Libro La pittura di Positano nel ´900 di Matilde Romito. FOTO VIDEO

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Positano, costiera amalfitana. Sabato 17 ottobre, nella Sala Consiliare “Salvatore Attanasio” del Comune di Positano, alle ore 17,30,è stato presentato il libro “La Pittura di Positano nel ‘900“, realizzato dalla Provincia di Salerno, di 366 pagine con un apparato iconografico di 465 immagini.
L’evento sarà presentato da Matilde Romito, autrice del libro e dirigente della Provincia di Salerno, che accompagnerà l’intervento con alcune immagini dei quadri contenuti nella pubblicazione. Nell’occasione sarà possibile visitare gli uffici del Comune di Positano per ammirare la Collezione pittorica comunale.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco del Comune di Positano, Michele De Lucia, hanno preso parola Loredana Conti, Soprintendente ai Beni Librari della Regione Campania, Maria Carmen Morese, Direttrice Goethe Institut di Napoli, Maura Picciau, Soprintendente ai Beni BSAE di Salerno e Avellino.
Matilde Romito e Michele De Lucia sindaco di Positano

Sono stati inoltre proiettati i documentari Positano. Colori in libertà del 1946 dell’Istituto Luce e I nordici del Golfo del 1956 di Ugo Gregoretti, per la parte attinente Positano. Sotto a seguire alcuni fermo-immagini ripresi dal cortometraggio di Gregoretti:
Kurt Craemer
ragazzini positanesi
Fabrizio Knight canta “vienetenne a Positano “,1955 di Bonagura, De Angelis
Armin Vegner

Il volume, nato come progetto di catalogazione e studio del patrimonio pittorico di proprietà del Comune di Positano, si è ampliato in uno studio teso a inquadrare la Raccolta nella storia artistica di Positano nel corso del Novecento.
Positano ha infatti costituito una base irripetibile di espressione artistica per quanti –vuoi nativi vuoi immigrati politici vuoi viaggiatori occasionali- hanno focalizzato su questo straordinario aggregato antropizzato il loro occhio di artista.
La documentazione raccolta ha consentito di sfaccettare “la pittura di Positano” usufruendo in buona parte di materiali inediti riguardanti Positano, sparsi in Musei e soprattutto in collezioni in Italia e all’estero, di rilevante interesse storico e di indubbia suggestione.
Ci si è avvalsi anche delle strumentazioni informatiche, rintracciando, attraverso le aste in Europa e in America, dipinti raffiguranti Positano, sparsi nel mondo.
La “narrazione” parte dalla seconda metà dell’Ottocento per evidenziare lo stato di abbandono e isolamento che in quel secolo incombeva su Positano, dichiarata addirittura Comune chiuso “per comprovata miseria” nel 1864. Solo con il prolungamento della strada statale, alla fine dell’Ottocento, il sito comincia pian piano ad essere conosciuto e amato, e questo proprio grazie allo spirito pionieristico di artisti, letterati e intellettuali stranieri che di questo paese, racchiuso fra alte cime e scogliere a picco sul mare, amarono il carattere primitivo e dunque naturale, l’aspetto di covo di pirati saraceni, la gente, unitamente alle favorevoli condizioni economiche.
Nella prima metà degli anni Venti ritroviamo a Positano personalità di primo piano, da Bertolt Brecht a Max Hermann Pechstein, da Caspar Neher ad Adolf Erbslöh, Carlo Mense, Richard Seewald, ad Anita Rée, Martin Wolff, Adriaan Lubbers, Leo Gestel, Adolf von Hatzfeld, Hans Dornbach, Günther Stüdemann, seguiti, tra il 1926 e il 1929, da Riccardo Bacchelli, Lisel Oppel, Giovanni Zagoruiko, Louis Isidore Kahn, per citarne solo una parte.
Kurt Craemer scrisse: “Positano aveva già dietro di sé un periodo di relativa notorietà, che risaliva ai primi anni Venti. C’erano diversi motivi ad attrarre di continuo gli artisti a Positano. Uno di questi motivi fu l’ondata cubista che invase la vita artistica dell’intera Europa alla fine della prima guerra mondiale. Io credo anche che Positano sia stata scoperta in tutta la sua bellezza soltanto dopo l’esperienza del cubismo. … Intorno al 1925 non ci fu in Germania nessuna mostra pittorica o simili in cui il trenta per cento dei quadri in mostra non avesse fatto tesoro del cubismo positanese. La tradizione pittorica di Positano era inevitabile”.
Nella seconda metà degli anni Trenta la splendida residenza settecentesca “Villa Romana” accolse due mostre, con pittori italiani e stranieri; intanto continuava a Positano l’afflusso di artisti e letterati “in fuga dalla storia”, esuli per motivi politici, protetti dalle autorità e dalla gente del posto che con loro condivise le ristrettezze della guerra, da Irene Kowaliska a Stefan Andres, da Paula Bärenfänger a Brunhilde Kind Damira.
Con gli anni Cinquanta, mentre è sindaco il marchese Paolo Sersale, Positano esplode nel “jet set” internazionale: si realizza la celebra festa “Lo Sbarco dei Saraceni”
sotto la regia di Roberto Scielzo, si girano films, nascono canzoni (come Vienetenne a Positano del 1955, le cui note accoglieranno gli ospiti all’evento di cui si parla) e i giornali la dipingono come grande rivale di Capri. Nasce l’Art Workshop dell’americana Edna Lewis e l’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo inizia un’attività di mostre itineranti con il nord Italia. La fortuna del sito non conoscerà più soste.

