BERLUSCONI MIA FIGLIA MARINA IN POLITICA-LA DISEREDO

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MILANO – “Marina? Se scendesse in politica le toglierei la successione”. E poi il processo che è “una perdita di tempo”, con il potere che “è in mano a Magistratura democratica. E ancora la tenuta del partito, la manovra che “porterà la recessione”, l’asta delle frequenze tv, a cui secondo l’ex premier nessuno è interessato, Don Verzè “persona straordinaria”. Insomma, è un Berlusconi a tutto campo quello che si mette a chiacchierare con i giornalisti a margine del processo Mills a Milano. Dell’incontro con Bossi, invece, non parla: «Su queste cose devo fare il politico. È opportuno il silenzio», ma precisa di essere «normalmente in contatto» con Bossi «per i nostri ottimi rapporti personali».

IL PARTITO «Non sono assolutamente preoccupato per la tenuta del Pdl», ha detto Berlusconi, aggiungendo di non temere nemmeno l’eventuale costituzione di nuovo gruppo autonomo da parte dell’ex ministro Giulio Tremonti al quale ha indirizzato ironicamente un «tanti auguri». Berlusconi ricorda che si stanno tenendo i congressi provinciali «con grandissima partecipazione di iscritti» dove «in alcune occasioni si è presentato un candidato sostenuto da tutti, in altre si sono presentati due candidati e si è concluso con il riconoscimento del candidato che ha prevalso». Il Pdl, aggiunge Berlusconi, «è un partito democratico con una base larghissima di componenti per dotarsi di una nuova e più giovane classe dirigente».

“FREQUENZE TV? NESSUNO INTERESSATO” «Non credo che ci sia nessuno particolarmente interessato a fare investimenti per ottenere una frequenza», continual’ex premier. Quanto all’ipotesi di lanciare un’asta «auguro di fare cassa – afferma – anche se, con il diffondersi delle frequenze, queste non hanno più valore in quanto i costi per il contenuto delle frequenze supererano grandemente i ritorni che si possono avere». Berlusconi precisa di parlare «da osservatore esterno: io ne sono fuori, non ne ho parlato con nessuno di Mediaset. Ma Sky ha detto di non essere interessata. Credo che neanche la Rai e Mediaset lo siano. A questo punto credo -aggiunge- che non ci sia nessuno che possa portare fondi importanti. La frequenza oggi è un bene che non ha meritato e tra l’altro in tutta Europa è cosi».

“MANOVRA PORTERÀ RECESSIONE” «Può darsi che si debba arrivare a una manovra» correttiva ha detto Berlusconi a proposito della manovra. «Il problema non è italiano ma è europeo. Se non riusciamo ad avere una banca centrale che possa dare garanzie dei debiti sovrani non credo si riusciranno a risolvere i problemi dettati da questa crisi», ha aggiunto. A chi gli ha fatto notare che ieri il ministro dello Sviluppo economico e infrastrutture Corrado Passera ha detto tutt’altro e ha parlato di una seconda fase di crescita e di rilancio dell’Italia, Berlusconi ha risposto: «Vedremo… So per quanto ci riguarda che con il mio governo siamo riusciti a tenere i conti in ordine senza imporre nuove tasse, soltanto con il taglio delle spese». «Qui si è cambiata strada – ha aggiunto l’ex premier -, si sono tagliate poche spese e si è proceduto nell’imposizione di nuove tasse, nell’incremento della pressione fiscale». Berlusconi ha concluso dicendo: «C’è un governo, facciamogli gli auguri e lasciamolo lavorare».

DON VERZÈ «Don Verzè l’ho conosciuto ed è una persona straordinaria, un uomo di fede e una persona rara. Non credo assolutamente sia implicato in quei fatti». Così Berlusconi per la prima volta dall’inizio dell’inchiesta sul San Raffaele è intervenuto prendendo le parti di Don Verzè, il fondatore del gruppo che si è dimesso oggi dal cda ed è indagato per bancarotta.
Berlusconi, al termine dell’udienza Mills a Milano, rispondendo ad alcune domande dei cronisti, ha detto di non sapere nulla dell’inchiesta sul San Raffaele ma di sapere che l’ente è «un’importante istituzione che fa solo del bene ai milanesi». L’ex presidente del Consiglio, che è uno storico amico di Don Verzè, nonostante ne abbia prese le difese parlando di lui come di un imprenditore capace ha anche ammesso che «si sapeva che ci fossero dei passivi nel bilancio» del gruppo.

IL PROCESSO UNA PERDITA DI TEMPO «Questo processo è una perdita di tempo, è una favola inventata su qualcosa che non esiste. Sono indignato e lo sono anche i contribuenti», ha detto Berlusconi. «La sovranità non spetta al popolo che la trasmette al Parlamento, ma la sovranità è gestita da Magistratura Democratica». Lo ha detto Silvio Berlusconi a Milano al termine dell’udienza del processo Mills. L’ex premier ha aggiunto che «è una situazione malsana e patologica».
E, a proposito del processo: «Lui ha affermato di avermi incontrato nel luglio ’95 ma io non mi ricordo di questo incontro. Evidentemente, come mi spiegava il mio legale, Mills aveva un incontro con mia figlia durante il quale ci fu una breve conversazione con me in quanto ero passato nella camera dove c’era mia figlia con l’avvocato». Riferendosi all’esame dell’avvocato inglese che si è tenuto in videoconferenza da Londra e che proseguirà il prossimo 22 dicembre, ha aggiunto «L’avvocato Mills dice che si è parlato in generale di trust. È un argomento interessante che ho sempre considerato come un fatto da introdurre in Italia. Quindi è possibile che mi sia fermato due o tre minuti a parlare con lui di questo argomento senza alcuna relazione con i fatti che riguardavano la Fininvest».
L’ex premier ha inoltre precisato di incontrare «centinaia e centinaia di persone al mese e, quindi, non ho ricordo nè di questo incontro nè del fatto che il dott. Messina (manager Fininvest, ndr) mentre faceva una chiamata, ebbe a passarmi il telefono per parlare con l’avvocato Mills». A chi ha fatto notare a Berlusconi che nell’udienza di oggi si è parlato ancora del suo finanziamento a Craxi, l’ex presidente del Consiglio ha risposto: « Questo non è corrispondente al vero perchè tutte le indagini hanno chiarito che non è stato così».

fonte:leggo