Antidolorifici all’ibuprofene e simili: secondo uno studio vi è il doppio delle probabilità di abort

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Uno studio che ha riguardato più di 47.000 donne tra i 15 ei 45 per la precisione 47.050 donne e pubblicato sul Canadian Medical Association Journal ha potuto appurare che coloro che erano in stato di gravidanza e che avevano assunto antidolorifici a base di ibuprofene hanno avuto 2,4 probabilità in più di subire un aborto spontaneo. Tali farmaci, secondo la ricerca dell’Università di Montreal avrebbero la capacità d’interrompere il processo di attaccamento dell’embrione alla parete uterina.

Circa il 17 per cento di queste donne ha preso antidolorifici, nonostante le etichette di avvertimento scoraggiassero di usarlo quando si è incinta. Per tali ragioni Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” invita le mamme in attesa a trovare altri modi per trattare il dolore.

La causa dell’aumento di questi aborti spontanei sarebbe proprio nella scarsa consapevolezza ed insufficiente verifica delle informazioni da parte di moltissime donne.

Gli scienziati hanno, infatti, avvertito che decine di migliaia di donne incinte, l’indagine parla di ben una su sei mamme in attesa, continuano a prendere pillole antidolorifiche non informandosi sui pericoli che si possono verificare dal concepimento fino alla 20 ° settimana di gravidanza e nonostante i chiari avvertimenti riportati sulle controindicazioni

Lo studio ha coinvolto un gruppo di antidolorifici noti come farmaci anti infiammatori non steroidei o FANS, che includono ibuprofene e naprossene.

L’aspirina è anche in questa categoria anche se non è stato inclusa nello studio, mentre il paracetamolo è ritenuto sicuro.

Circa una persona su otto termina la gravidanza a seguito di un aborto spontaneo e per la maggior parte accade nelle prime 12 settimane.

Spesso non c’è una causa evidente, ma le donne più anziane e coloro che fumano, bevono molto o sono obese, corrono i rischi maggiori.

Alle intervistate è stato chiesto se avessero preso gli antidolorifici nelle prime 20 settimane di gravidanza – o due settimane prima di rimanere incinta.

Nonostante gli avvertimenti circa il 17 per cento aveva assunto i farmaci, quasi una su sei.

Il dottor Anick Bérard dell’Università di Montreal, ha dichiarato che il rischio di subire un aborto spontaneo è stato associato all’uso durante la gestazione di diclofenac, naprossene, celecoxib, ibuprofene e rofecoxib da soli o in combinazione e le donne che sono state esposte ad ogni tipo e dosaggio di FANS diverso dall’aspirina durante la gravidanza avevano una maggiore probabilità di subire un aborto spontaneo.

Ma i medici hanno comunque sottolineato che i rischi di un aborto spontaneo determinato dagli antidolorifici erano molto bassi ed hanno anche specificato che lo studio non ha preso in considerazione altre possibili cause come il fumo e l’obesità.

La Dott. Virginia Beckett, portavoce del Royal College degli Ostetrici e Ginecologi, ha dichiarato: “è importante che ogni donna prima del concepimento e durante la gravidanza pianifichi la gravidanza e riduca il rischio di eventuali complicanze attraverso il mantenimento di un sano stile di vita”, ed ha quindi rassicurato sulla possibilità di assumente paracetamolo durante la gravidanza.