Continuazione cognomi Costiera Amalfitana

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PIRONTI antica famiglia, nota dal l’XI° sec., di Ravello, ascritta al suo patriziato e poi a quello di Barletta, Bari, Trani e  di Napoli fuori seggio.Prima memoria nel 1018 con Mauro ed Orso, figli di Sergio, che fondarono a Ravello la chiesa di san Giovanni in Toro. Pantaleone fu vescovo di Ravello nel 1220; Giordano fu cardinale diacono dei SS. Cosma e Damiano nel 1262, Mauro,collettore del denaro fiscale nel 1268; Angelo fu uno di quelli che prestarono soldi a re Carlo 1°; Filippo, giudice annuale a Ravello; ecc. il casato acquisì il diritto di Don e Donna.

ROGADEO originaria di Ravello; Francesco fondò il più antico convento nel 944; Costantino vescovo di Ravello 1084-1150; Sergio, giudice in Amalfi nel 1130; Leone, governatore di Bitonto nel 1204 dove trasferì l’intera famiglia, che lasciò Ravello.

BONITO antica famiglia di Scala, diramatasi ad Amalfi, Ravello, Lettere, Napoli, dove fu aggregata ai seggi di Nido; un ramo presente anche a Messina. In Amalfi fondarono la chiesa di san Matteo. Oddo, signore di Bonito e santa Barbera nel 1271; Ludovico, cardinale di santa Maria in Trastevere. Entrata nellì’Ordine di Malta  nel 1457 con Alessandro; nel 1669 con Domenico possedettero i feudi di Bonito, Grazzanise, san Marcellino, Prignano, Torchiara. Principe di Casapesenna con Giulio Cesare. Un  altro G.Cesare nel 1776 ottenne il titolo di duca di Isola Morrone di Aversa. Il ramo prin cipale si estinse nel 1590, quello principesco e ducale si estinse con Carmela che sposò Ferdinando dei duchi di Vargas Maciuca e marchesi di Vatola ed i titoli passarono al figlio Tommaso nel 1858; un altro ramo ottenne il marchesato di Petruro dal 1694.

FERRIGNI PISONE si ritiene la famiglia originaria di Maiori e che si trasferì a Bari nel 1595; ereditò il cognome ed i possedimenti del casato Pisone, origin ario di Costantinopoli

GENTILE marchese con dimora a Napoli, ramo derivante di Barletta: nell’ordine di Malta nel 1596 con Cesare, discendente di Michele, barone di Torpino. Filippo, vescovo di Telese; Emilio, vescovo di Alife nel 1823; Salvatore, consigliere del sacro reale consiglio nel 1770

DEL GIUDICE originaria di Amalfi nota nell’XI° sec. , si diramò in Messina, Napoli, Salerno. Diego Andrea, patrizio di Amalfi, si trasferì in Belmonte Calabro nel 1635: Un ramo di Amalfi ebbe il possesso di Cutere e san Paolo in Calabria dal 1597 al 1731; i membri del casato parteciparono alla campagna del 1860. Eugen io 1813-1891 senatore del regno: Il ramo di Amalfi, per successione della famiglia Vitale, ottenne il titolo di duca di Tortora

GUERRITORE nobile ed antica famiglia amalfitana, nota nell’XI° sec. , prese dimora a Ravello nel XV° sec. e possedette i feudi di Nocera e Pagani. Simone, avvocato nel 1535; Andrea, giudice della Vicaria nel XVI° sec.; Francesco Antonio si stabilì a Nocera e fu ammesso al sedile di Ravello; il casato fu ammesso nell’ordine di Malta . Un  ramo aggiunse il cognome della famiglia Broya di Nocera inf.

MAGLIANO originaria di Amalfi, nobili dal XV° sec. , ha dato vari uomini di toga e di armi. Dionigi assunse il titolo di barone di Longano per successione materna.

MARINELLI nobile famiglia campana aggregata al sedile di Ravello nel 1580 con Leonardo; dopo lo scioglimento dei sedili nobili nel XIX° sec.  la famiglia fu ascritta nel libro d’Oro di Ravello. Leonardo, barone , marchse nel 1937 fu Eletto del Patriziato di Ravello nel 1804

MUSCETTOLA originaria di Ravello; prime memorie con Sergio nel 1179; questi edificò parte del Duomo di Ravello; passata a Napoli, la famiglia fu aggregata al seggio di Montagna e ricevuta nell’ordine di Malta

NOTARISTEFANO patrizio di Ravello con il trattamento di Don e Donna; famiglia originaria di Massafra, integrata nella nobiltà di Ravello nel 1764.

PACCA la prime memorie risalgono ad Amalfi durante il regno angioino di Ladislao Durazzo con Cola, coppiere del re, morto in seguito ad avvelenamento ordito ai danni del re Angioino a Capua.

PETTI originaria di Ravello, nobile dal XVI° sec. , reintegrata nella nobiltà di Ravello nel 1732 con Francesco; idonea alla Compagnia delle Reali Guardie el Corpo; Alessandro, titolato nobilenel XX° sec. a Francesco nel 1843 ammessio ai ” Reali Baciamani”.