È in quegli anni che il locale “La Buca di Bacco” divenne il salotto mondano del paese intorno al quale per oltre un ventennio gravitò la vita spensierata di una generazione splendidamente descritta in un libro dello scrittore Raffaele la Capria ed ispiratore del film Leoni al Sole, del 1959, sotto la regia di Vittorio Caprioli, con lo stesso Caprioli, Franca Valeri, Philippe Leroy, Vittorio Pugliese (v. infra), girato interamente a Positano, tra la Buca di Bacco, Le Tre Sorelle, ‘O Capurale e altri locali.
Il grande cambiamento di Positano fu evidente quando vi giunsero grandi personaggi del mondo dello spettacolo come Vittorio De Sica, Richard Burton e Liz Taylor, Alberto Sordi, Franco Zeffirelli, Sir Laurence Olivier, Eduardo de Filippo e tanti altri portando Positano a rivaleggiare con località famose come Portofino o Saint Tropez.
A Positano sono arrivati, fin dall’inizio del secolo e per tutto il ‘900, svedesi, norvegesi, finlandesi, tedeschi (la maggior parte), danesi, olandesi, russi, polacchi, ungheresi, austriaci, svizzeri e ancora americani e australiani.
La Raccolta del Comune annovera 57 quadri: ben 22 sono della donazione di Michael Theile, effettuata, come egli stesso ha sempre professato, per riconoscenza verso la cittadina che aveva sostenuto e difeso sua madre ed egli stesso bambino negli anni difficili delle leggi razziali e della guerra. Inoltre si registrano opere di Gϋnther Stϋdemann, Lisel Oppel, Ivan Giovanni Zagoruiko, Bruno Marquardt, Eduardo del Castillo, Kurt Craemer, Peter Ruta, Vali Myers, Ibrahim Kodra, William Grosvenor Congdon, Ilse Bechhold Getz, Ed Wittstein, dell’Art Workshop di Edna Lewis (Sigmund Pollitzer, Gene Charlton, Suzanne Temp, Vassilis Voglis, Jack Dowling, John Maine), dei pittori del centro e nord Italia (CarloTerzolo, Enrico Paulucci, Renato Tomassi, Antonello Marinucci, Fredericka De Vierno), dei partenopei Federico Starnone ed Errico Ruotolo, dei salernitani e “costaioli” Mario Carotenuto, Ottavio Romano, Mario Gallinari, Raffaele Starace e Federico Apuzzo.
Nel corrente anno sono stati donati tre quadri: dalla Germania l’acquerello della Oppel dal figlio Claudio, l’olioTerrazza con scalinata di Peter Ruta dallo stesso autore e il Ritratto di Vali Myers realizzato da Mario Carotenuto, che immortalò all’Africana di Praiano una delle figure simbolo di Positano nella seconda metà del Novecento, esistenzialista e artista. (Matilde Romito )

