Napoli. Museo Duca di Martina. "Un museo … tutto da bere. Calici antichi e vini campani in Floridiana."

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Un museo … tutto da bere.
Calici antichi e vini campani in Floridiana.
Napoli, Museo Duca di Martina – Villa Floridiana.

Via Cimarosa, 77 – 80127 Napoli

tel. 081.5788418/081.5781776 – fax. 081.5788418

21 dicembre 2011 – 15 aprile 2012.
Inaugurazione: 21 dicembre, ore 11.00.

 

Mercoledì 21 dicembre, alle ore 11, verrà inaugurata al Museo Duca di Martina la mostra dedicata al vino nei suoi differenti contesti d’uso: profano, mitologico e liturgico.

In continuità con le precedenti esposizioni presentate al Museo Duca di Martina in Villa Floridiana, dedicate al tè, al caffè, alla cioccolata e alla birra, in questa occasione sarà presentata una selezione di oltre duecento opere realizzate tra il Quattrocento e l’Ottocento: ai delicati oggetti calici, bicchieri, bottiglie e brocche in vetro, cristallo, argento, avorio, porcellana e maiolica saranno affiancati dipinti legati al tema del vino.

Le opere provengono dalle straordinarie raccolte di arti decorative di musei napoletani, prima fra tutte quella di Placido de Sangro Duca di Martina, e da collezioni pubbliche e private italiane.

Il suggestivo allestimento, nelle sale del piano terra, rispetterà l’intima atmosfera di ‘museocasa’ che contraddistingue il Museo Duca di Martina, rievocando, attraverso la contestualizzazione delle opere, usi, costumi e cerimoniali di epoche passate.

La mostra sarà affiancata da una serie di attività collaterali – conferenze, seminari, concerti a tema e laboratori di degustazione – che consentiranno di approfondire i diversi aspetti della cultura del vino, da quello botanico e produttivo, a quello socioeconomico ed enogastronomico, con particolare attenzione a quanto di meglio offre la produzione vitivinicola campana.

La manifestazione è organizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli, con il contributo della Camera di Commercio di Napoli, che già in passato ha sostenuto le iniziative del Museo Duca di Martina; con il Patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e del Comune di Napoli.

Catalogo edito da Arte’m.

Servizi didattici a cura di Le Nuvole, Pierreci codess, Progetto Museo

 

INGRESSO GRATUITO

 

Info:

Nella caffetteria del museo si terranno degustazioni guidate di vini campani

orari: 8.3014.00 (la biglietteria chiude alle 13.15) da lunedì a domenica, martedì chiuso

info: tel. 081.5788418

www.polomusealenapoli.beniculturali.it

 

 

Dal sito:

http://www.facebook.com/pages/Museo-Nazionale-della-Ceramica-Duca-di-Martina-in-Villa-Floridiana/140473522701785#!/pages/Museo-Nazionale-della-Ceramica-Duca-di-Martina-in-Villa-Floridiana/140473522701785

 

