Arzano (NA). Sala Conferenze del Primo Circolo Didattico. Presentazione del libro di Antonio Mocciola "Le vie nascoste".

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Ad Arzano, sarà presentato LE VIE NASCOSTE, Tracce di Italia remota” di Antonio Mocciola.

 

Martedì 20 dicembre 2011, alle ore 16, presso la Sala Conferenze del Primo Circolo Didattico, in Piazza Marconi, ad Arzano (Na) sarà presentato il volume “LE VIE NASCOSTE, Tracce di Italia remota” di Antonio Mocciola.

All’evento, organizzato dall’Associazione Culturale e di Volontariato “Donna Matilde” in collaborazione con il Primo Circolo Didattico, introdotto e moderato da Maurizio Vitiello, sociologo, critico d’arte e docente della Fondazione Humaniter, interverranno Antonio Mocciola, autore del best-seller, Carlo Spina, avvocato ed ecologista, Gino Giammarino, editore.

Il convincente successo del giornalista e scrittore Antonio Mocciola col suo ultimo libro “LE VIE NASCOSTE Tracce di Italia remota, pubblicato da Giammarino Editore, ha fatto scattare l’idea dell’incontro ad Arzano.

Ingresso libero. 

 

Scheda sull’autore:

Antonio Mocciola è nato a Napoli nel 1973. Dopo gli studi classici e giuridici diventa giornalista pubblicista e collabora con il magazine meridionalista “Il Brigante”, di cui attualmente è capo-redattore.
Interessato alla musica e allo spettacolo, cura i booklet dei più recenti cd di Giuni Russo e del dvd di Franco Battiato dedicato alla cantante, che contiene il monologo teatrale scritto dallo stesso Mocciola con M. A Sisini e portato in scena da Piera Degli Esposti.

Nel 2006 esordisce nel panorama letterario pubblicando la raccolta di racconti “Quattordici tracce di amore disperso”, che vince la rassegna “La Libreria degli Inediti”. Nel 2008 pubblica con la Montag Edizioni “La sottrazione”, naturale prosecuzione del lavoro precedente.

Nel frattempo scrive e conduce per due anni una trasmissione radiofonica su Radio Studio Emme e per tre anni una televisiva su Sky con Renè Bonante.
Nel 2010 pubblica con Giammarino Editore “Le vie nascoste”, viaggio tra i borghi scomparsi d’Italia, che in pochi mesi “sfonda” il tetto delle mille copie, apparendo su tutti i più importanti media nazionali, tra cui “La Stampa”, “la Repubblica”, “Il Messaggero”, “Il Mattino” …
 

 

Scheda sull’editore:

La Giammarino Editore è stata fondata nel 2010 da Gino Giammarino, che è anche editore e ideatore de “Il Brigante”, una delle più autorevoli voci del meridionalismo www.ilbrigante.it

Assolutamente da leggere per comprendere il nostro passato, le nostre radici, i nostri trascorsi, le cadute e il nostro futuro rilancio. 

 

Scheda sul libro:

Con “LE VIE NASCOSTE Tracce di Italia remota, arriva la prima guida dei paesi abbandonati d’Italia. Un viaggio insolito, tra borghi cancellati e immobili da decenni, spesso da secoli. Archeologia moderna mai esplorata, mai descritta e mai studiata abbastanza. Questo libro, edito da Giammarino editore ( www.giammarinoeditore.it ), colma un vuoto e regala inedite emozioni. Antonio Mocciola, giornalista e appassionato del Belpaese, ci porta per mano attraverso luoghi sconosciuti e disabitati, dai nomi arcaici (Craco, Buonanotte, Romagnano al Monte, San Pietro Infine, Argentiera, Stramentizzo, Nardodipace) e abbandonati dall’uomo. Ventuno “Pompei del Novecento”, scrigni di tesori inesplorati, al termine di strade impervie e spesso desolate. Un’Italia diversa, persa nel buio della storia. Una storia da rileggere, da riscoprire, da amare. L’Italia semisconosciuta ritorna alla ribalta.

E’ un viaggio insolito, tra borghi cancellati e immobili da decenni, spesso da secoli, per incuria amministrativa o indifferenza esistenziale.