Presentazione del Presidente della Provincia di Salerno Edmondo Cirielli
Positano, grazie alle bellezze naturali che la contraddistinguono, evoca l’eterno nesso tra arte e vita. Intorno a questa irrisolvibile relazione si sono interrogati numerosi pittori locali e stranieri che hanno fatto di questo sorprendente borgo della Costiera amalfitana un locus artis.
A questo rapporto osmotico tra arte e vita si ispira il testo “La Pittura di Positano” che, attraverso la catalogazione e lo studio del patrimonio pittorico di proprietà del Comune di Positano, intende indagare il vissuto della piccola comunità della Costiera. Un “racconto iconografico” che accompagna la storia di Positano, da antico borgo di pescatori a meta del jet set internazionale. Un lavoro lodevole, frutto di uno studio meticoloso e appassionato che, mediante la presentazione di immagini inedite, contribuisce alla promozione della Divina Costiera e, in generale, dell’intero territorio della provincia di Salerno. Legare il nome di Positano all’arte, infatti, rappresenta un’occasione importante per veicolare al di là dei confini nazionali le innegabili peculiarità paesaggistiche, storico-artistiche e culturali della nostra terra.

Presentazione dell’Assessore ai Beni Culturali Salvatore Arena.

L’iniziativa di catalogare e studiare una Collezione pittorica come quella esposta nella sede del Comune di Positano potrebbe essere un incentivo a tutti i Comuni della vasta provincia salernitana a censire sistematicamente le proprie raccolte, e non solo pittoriche, sì da salvaguardare e promuovere i propri patrimoni artistici.
Uno spunto, dunque, e un esempio lodevole che non può non essere vissuto con soddisfazione dall’Amministrazione Provinciale di Salerno, convinta che il progresso e la rinascita delle popolazioni –soprattutto quelle del Meridione d’Italia- passano attraverso la riappropriazione dell’eredità culturale che nei secoli si è sedimentata nelle nostre terre.
A ciò si aggiunga lo straordinario fascino che l’aggregato urbano di Positano ha sempre suscitato negli artisti, soprattutto stranieri – e di ogni parte del mondo- per quella verticalità che costituisce la sua caratteristica preminente, con le case a grappolo e le rocce fortemente scoscese e a picco sul mare.
Da non dimenticare che la dolorosa situazione di rifugiati ed esiliati di moltissimi artisti per motivi politici –soprattutto a ridosso del secondo conflitto mondiale- si stemperò nel piccolo borgo marinaro grazie alla solidarietà umana della popolazione locale.
Dunque una bella storia di arte e umanità che si è intrecciata sull’estremo lembo occidentale della nostra provincia e che viene compiutamente illustrata nel libro La pittura di Positano nel ‘900
.”

Presentazione de Sindaco di Positano Michele De Lucia

Questo libro nasce come progetto di catalogazione e studio del patrimonio pittorico di proprietà del Comune di Positano e si è proposto un duplice scopo: il primo è strettamente legato alla tutela del patrimonio stesso che, in base alle normative vigenti nel campo dei beni culturali, deve essere innanzitutto conosciuto e schedato; il secondo promuove le finalità connesse alla sua valorizzazione che può nascere solo dallo studio analitico di tutte le opere.
La catalogazione ha comportato così l’elaborazione delle schede tecniche dei quadri atte a definirli e identificarli ai fini della sicurezza, contemplando altresì le schede biografiche dei vari autori.
La Raccolta presenta infatti notevoli pregi, sia per le opere sia per la sua stessa composizione, e costituisce dunque uno spaccato molto ragguardevole della pittura del Novecento, vista da varie angolazioni, ora con gli occhi dei tanti artisti stranieri che, in buona parte, si sono poi fermati a vivere qui, ora per i fenomeni che scandiscono.
L’ampio studio, condotto con molta passione e competenza da Matilde Romito, ha inquadrato le opere nella storia artistica di questo paese, evidenziando la matrice europea che traghettò Positano nelle correnti artistiche dell’Europa fin dal primo Novecento, facendo nascere –come sosteneva Kurt Craemer- la pittura di Positano
“.

Foto Massimo Capodanno