Lunedì sciopero unitario di Cgil, Cisl e Uil. La Camera: "Perequazione fino a 1.400 euro"

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Dopo anni di polemiche e divisioni i sindacati tornano a mobilitarsi insieme contro la manovra del governo. “Preoccupati per conseguenze su pensionati e lavoratori”. Aperture dal sottosegretario Martone sulla possibilità di limitare la deindicizzazione delle pensioni: “Accordo vicino” – ROMA, 7 DIC – Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero unitario contro la manovra di tre ore per lunedì 12 dicembre. I lavoratori dei servizi essenziali, dei trasporti e i dipendenti pubblici di Cgil, Cisl e Uil non sciopereranno lunedì prossimo ma per l’intera giornata lunedì 19 dicembre. All’iniziativa si è associata anche l’Ugl. E’ quanto hanno deciso i tre segretari generali Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti durante un incontro nella sede della Uil. Altra data ancora invece per i sei sindacati del personale non giornalistico della Rai (Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, Ugl-Telecomunicazioni, Snater e Libersind) che scioperranno il 22 dicembre. Il 12 si terranno anche presidi davanti alle prefetture e davanti alla Camera e al Senato “fino alla conclusione dell’iter parlamentare previsto per la manovra”. Per il proseguio della vertenza, se i sindacati non otterranno modifiche, c’è poi sul tavolo l’opzione di uno sciopero generale di 8 ore da tenersi entro dicembre. LEGGI IL DOSSIER 1 – CALCOLA LA TUA PENSIONE 2 – CALCOLA L’ICI 3 I tre sindacati confederali in una nota si dicono “preoccupati per le conseguenze 4 che la manovra economica determina sui lavoratori dipendenti e pensionati e sulle prospettive di sviluppo del Paese”, chiedono “un incontro al governo Monti per affrontare i problemi derivanti dalla manovra e per chiedere i necessari cambiamenti”. Cgil, Cisl e Uil chiedono anche un incontro a tutti i partiti per “sollecitare la presentazione di emendamenti nella fase della discussione parlamentare”. Già da oggi, inoltre, “presenteranno emendamenti comuni nel corso dell’audizione alle commissioni bilancio di Camera e Senato”. Nella stessa nota si legge che la manovra “non risponde ai criteri di equità e crescita che, insieme al rigore, sono stati enunciati dallo stesso Presidente del Consiglio. A pagare sono sempre gli stessi, lavoratori, pensionati e ceti medi. Mancano invece misure tese a far pagare chi non ha mai pagato e chi ha di più”. E nelle ultime ore un primo spiraglio sulle richieste dei sindacati sembra essersi effettivamente aperto. La Commissione lavoro di Montecitorio ha dato oggi parere favorevole alla manovra ma chiede di garantire la perequazione automatica sulle pensioni fino a tre volte il minimo, ossia fino a 1.400 euro. “Per quanto riguarda la perequazione automatica dei trattamenti pensionistici di cui all’articolo 24, comma 25 – sottolinea la Commissione – si valuti la possibilità di garantire una forma di copertura rispetto all’andamento del costo della vita anche ai trattamenti compresi tra due e tre volte il minimo”. La copertura, secondo la Commissione, dovrebbe arrivare “mediante un incremento del contributo di solidarietà a carico delle pensioni più elevate (sia attraverso una revisione in aumento della quota di prelievo per quelle pari almeno a venti volte il minimo Inps, sia attraverso un abbassamento dell’importo delle pensioni a cui si applica il contributo) e/o mediante l’introduzione di un contributo di solidarietà sulle cosiddette ‘baby pensioni’, limitato all’importo superiore al minimo, e/o incrementando la percentuale di intervento sui cosiddetti ‘capitali scudati'”. Il parere è stato votato da tutti i gruppi tranne la Lega e potrebbe essere tradotto in un emendamento che dovrebbe essere presentato dal governo o dal relatore. Il voto della Commissione arriva dopo il via libera del viceministro del Welfare Michel Martone, che in mattinata aveva spiegato: “Considero molto proficuo il lavoro svolto dalla Commissione, vedremo se riusciremo a modificare la norma a saldi invariati”. Poi, ha aggiunto: “Il governo prende atto delle proposte della commissione Lavoro e della responsabilità dimostrata nel ragionare a saldi invariati in un momento così difficile per il Paese”. E’ la prima volta dopo oltre tre anni segnati da polemiche e divisioni, in particolare sulla trattativa con la Fiat, che le tre organizzazioni dei lavoratori indicono una protesta unitaria. Incomprensioni durate fino a pochi giorni fa quando Cisl e Uil avevano proclamato unilateralmente due ore di sciopero per lunedì e la Cgil quattro ore di sciopero per la stessa giornata. E quanto le vecchie ruggini siano comunque difficili da dimenticare lo spiega Susanna Camusso. “La difesa dei lavoratori e dei pensionati e del loro reddito in questa stagione permette di fare scelte unitarie – precisa – Dire che cosi si cancellano gli anni precedenti mi sembra complicato, anche perché questa situazione è figlia di non scelte degli anni precedenti”. Per dare ulteriore forza alla protesta la Cgil ha organizzato oggi anche un presidio davanti a Montecitorio. Partecipando alla manifestazione la segretaria Camusso ha spiegato: “Non è una bella ricetta salvare il paese e ammazzare la popolazione. Non è detto che le ricette europee siano le migliori, questa manovra è depressiva, non è una bella ricetta”. Altre manifestazioni sono state organizzate oggi anche in altre città italiane. A Firenze, ad esempio, circa 200 militanti di tutte le categorie della Cgil sono sfilati davanti alla Prefettura.

 

Fonte: www.repubblica.it – economia –