La Villa Floridiana

La villa Floridiana, già esistente nella prima metà del XVIII secolo, agli inizi dell’Ottocento apparteneva agli eredi di Cristoforo Saliceti, ministro di polizia del governo murattiano, i quali, nel 1817, furono costretti a svendere l’appezzamento al re Ferdinando di Borbone, che intendeva destinarlo a residenza estiva della moglie morganatica Lucia Migliaccio di Partanna, duchessa di Floridia, sposata in Sicilia nel 1814, tre mesi dopo la morte della regina Maria Carolina.
La ristrutturazione dell’intero complesso, che già comprendeva un piccolo casino (l’attuale Museo) ed una coffee-house (l’odierna Villa Lucia), fu affidata all’architetto Antonio Niccolini che, tra il 1817 e il 1819, progettò sia il rifacimento in stile neoclassico della palazzina che la riconfigurazione dei giardini all’inglese, secondo la moda del tempo. Il Niccolini, sfruttando il naturale andamento del terreno, degradante verso il mare, ridisegnò le aree esterne, alternando vaste praterie ed aiuole con quinte scenografiche a zone ‘a boschetto’ e terrazzamenti scoscesi. Invece, per le zone circostanti l’edificio principale adottò soluzioni più regolari e simmetriche in conformità con le caratteristiche stilistiche di gusto neoclassico. Ideò, inoltre, un teatrino all’aperto, un tempietto ionico, le serre ed alcune grotte per animali esotici, unici elementi architettonici ancora oggi esistenti nell’attuale area del Parco, che fanno percepire l’originaria atmosfera pittoresca.
Riguardo alla Villa, come si evince dalla pianta autografa del Niccolini conservata al Museo di San Martino, inglobando il vecchio casino Saliceti, concepì un edificio con corpo centrale rettangolare e due bracci perpendicolari e simmetrici, rivolti a settentrione, di cui quello occidentale di nuova costruzione. Inoltre, aggiunse, all’ingresso centrale dell’edificio una piccola area porticata, per la sosta delle carrozze, soluzione architettonica già adottata per il Teatro San Carlo. Per la facciata meridionale, che risultava su tre livelli per l’accentuata pendenza del terreno, il Niccolini elaborò per il piano seminterrato un basamento in pietra lavica con una scalinata marmorea a doppia rampa, che raccorda l’edificio al parco circostante, aprendosi sul suggestivo panorama della città.
Dopo la morte della duchessa, nel 1826, gli edifici monumentali ed il Parco subirono numerose trasformazioni da parte degli eredi fino al 1919, anno in cui la Villa venne acquistata dallo Stato e destinata a sede museale. La villa è anche dotata di spazi che possono essere dati in concessione per eventi.

Il Museo Duca di Martina
Il Museo Duca di Martina nella Villa Floridiana di Napoli, è sede dal 1931 di una delle maggiori collezioni italiane di arti decorative. Comprende oltre seimila opere di manifattura occidentale ed orientale, databili dal XII al XIX secolo, il cui nucleo più cospicuo è costituito dalle ceramiche. La raccolta, che dà il nome al Museo, è stata costituita nella seconda metà dell’Ottocento, da Placido de Sangro, duca di Martina e donata nel 1911 alla città di Napoli dai suoi eredi.
Il duca, secondogenito di Riccardo e di Maria Argentina Caracciolo era nato a Napoli nel 1829 ed apparteneva ad un illustre casato strettamente legato alla corte borbonica. Dopo l’unità d’Italia si trasferì a Parigi, dove iniziò ad acquistare oggetti d’arte applicata, entrando in contatto con i maggiori collezionisti europei, come i Rothschild, e partecipando alle grandi esposizioni universali che proprio in quegli anni, tra Londra e Parigi, avevano contribuito a far nascere un forte interesse per le arti applicate all’industria. Egli comprava addirittura interi lotti di oggetti, parte dei quali venivano inviati nella sua residenza napoletana di piazza Nilo.
Nel 1881 morì il suo unico figlio e quindi l’intera collezione fu ereditata nel 1891 dall’omonimo nipote, conte dei Marsi, che, tramite la moglie Maria Spinelli di Scalea, la donò nel 1911 alla città di Napoli.
Il Museo si sviluppa su tre piani; al piano terra sono esposti, oltre ad alcuni dipinti, avori, smalti, tartarughe, coralli e bronzi di epoca medioevale e rinascimentale, maioliche rinascimentali e barocche e vetri e cristalli dei secoli XV- XVIII, mobili, cofanetti e oggetti d’arredo; al primo piano è collocata la raccolta di porcellane europee del XVIII secolo costituita da nuclei delle più importanti manifatture del Settecento, Meissen, Doccia, Napoli e Capodimonte, porcellane francesi, tedesche ed inglesi. Infine al piano seminterrato, è stata riallestita da pochi anni la sezione di oggetti d’arte orientale, tra cui notevole è la collezione di porcellane cinesi di epoca Ming (1368- 1644) Qing (1644- 1911) e Giapponesi Kakiemon ed Imari.
Luisa Ambrosio, Direttore del Museo Duca di Martina