Centoquarantaparole (e oltre): Ylenia, vicenda (troppo) misteriosa

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 Sono passati tanti anni, ma all’improvviso la scomparsa di Ylenia è tornata prepotentemente in primo piano. Perchè in fondo la sua vicenda è sempre stata troppo misteriosa, piena di punti oscuri. La madre Romina Power e anche il fratello Yari sono convinti che sia viva.  Lunedì scorso a “La vita in diretta” ho riproposto un’intervista fatta a quei tempi al proprietario di una vineria in Charles street, Calogero Todaro, il quale sostiene di aver visto Ylenia insieme a Masakela il 16 o il 17 gennaio del 1994, cioè dieci giorni dopo l’ultimo avvistamento ufficiale, quello di Leonard Le Dale, proprietario dell’albergo dove i due risiedevano. Non è stata del resto l’unica testimonianza: a New Orleans ho trovato altre persone (un pescatore di origini croate, un imprenditore toscano e un barista, Ray) convinti di aver visto Ylenia almeno una settimana dopo il 6 gennaio. Non solo la polizia ma soprattutto il padre, Al Bano, hanno invece preso per credibile, e definitiva, la versione di Albert Cordova, guardiano dell’acquario, che avrebbe visto una ragazza bionda somigliante a Ylenia, buttarsi nel Mississipi. Una versione smentita più volte e che cozza oltretutto con una realtà drammatica: 1167 ragazze, fra cui molte bionde, sono scomparse l’anno prima a New Orleans. C’è da aggiungere che Calogero Todaro, un siciliano che conosceva bene Ylenia tanto da ricordare i suoi  gusti (“beveva sempre lattine di birra Elephant”), ha confermato la testimonianza di recente a una televisione spagnola e all’inviato di Chi l’ha visto. Mara Venier, quando ha visto la mia intervista, è rimasta di stucco. “Ma questo cambia tutto” mi ha detto a fine trasmissione “perchè non l’hanno considerata?” E oggi mi ha nuovamente citato pubblicamente. Non so dare una risposta. So soltanto che da quel momento Al Bano ha zittito tutti, infuriandosi anzi con chi metteva in dubbio le parole di quel Cordova. Mi ricordo (e l’ho ritrovato negli appunti di allora) che a fine gennaio ’94, i coniugi Carrisi che stavano a New Orleans furono contattati dalla mafia: notizia che si affrettarono a smentire, ma che adesso andrebbe chiarita. Come le difficoltà di vivere in un territorio come Cellino San Marco, definito dagli inquirenti come la “capitale della Sacra Corona Unita”. Non se ne è mai parlato per rispetto a una famiglia che ha perso una figlia e anche per non sentirsi prendere per “sciacalli”. Forse sarebbe finalmente il caso di approfondire

dal blog, La Torre di Babele (Pino Scaccia)