EGITTO, NUOVI SCONTRI IN PIAZZA TAHRIR: 18 MORTI E 500 FERITI VIDEO

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IL CAIRO – È di almeno 16 morti il bilancio provvisorio degli scontri al Cairo in queste ore, secondo fonti mediche. I feriti sarebbero circa 500 secondo le stesse fonti. Almeno sei persone sono morte negli scontri di stamane tra militari e manifestanti in piazza Tahrir, secondo fonti mediche presenti sulla piazza. Ne danno notizia testimoni oculari. I sei morti si aggiungono alle vittime delle ore precedenti, almeno 10 sempre secondo fonti mediche. Il numero dei morti ha però subito una rettfica, fatta da un medico legale dell’obitorio di Zenom, quartiere del Cairo non lontano dagli scontri, che ha dichiarato a giornalisti che nella sua struttura sono arrivate le salme di otto manifestanti uccisi da proiettili in piazza Tahrir. Secondo il medico, il dott. Ashraf El Rifai, sarebbe in attesa di altre persone uccise negli scontri. Degli otto cadaveri, sei sono già stati identificati, due non ancora. I NUMERI UFFICIALI: 9 MORTI Secondo le fonti ufficiali, invece, sarebbe di nove morti da ieri e 44 feriti nella sola giornata di oggi il nuovo bilancio degli scontri in corso al Cairo tra manifestanti e militari. Lo ha riferito il vice ministro della Salute, Adel Adawy, citato dal sito di al-Ahram. Il numero complessivo dei feriti in queste due giornate di violenze arriva quindi a 350 circa. GLI SCONTRI Gli scontri sono iniziati ieri sono ripresi anche oggi. Enormi colonne di fumo nero e fiamme si levano da piazza Tahrir, al Cairo, davanti al grande edificio dell’immigrazione (Mugamma), sembra da tende dei manifestanti alle quali è stato dato fuoco, forse dai militari. Intanto gruppi di persone scappano inseguiti da centinaia di militari che li picchiano con bastoni. Si odono anche colpi d’arma da fuoco. SEQUESTRATE LE TELECAMERE Dopo immagini diffuse da Al Jazira international sugli incendi in corso in piazza Tahrir e le cariche dei militari contro i manifestanti, soldati sono entrati in edifici della piazza sui cui balconi erano le telecamere di varie tv ed hanno sequestrato le apparecchiature. I militari hanno anche allontanato le ambulanze radunate vicino alla moschea di Omar Makhram, a ridosso di piazza Tahrir, ed arrestato tre medici di un ospedale da campo, secondo quanto riferisce il sito Ahram Online. Leggermente inferiori i bilanci di fonte ufficiale. Il ministero della sanità ha diffuso un comunicato secondo il quale i morti per gli incidenti di ieri sono otto ed i feriti 303. Ma medici, sia di ospedali cittadini, sia di quelli da campo allestiti intorno a piazza Tahrir sostengono che i morti sono almeno 10. Tutta l’area dei palazzi del parlamento e del governo è stata blindata con barricate e filo spinato dai militari. DIMISSIONI N SEGNO DI PROTESTA Nuove dimissioni all’interno del Consiglio Consultivo egiziano, creato dal Consiglio Supremo delle Forze armate per coordinarsi con le varie forze politiche. Abul Ela Madi, leader del partito al-Wasat, ha lasciato l’incarico, in segno di protesta per le violenze commesse dai militari contro i manifestanti al Cairo, tra giovedì sera e oggi. Lo ha annunciato lo stesso Consiglio Consultivo, con una nota rilanciata dal sito del quotidiano al-Ahram. Le dimissioni di Ela Madi dall’organismo di 30 membri seguono quelle di altri due consiglieri, Moataz Abdel-Fatah e Ahmed Kheiry, che hanno rinunciato all’incarico giovedì sera, all’esplodere delle prime proteste PRIMO MINISTRO: “INFILTRATI CHE NON VOGLIONO LA PACE” Quello che è in corso «non è una rivoluzione, ma un attacco all’Egitto»: lo ha affermato il primo ministro egiziano, Kamal el Ganzouri, in una conferenza stampa trasmessa anche in tv sugli scontri di queste ore davanti al parlamento. «Non condanno nessuno, ma nessuno della polizia e dell’esercito è intervenuto contro i manifestanti. Ci sono infiltrati che non vogliono la pace in Egitto». È un passaggio della conferenza stampa del primo ministro Kamal el Ganzouri sugli scontri di queste ore al Cairo. MUFTÌ CHIAMA ALLA PARTECIPAZIONE Il Muftì d’Egitto, sheikh Ali Goma, annunciando i funerali del direttore del suo ufficio, sheikh Emad Efat, ucciso ieri con un colpo d’arma da fuoco nella zona degli scontri tra manifestanti e militari, ha sollecitato i cittadini a partecipare ad una grande manifestazione. Un comunicato dell’ufficio del Muftì (Dar El Iftaa, la casa della fatwa) afferma che «non lasceremo che il suo sangue sia stato sparso invano». Su Twitter attivisti invitano a partecipare al funerale, previsto dopo la preghiera di mezzogiorno alla moschea di Al Azhar, e poi ad andare in corteo alla sede del Consiglio Supremo delle Forze Armate. Il funerale di un’altra vittima, lo studente di medicina Alaa Abdel Hadi, di 20 anni, muoverà dall’ospedale di Qasr el Aini, non lontano dal luogo degli scontri e nel quale sono stati ricoverati la maggior parte dei feriti. Secondo il sito Ahram Online, poco prima di essere ucciso da un colpo d’arma da fuoco al petto, parlando con amici Alaa aveva detto che stava andando verso il Consiglio dei Ministri per vedere che cosa stava succedendo: «Che dio mi protegga!», aveva aggiunto.

fonte Leggo