"Paura di volare" di Nadia Francalacci e "I fratelli Grimm" al Centro culturale

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“Paura di volare”di Nadia Francalacci e “I fratelli Grimm” di T. Gilliam, doppio appuntamento al Centro culturale

Mercoledì 7 dicembre ore 19,30 Incontro con la giornalista Nadia Francalacci “Paura di volare” al Centro culturale di via delle rose, segue il film “I fratelli Grimm e l’incantevole strega” (USA 2005, commedia, 118 minuti))di Terry Gilliam con Matt Damon, Heath Ledger, Monica Bellucci, Jonathan Pryce, Peter Stormare, Mackenzie Crook, Lena Headey…Un doppio appuntamento da non perdere nell’ambito della quarta edizione dell’ “Internet.cineforum” promosso dal Circolo Endas penisola sorrentina onlus, in collaborazione con il Gran caffè Marianiello, Edicolè di Gianni Pepe ed il Patrocinio della Città di Piano di Sorrento.Da non perdere!

Chi è Nadia Francalacci?

E’ una giornalista che vive in provincia di Livorno. Ha iniziato nel 1993 a scrivere articoli di cronaca per il quotidiano «Il Tirreno» e a collaborare con il Sic, Servizi informativi centrali della Radio vaticana, emittente della Città del Vaticano. Per quindici anni ha lavorato in una televisione toscana, Telegranducato. Poi, nel 2007, ha deciso di dedicarsi alle inchieste: dal mistero del Moby Prince al traffico illecito dei rifiuti che arrivano in Italia dall’Africa e dal Nord Europa, dalle truffe alimentari allo scandalo delle cremazioni. Si è occupata anche di malasanità e criminalità organizzata. Collabora con i maggiori settimanali nazionali: “Panorama”,“Panorama Economy”,“il Venerdì di Repubblica”, e il quotidiano “Libero”. Ha scritto anche per “l’Espresso” e Panorama.it. Per queste testate realizza inchieste e articoli di cronaca ed economia. Adora volare (anche dopo aver pubblicato l’inchiesta Paura di volare, Chiarelettere 2011), fare i lanci con il paracadute, trascorrere qualche ora al poligono di tiro e fare lunghe camminate lungomare. Ad Aprile 2011 ha pubblicato per Chiarelettere Paura di volare“.

La Repubblica:

A leggere “Paura di volare”, i brividi vengono davvero. L’autrice mette in campo tutta la sua meticolosa curiosità e ci consegna un affresco del mondo del trasporto aereo che lascia esterrefatti. Un mondo pieno di trucchi, scorciatoie, imbrogli ed errori. “Paura di volare” spiega che nei cieli e negli aeroporti succede di tutto. E perché accade.

Segue film “I fratelli Grimm”.Ecco il plot.

Girato nei dintorni di Praga, il film ha per protagonisti i fratelli Grimm, nella finzione due imbroglioni che viaggiano da un villaggio all’altro fingendo di proteggere i paesani da creature incantate e mettendo in scena falsi esorcismi. Un giorno i due fratelli si troveranno di fronte la regina di una foresta maledetta che è riuscita ad ottenere la vita eterna ma non la bellezza eterna.

Terry Gilliam riesce egregiamente a realizzare un film coinvolgente, ironico e fantasmagorico, utilizzando spunti gotico-fantastici quali espedienti per illustrare le origini delle storie dei noti fratelli Grimm (ben interpretati dai due bravi attori). Non molti hanno percepito l’ottima idea che sta dietro a tutta la storia, in quanto il regista ha preferito concedere uno sviluppo più avventuroso e accattivante che non riflessivo e corrosivo come in altri suoi lavori. In realtà, l’idea è appunto quello di citare non solo alcuni elementi ripresi dai Grimm nelle loro raccolte di fiabe, ma anche e soprattutto le radici stesse delle leggende popolari e della cultura pagana che per secoli la tradizione aveva tramadato oralmente. Ecco dunque emergere l’importanza della foresta e dei suoi spiriti, degli alberi e del loro significato arcano, della magia e del mistero della natura, insomma delle paure ancestrali e delle riflessioni che gli uomini avevano tradotto sotto forma di storie e leggende. Più che apprezzabile, allora, la presenza della povera fanciulla vestita di rosso, inevitabilmente divorata dall’uomo-lupo. Qui infatti Gilliam fa un colto riferimento all’originale fiaba di Charles Perrault (“Le Petit Chaperon Rouge”, 1697) dove Cappuccetto Rosso viene certamente divorata dalla creatura senza che nessuno la salvi, come preciso monito verso le ragazze che, superata l’adolescenza, si lasciano sedurre da uomini che si fingono miti ma che sono famelici lupi. Ciò che va lodato è pertanto l’aver realizzato non solo una sceneggiatura avvincente con ottimi effetti speciali ma anche una ricerca appassionata sulla natura delle fiabe, terribili e affascinanti al tempo stesso.

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