Primo giorno di congresso dei testimoni di Geova della penisola Sorrentina

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FORCHIA, BN — Si è concluso la prima giornata del congresso Sia santificato il nome di Dio che i testimoni di Geova della penisola Sorrentina, di Castellammare di Stabia, dell’Agro Nocerino-Sarnese e Mercato San Severino stanno tenendo presso la Sala delle Assemblee di Forchia, in contrada Rella.

Nel primo discorso della mattinata, dal tema “Il privilegio di essere un popolo per il nome di Dio” è stato subito chiarito che l’obiettivo dell’intero congresso è quello di comprendere in che modo mostrare considerazione per il nome di Geova.

Nella parte “Facciamo conoscere il nome di Dio come servitori a tempo pieno” è stato interessante ascoltare le esperienze di quelli che hanno deciso di mostrare considerazione al nome di Geova dedicandosi con regolarità alla predicazione di casa in casa del suo messaggio. Significativa è stata la testimonianza di una nostra sorella della congregazione di Sarno, alla quale l’essere impegnata in questa attività conferisce una soddisfazione che nessuno status sociale privilegiato nella nostra società le avrebbe mai potuto conferire.

La mattinata è terminata con l’usuale appuntamento del battesimo: 11 nuove persone si sono associate alla congregazione cristiana. Fra queste le più giovani erano quattordicenni, mentre la più anziana era una settantottenne di Sarno. E’ apparsa subito rilevante l’esperienza di Adele, una giovane battezzanda che si è avvicinata al messaggio della Bibbia perché colpita dal comportamento esemplare di una sua compagna di classe testimone.

Nel pomeriggio, il simposio “Stiamo attenti a non recare biasimo al nome di Geova” ha posto in luce quattro diversi ambiti spirituali in cui è possibile sviluppare atteggiamenti che potrebbero recare biasimo al nome di Geova: l’uso improprio dei social network, la pornografia, il pettegolezzo e le cattive compagnie.   

Le ultime due parti del programma hanno ribadito i motivi per i quali oggi si rende indispensabile santificare il nome di Geova, riflettendo sulla parte che ognuno di noi ha in tal senso.

Tutti i 1.683 delegati si sono salutati, rinfrancati e rincuorati, innalzando all’unisono un cantico biblico dal significativo titolo che ben esprime i sentimenti dei presenti: “Grande Dio Geova”.

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