Sant´Agnello modificarono verbali per 60.000 euro vigili a processo

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 E’ cominciato a Torre Annunziata  il processo per la vicenda che ha sconvolto la pubblica amministrazione della penisola Sorrentina, gran parte del corpo dei vigili urbani di Sant’Agnello, il comune fra Sorrento e Massa Lubrense, è finito sotto inchiesta per la vicenda della truffa delle multe. Per un difetto di notifica la causa è stata rinviata a febbraio 2012 nel contempo è stato chiesto lo stralcio per l’ufficiale Querzoli per abuso d’ufficio per cui gli altri otto avrebbero potuto avere un processo presso il giudice monocratico per il falso. 

 Danni all’erario comunale per oltre 60mila euro, 3mila verbali di contravvenzione falsificati negli effettivi importi, accordi ed omissioni sulla decurtazione dei punti della patente. Questa la conclusione di una intensa attività investigativa operata dai carabinieri della stazione di Vico Equense diretti dal maresciallo Antonio Lezzi e coordinati dal capitano Massimo De Bari della compagnia dell’Arma di Sorrento che, in seguito a mandato ricevuto dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno notificato avvisi di garanzia a carico di 9 appartenenti al comando di polizia municipale di Sant’Agnello, tra questi 6 marescialli, un agente e due ufficiali di cui uno in stato di inattività.
I nove dovranno rispondere dei reati di truffa aggravata ai danni di ente pubblico, falsità materiale ed ideologica commessa da pubblici ufficiali in atti pubblici, abuso di ufficio. Un vero terremoto che ha improvvisamente coinvolto l’intero palazzo municipale di Sant’Agnello a conclusione di una accurata indagine che, avviata nel settembre 2009 in seguito alla segnalazione di un privato, si è conclusa con il sequestro di circa 10mila verbali di contravvenzione al codice della strada prelevati dai carabinieri dopo la perquisizione negli uffici del Comune e del comando della polizia municipale. Sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti l’intero incartamento compreso nel periodo che va dal 2004 al 2008, dal quale è emerso l’incredibile comportamento dei vigili urbani che, anziché portare a compimento il mandato ricevuto con l’uniforme che indossano, avevano messo in piedi una vera e propria rete di favoreggiamento nei confronti di coloro che contravvenivano al codice della strada. Ben 3mila verbali di contravvenzione sono risultati manomessi, falsificati e comunque modificati rispetto all’importo originario, stesso discorso per le quietanze di pagamento, rispetto alle cifre che i contravventori avrebbero dovuto versare all’erario comunale. Analogamente per reati di guida pericolosa o in stato di ebbrezza gli ufficiali del comando della polizia municipale anzichè applicare la legge sanzionando pesantemente i contravventori e decurtandogli i punti dalla patente facevano l’esatto contrario.
Le sanzioni amministrative venivano accuratamente alleggerite, in particolare per amici e conoscenti, per consentire ai contravventori di potere usufruire della conciliazione del reato commesso attraverso il pagamento di cifre inferiori rispetto a quelle che originariamente si sarebbero dovute commutare. La mancata decurtazione dei punti dalla patente ha permesso inoltre agli stessi contravventori di non vedersi ritirare la patente di guida in alcuni casi ed il sequestro amministrativo del veicolo in altri. Dall’esame dei 10mila verbali esaminati dai carabinieri è inoltre emersa la mancata iscrizione a ruolo delle contravvenzioni non oblate con un meccanismo di favoreggiamento che in molti casi ha generato la prescrizione del diritto alla riscossione forzata dell’importo delle multe con danni all’erario del Comune di Sant’Agnello per decine di migliaia di euro. Al momento le indagini dei carabinieri hanno assodato un danno erariale di oltre 60mila euro ma gli accertamenti non finiscono qui. L’operato degli investigatori prosegue anche per i verbali di contravvenzione relativi all’ano 2009