Manovra, confermato lo sciopero Monti: «Estrema emergenza»

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Camusso: impegni generici. Bonanni: solo una cortesia. Si lavora per trovare le coperture per le modifiche a pensioni e Ici ROMA – Fallito ieri sera l’incontro in extremis tra il premier Mario Monti e i sindacati, restano confermati lo sciopero generale di tre ore di oggi e i presidi davanti alla Camera per tutta la durata dei lavori delle commissioni sulla manovra. Dal Governo è arrivato solo «un impegno un po’ generico», afferma la leader Cgil Susanna Camusso. Siamo in «estrema emergenza» e la manovra non cambia, risponde Monti. Manca ancora la copertura. Gli attesi emendamenti dei relatori alla manovra per alleggerire l’Imu sulla prima casa e per ampliare fino ai 1.400 euro la platea dei pensionati da salvare dal blocco delle pensioni non sono stati presentati, perché il governo non avrebbe trovato adeguate coperture. Dei 4-5 miliardi di euro necessari al momento «ce ne sarebbe la metà», riferiscono fonti parlamentari. I relatori dovrebbero dunque decidere se correggere una sola delle due norme o se diminuire la correzione per entrambe le questioni. Resta comunque la richiesta da parte della maggioranza al governo per esplorare la possibilità di avere tutte le risorse necessarie. «L’incontro con Monti è stato sicuramente molto più deludente di quello ch ci si aspettava. C’è un no ad affrontare il tema dell’indicizzazione delle pensioni, sulla casa e l’Ici. La manovra che si approva è iniqua proprio rispetto a chi paga il conto», ha sottolineato Camusso che, intervenendo ad Agorà su Rai Tre, ha sottolineato: «Quanto al metodo, se non altro è stato introdotta la trasparenza, poi sul merito il dissenso rimane. Ma almeno ci sono incontri regolari». Sullo sciopero indetto per oggi insieme a Cils e Uil, Camusso ha precisato: «Non è detto che sia finita e che questo sciopero sia l’unico. Bisogna ricominciare a costruire un cammino unitario con gli altri sindacati». Quanto, infine, al possibile emendamento di deindicizzazione delle pensioni, il segretario della Cgil ha concluso: «Se ci dobbiamo basare sull’incontro di ieri non c’è nessun emendamento sull’aumento della fascia di deindicizzazione delle pensioni concordato con la politica. Il Governo non ci parlato e continua come se ci fossero due monti paralleli: dei redditi si parla con la politica, delle pensioni si parla con il sindacato. Se l’emendamento ci fosse sarebbe comunque un primo risultato». «Ieri sera non è andata bene nel senso che abbiamo esposto le nostre opinioni e richieste, ma dall’altra parte seppur cortesemente, ci si è limitati a dire che si comprendono le esigenze ma non si è in grado di giungere a una discussione di modifica. Il governo ha comunque preso tempo per verificare quali delle nostri istanze si possono valutare. Io voglio sperare che la partita non sia chiusa, ma ieri sera si sono visti dei margini strettissimi», è il commento al Tgcom sul vertice di ieri con il governo del segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. «Stando al tono della discussione – ha proseguito – ci è sembrata solo una cortesia più che la volontà di intrattenere un confronto per migliorare la manovra. Questo modo di ascoltare e poi riservarsi lascia il tempo che trova, non so con chi si vuole confrontare questo governo. Lo sciopero è uno strumento estremo quando la controparte non vuole discutere, negli ultimi anni ne abbiamo fatto a meno perché il dialogo e la mediazione è stata costante e i governi si sono presi le loro responsabilità. Useremo quest’arma estrema perché non c’è margine».

FONTE GAZZETTINO.IT