CASSITTO originaria di Ravello, iscritta in quel patriziato nel 1580, riconiosciuta di “antica nobiltà” con Francesco. Ferdinando nel 1860 combattè a Capua contro i garibaldini. Con D.M. del 1901 ebbe il titolo di patrizio di Ravello

CATAMAIO famiglia originaria di Amalfi, nota dal X° sec. , con l’invasione dei Mori migrò in Molise e poi si stabgilì a Napoli. Duca di Quadri nel 1897 per succeswsione casa d’Ambrosio e nel 1910 ebbe il titolo di barone di Roccamon fina

CRIVELLI prime memorie dallìXI° sec. , il casato diede il pontefice Urbano III°; passò a Napoli nel XVIII° sec. , entrato nell’ordine di Malta nel 1859 con Edoardo; la linea secondogenita è rappresentata da Eugenio, da cui Fabio.

FALANGOLA originaria di Amalfi, si trasferì nel XII° sec. a Sorrento. Militi di Sorrento furono Roberto, Giovanni,Leonardo. Domiurio, arcivescovo di Sorrento nel XV°sec., Bernardino, regio capitano, Francesco , governatore di Sorrento nel XV° sec. ; Nardo e Nicolantonio, capitani e proprietari del feudo di Fagnano; Filippo che parteciò alla guerra delle Fiandre  nel 1600; Bernardo dell’ordine dei Gerosolomitani nel 1653  seguito da Nicola e Tommaso; Antonio vescovo di Caserta nel 1736

FENICIA  tra i più illustri giureconsulti di Ravello vi fu il regio consigliere Carlo nel XIV°sec. ; Agostino, per aver servito in armi Alfonso d’Aragona, fu nominato signore di Montana e Marricella nel principato Citeriore; Pietro Giacomo contrasse matrimonio con Lucrezia d’Afflitto; Giovanni, Fabiano, Simone, Leonardo, Matteo e Marco furono canonici ed arcidiaconi della cattedrale di Ravello. Il casato si trasferì da Ravello a Napoli, Gragnano, Cerreto, Ruvo di Puglia. il ramo rimasto a Ravelloo si estinse verso la fine del XVI° secolo

 

MALAFRONTE specifico di Scafati e del napoletabno; potrebbe derivare da un soprannome forse originato da una ferita in fornte la capostipite; tracce si trovano ad Afragola nel 1100 con un chierico Giovanni Malafronte

MARINO famiglia originaria di Genova, in possesso di numerosi feudi e censi. Enrico e Ruggiero combatterono con Corrado Doria nel 1300 a Ponza; Nicolò, castellano di Metagrifane nel 1374; Filippo capitano di giustizia a Catania nel 1400; Uberto arcivescovo di Palermo e ambasciatore del re; Domenico duca di Gualtieri nel 1652; Giovanni, barone della Marca; Domenico Giuseppe proconsole di Messina nel 1722; presero parte alla difesa del Regno delle Due Sicilie: Domenico, sottotenente; Giuseppe, alfiere; Matteo, tenente. Derivazione dal cognome latino Marinus e dal medioevale Marino.

POSITANI famiglia nobile in Amalfi e Reggio Calabria, decorata del titolo di duca nel 1722 e di marchese  di Marescotti con anzianità 1729; nel 1844 Giuseppe era Guardia del Corpo a cavallo.

VITALE nobile famiglia di Cava dei Tirreni, diramatasi a Napoli, Sessa e Nola; decorata del titolo di marchese nel 1782; nell’èordine di Malta con Gaetano nello stesso anno: Il ramom dei duchi di Tortora si estinse nella famiglia del Giudice per il matrimonio della duchessa di Tortora con Vincenzo del Giudice nel XIX° secolo.

VOLPICELLA prime memorie nel XII° sec. con Stas nel 11345; la famiglia si diffuse a Napoli, Amalfi ed in altri centri campani.

FRATE ceppi un pò ovunque, deriva da soprannome e dall’uso di chiamare qualcuno frate per fratello.

PANDOLFO tram napoletano, salernitano e potentino, deriva dal longobardo Pandulf, latinizzato in Pandulfus, di cui si hanno tracce nel 900, come si legge in Chronicon Salernitanum o nel 1131 nel Codice Diplomatico della Lombardia medioevale o nel 1210 nella Ryccardi de Sancto Germano Chronica. E4sempio  della cognomizzazione si ha  già alla fine del 1500 a Segni/Roma con un Cesare Pandolfo citato in un atto dell’ufficio del Vicario di Roma

PANE nucleo importante nel napoletano, deriverebbe dal nome tardo medioevale Pane, Panis, Panellus o da soprannomi originati dal buon carattere del capostipite. Tracce si hanno in un atto di Brescia del 1172 o a Venezia nel 1177 in un trattato tra Genova e Venezia  o in un documento del 1411

 

 

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