Vicenda morbosa a Praiano ex sotto processo per telefonate mute

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Una vicenda morbosa dai contorni ancora definiti di cui sarebbe vittima una donna di Praiano in Costiera amalfitana è finita questa mattina in pubblica udienza nel Tribunale penale di Amalfi.  Una serie di telefonate mute o di semplici squilli fatti dall’ex marito alla donna di Praiano, che è una vittima di quella che sembrerebbe una vera e propria persecuzione da parte dell’uomo, potrebbe sfociare in una condanna a cui farebbe seguito anche il risarcimento dei danni da quantificare anche in svariate decine di migliaia di euro vista l’importanza che ha oramai per la giurisprudenza il cosidetto “vivere in pace”. Essere lasciati in pace, vivere la propria vita in tranquillità senza interferenze (che siano sui telefonini, ma anche su Face Book o in altra maniera) è sempre di più riconosciuto un diritto importante che sta comportando pene sempre più gravi non solo in mesi, o anni, di galera, ma anche in soldi.

Il reato di molestia e disturbo alle persone è una contravvenzione posta a tutela della tranquillità individuale e del cosiddetto “vivere in pace”. Secondo parte della dottrina, invece, la norma mira a tutelare l’ordine pubblico mediante la repressione di fatti che colpendo la quiete privata possono generare situazioni di più generale allarme sociale. La contravvenzione in esame è ritenuta punibile solo se commessa con dolo in quanto si richiede che il fatto sia compiuto con petulanza e biasimevole motivo ossia con un agire pressante, incivile, sprezzante, che presuppone una vera e propria “programmazione” mentale della consapevolezza di agire nel modo previsto dalla norma. A parere di chi scrive la contravvenzione de quo sarebbe punibile anche a titolo di colpa. Il recare disturbo, per petulanza o biasimevole motivo, indica soltanto le particolari modalità che la norma richiede per la configurazione della contravvenzione ma non integrano una “scelta” precisa del legislatore dal punto di vista dell’elemento soggettivo. Si può, ad esempio, ritenere petulante chi, colposamente, omette i dovuti accorgimenti per evitare che dal proprio telefono partono telefonate a vuoto verso un determinato telefono oppure si metta citofonare senza alcun motivo i campanelli di vari appartamenti nel periodo estivo ritenendoli vuoti. Del resto la norma mira a tutelare la quiete privata e la serenità quotidiana di ogni consociato da quei comportamenti fastidiosi e incivili che mirano a ledere sfere della personalità dell’individuo tutelate dall’art.2 della Costituzione e che, proprio per l’importanza del bene-interesse tutelato dalla norma, non possono essere soltanto ricondotti a quelli “dolosi”. Basta le telefonate reiterate per concretare il reato con la conseguente condanna ed il risarcimento.