Questo libro, edito da Giammarino Editore (pp. 95, 10 euro), colma un vuoto e determina sconosciute suggestioni.

Antonio Mocciola, pubblicista e appassionato del Belpaese, ci porta per mano.

Un’Italia diversa, persa nel buio della storia; una storia da rileggere, da riscoprire, da amare; insomma, Antonio Mocciola ha fatto il colpo.

Chi scrive ricerca non solo i segni passati, ma, soprattutto, quelli contemporanei.

Ad esempio, San Pietro Infine, dove ci sono i segni incontrovertibili dell’ultima grande guerra, fa pensare a Hiroshima.

Dovremmo annusare il respiro del tempo negato agli uomini e alle donne a Hiroshima, a Nagasaki, ad Auschwitz, a Birkenau; in questi luoghi di negazione dell’uomo la nostra memoria sarebbe colpita.

I paesi abbandonati, le contrade lasciate al segno del destino, località svuotate, zone senza traccia dell’uomo e delle sue ragioni ci fanno comprendere che il tempo passa, ma le testimonianze restano, ed è motivo di civiltà salvaguardarle.

L’operazione di Antonio Mocciola è un’iniziativa apprezzabilissima e un‘operazione che punta al fuoco del ricordo, ma anche a possibili recuperi.

Mocciola farà strada, tanta strada; tocca a lui e a tanti come lui, lucidi e agiti, afferrare il senso del futuro con la coscienza filtrata dalla memoria con tutte le sue facce variegate, disinibite e omnicomprensive.

 

Hanno scritto, tra gli altri:

In questo affascinante libro di testi e foto finalmente Mocciola mette insieme i tasselli della “sua Italia”: vecchi borghi che, pur senza l’uomo, sono ancora erti in una loro fiera solitudine, mete di un turismo eccentrico e un po’ snob (Massimiliano Palmese, La Repubblica – Napoli)

Le vie nascoste percorse da Antonio Mocciola sono tante e tutte suggestive (Federico Taddia, La Stampa)

Un viaggio straordinario che accende la fantasia, lascia stupefatti e al tempo stesso spinge alla riflessione (Paolo Cacace, Il Messaggero)

Mocciola ci accompagna in un viaggio appassionante, insolito, in un Italia diversa che si perde nel buio della storia. Paesi traditi, spariti, città del silenzio. (Gioconda Marinelli, Il Mattino)

Antonio Mocciola sfida una “congiura del silenzio” purtroppo esistente da sempre e guida i lettori in una nuova dimensione incantandoli con un viaggio fantastico verso luoghi ignoti. (Marina Ciccarelli, Il Roma)

Con la sua scrittura descrittiva e poetica al tempo stesso, Mocciola conduce per mano in giro per la Penisola alla ricerca di paesi e borghi abbandonati da non troppo tempo: le Pompei del ‘900 (Marco Perillo, Il Corriere del Mezzogiorno).

Novello Virgilio, Mocciola guida il lettore in un viaggio di scoperta che ha il sapore d’altri tempi, alla ricerca di luoghi dimenticati (Carmen Di Peso, Il Mondo di Suk)

L’operazione di Antonio Mocciola è un’iniziativa apprezzabilissima e un’operazione che punta al fuoco del ricordo, ma anche a possibili recuperi (Maurizio Vitiello, Positanonews)

Diario in doglianza e incanto per italici borghi sopraffatti ad incuria, disaffezione, abbandono (Alessandro Toppi, Arteatro)

Un libro che diventa una grande emozione per chi lo legge (Sandro Maiorella, La Gazzetta del Mezzogiorno)

E’ l’eco di un mondo in disfacimento ad affascinare lo scrittore al punto tale da desiderare che esso rimanga inalterato quale testimonianza di un passato da preservare a tutti i costi (Monica Florio, Avanti!)

Ventuno borghi che sanno di stordimento esistenziale, nel senso reale del termine, perché ogni punto scoperto da Mocciola porta struggimento (Nunzio Festa, Il Quotidiano)

Un agile volumetto che da’ voce ai paesi abbandonati (Michela Colombo, Bellitalia)