Andava dal barbiere e comprava dolci Zagaria si sentiva protetto a Casapesenna

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Un vecchio ammette di averlo visto comprare dolciumi Un giovane accusa i giornalisti: lui è un imprenditore CASERTA — Zagaria rintanato come un topo in un sotterraneo? Niente di più falso dicono i suoi compaesani. Tanti tristi in pubblico, altrettanti raggianti in privato. «Era un galantuomo», sostiene un vecchio, la faccia bruciata dal sole, all’esterno di uno dei bar della cittadina (6874 abitanti ndr). Poi aggiunge che «qualche giorno fa era dal barbiere e domenica aveva anche comprato anche i dolci. Poi era religiosissimo e quindi frequentava anche la messa, non sempre e non solo nel nostro paese». Michele Zagaria per gran parte delle 2.155 famiglie del paese non è un boss dei boss, ma un benefattore. REDDITO BASSO – D’altra parte il reddito medio di 4.257 euro, gli «stipendi» o i contributi del boss erano cosa gradita. Poi questo centro non è povero un quarto della popolazione presenta la dichiarazione dei redditi (27,4% dei residenti) con una reddito medio dichiarato di 15.500 euro e con un introito totale per le casse dell’erario di 28 milioni e 900 euro nel 2009. «Voi giornalisti raccontante un sacco di cazzate». Il ventenne tutto griffato che scende come un furia dalla sua potente autovettura (a Casapesenna ci sono 6,14 auto ogni dieci abitanti) quasi aggredisce il cronista. «Avete scritto che e un topo, rintanato in un bunker: lui, invece, è un galantuomo, una persona perbene, siete dei cialtroni». Caccia al tesoro di Zagaria «ROVINATO DAGLI INVIDIOSI» – Guarda un giornale locale aperto su un tavolino e lo fa volare via. La foto a tutta pagina non la gradisce. Poi alcuni giovani lo avvicinano e lo portano all’interno del locale. «I Zagaria sono degli imprenditori. È l’invidia della gente che lo ha rovinato, ma lui è buono, un buon paesano». Il secondo avventore molto avanti con gli anni (a Casapesenna il 14,1% degli abitanti ha più di 65 anni e l’età media del paese è di quasi 74 anni) ripete quello che sosteneva il suo amico. Il nome? «Se lo dico mi arrestano. Statte buono». ATTORNO AL BUNKER – E va via. In piazza, a poche centinaia di metri dalla casa della famiglia del boss e a un tiro di schioppo dalla casa bunker, c’è la folla dei giorni di festa. In questa piazza c’è anche l’edificio, abusivo poi condonato, nel quale una ventina di anni fa trovò la sua sede una agenzia del Banco di Napoli. Quando scoppiarono le polemiche l’agenzia venne chiusa. «Quella banca, comoda per tutti i cittadini, venne ritenuta un regalo di Zagaria – ci racconta Nicola, 63 anni, con alle spalle una lunga militanza nelle formazioni della sinistra – e quando il Pci denunciò i comunisti vennero aggrediti». NEL ’92 BASSOLINO AGGREDITO – Toccò pure a Bassolino a Casal di Principe il 25 aprile del ’92, aggredito, ma solo verbalmente, dal padre del boss. Nelle case di Casapesenna l’arresto è stato festeggiato da pochi in privato, sono stati inviati sms e fatte tante telefonate, ma con molta prudenza: «Ora faranno qualcosa, i suoi scagnozzi- continua Nicola -dovranno dimostrare di essere ancora forti anche senza capo. Ecco perché c’è paura». La gente insomma non si fida e non parla con chi non conosce perché qui è una regola che non va mai violata, chi lo fa rischia di rimetterci la vita. Nel chiuso di un appartamento il racconto diventa più fluido. «Casapesenna ha tanti abitanti per bene, ma sono sopraffatte da quelle legate ai clan. Certo il boss girava per il paese. Non dava nell’occhio, ma frequentava il bar, il barbiere, la chiesa, anche se non andava certo in giro la domenica, ma ora che è stata pubblicata la sua foto potrei giurare di averlo visto spesso nella piazza principale del paese». Racconta Maria che lavora in un’altra provincia e torna solo nei giorni di festa a trovare i suoi anziani genitori. Bernardo è un vecchio conoscente è un po’ contento di vederci, un po’ felice di dimostrare che ha confidenza con uno dei tanti giornalisti che girano per il paese. GOLOSO DI DOLCI – «Non poteva mangiare più tanti dolci – racconta di Michele Zagaria che è stato suo compagno di giochi prima che a Bernardo un incidente e una malattia gli facessero perdere l’uso di una gamba – ma prima era abbastanza goloso. Intelligente, generoso e anche uno sciupafemmine…, ma un è galantuomo…Certo che si vedeva in giro, lui ha fatto bene a tante persone e se c’era qualche faccia sconosciuta veniva avvertito e lui se ne andava da qualche parte. Spariva» sentenzia Bernardo.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO