basilare per l’economia mondiale, in quanto la maggior parte delle merci vengono trasportate da un capo all’ altro del mondo via mare. Un lavoro molto duro che oltre alla lontanaza dai propri cari per lunghi periodi, richiede enormi sacrifici ed una forte preparazione sia fisica che psichica ed inoltre una alta professionalità, in quanto si è perennemente a contatto con le più moderne e sofisticate tecnologie, il che richiede una ottima preparazione ed un continuo aggiornamento. Un campo dove i professionisti del mare italiani si fanno onore da sempre, non essendo secondi a nessuno a livello mondiale. L’alta professionalità, soprattutto da parte dei Comandanti, Direttori di macchina e Ufficiali,della Marina Mercantile Italiana,ha contribuito negli anni a portare per il mondo l’arte italiana del navigare e a mantenere alto il nome del nostro Paese. Infatti i Marittimi italiani sono senza dubbio i più preparati professionalmente a livello mondiale, tuttavia rimangono a livello europeo i meno pagati, se si guarda il loro contratti e facendo il paragone con altri paesi occidentali,tipo la Gran Bretagna ,la Germania oppure i Paesi Scandinavi. Inoltre ultimamente sembrano essere sempre meno tutelati, in quanto , nonostante le qualità professionali, vengono sempre più spesso trascurati dagli Armatori le cui navi battono bandiera italiana. Il quali preferiscono imbarcare, tramite il meccanismo del doppio registro, sempre più marittimi extracomunitari, in quanto costano meno,a discapito della professionalità e della sicurezza. Una professione soprattutto per quanto riguarda i Comandanti, i Direttori di Macchina e gli Ufficiali che non è assolutamente inferiore, sia dal punto di vista della preparazione che per quanto riguarda la responsabilità ,a quella di un ottimo manager di azienda di alto livello. In quanto si è responsabili di navi e di carichi il cui prezzo è di centinaia di milioni di euro e in taluni casi della vita di migliaia di passeggeri. Nello stesso tempo gestire equipaggi sempre più spesso,come ricordato, di varie nazionalità e culture diverse ,senza operare comodamente a terraferma bensì gestendo ed assecondando per 24 ore al giorno un elemento imprevedibile quale è il Mare.
Ebbene di tale professione si ci ricorda soltanto in tali circostanze ,oppure nel malaugurato caso di qualche sciagura,mentre per quanto riguarda i diritti , oppure le loro condizioni spesse volte disumane, con diocitto ore di lavoro sia di giorno che di notte, mentre il restante sempre a disposizione,con bello o spesse volte cattivo tempo, è difficile che venga messo in evidenza o quanto meno ricordato. Durante una festa tanto importante come il Natale che tutti trascorrono in famiglia o quanto meno a terra ferma. Quando su tutti gli organi di informazione come i vari tg e altri mezzi di comunicazione, in questo periodo, vengono trasmessi servizi o si scrive, a buon ragione, delle tante problematiche dei lavoratori italiani oppure dei nostri militari impegnati nelle missioni di pace, in vari paesi del mondo. Dove questi ultimi vengono sempre più spesso visti come eroi per il loro sacrificio, sebbene lautamente pagati. Proprio in questo periodo di festa, con tutto il rispetto per le Forze Armate e delle missioni in cui sono impegnati, che potrebbero esser messe anche in discussione per la loro utilità e soprattutto,per quanto costano al “povero” cittadino italiano ,in particolar modo in un periodo di ormai recessione come quello attuale. Sarebbe opportuno che almeno per un giorno,particolare come il Natale, l’attenzione mediatica fosse rivolta anche ai nostri “valorosi marittimi”. Che in queste ore, talvolta lontano da mesi, dalle loro famiglie, stanno solcando le acque dei mari del mondo contribuendo con estremo sacrificio alla tutela di un settore che forse al momento è il più dinamico dell’economia italiana, dando un forte contributo alla crescita del prodotto interno lordo. Confermando l’Italia al primo posto in Europa per importazioni via mare e al terzo per esportazioni, mantenendo nel contempo la leadership nel traffico crocieristico. Ebbene di fronte a tali ottimi risultati non si può dimenticare che tali perfomance sono soprattutto frutto della forza lavoro, altamente specializzata, dei Marittimi Italiani. Buon Natale, Ragazzi!…a qualsiasi latitudine vi troviate!  25 Dicembre 2011 – Salvatore Caccaviello.