Per il secondo anno si è svolto con gran successo il “Festival della legalità”.

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Oltre 500 persone tra alunni, docenti e personaggi della vita ecclesiastica, militare, imprenditoriale, politica, culturale ed artistica, insieme a significativi personsaggi che sono stati premiati per le loro gesta in onore della vita, legalità e solidarietà sono stati protagonisti al Convitto nazionale “G. Bruno” di Maddaloni per la seconda edizione del “Festival della Legalità” e la decima edizione di “Maddaloni città educativa”. Il gruppo Majorettes del convitto ed una mostra di disegni elaborati dalle scuole G.Bruno, Issis Don Gnocchi e Terzo circolo didattico istituto comprensorio L. Settembrini, hano fatto da contorno ad una mattinata che ha visto giungere Dopo i saluti rivolti ai presenti dall’On. Giovanna Petrenga, dal sindaco della cittadina di terra di lavoro Antonio Cerreto e dall’ingegniere Nicola Corbo, assessore alla cultura e istruzione dello stesso comune di Maddaloni, gli alunni di primo grado della scuola Luigi Settembrini, hanno eseguito l’inno di Mameli che tutti hanno seguito con “italianità vera” come ha affermato il colonnello Antonio Del Monaco ideatore ed animatore di Maddaloni educativa e del progetto del Festival della Legalità. Del Monaco nel suo intervento ha affermato ”Voi ragazzi sarete i seminatori, affideremo oggi a voi ragazzi il mandato di portare avanti i valori che in questa manifestazione verranno distribuiti attraverso le immagini, filmati e presenze di personaggi su questo palco. Osservate bene tutto quello che avverrà qui oggi, disegnate nella vostra mente e nel vostro cuore tutto quello che accadrà, e poi ognuno di voi diventerà interprete e seminatore per portarlo avanti ed a maggio quando faremo una nuova manifestazione, vogliamo raccogliere i frutti, perchè questa nostra città possa diventare realmente uno scoglio vero contro la criminalità”. Accompagnate da foto e filmati relativi alla motivazione delle premiazioni si sono succeduti per ricevere le targhe premio realizzate per evidenziare i sacrifici di tanti, fatti allo scopo di pace e solidarietà, promuovendo il risveglio delle coscienze ed i segnali educativi per “una crescita armonica – come afferma Del Monaco – del futuro operatore nel teatro della realtà sociale ricordandosi, come diceva il buon Freud: il bambino è il padre dell’adulto”. I riconoscimenti per le “Vittime innocenti” sono stati assegnati a Angela Procaccini, madre di Simonetta Lamberti assassinata all’età di 10 anni per mano della camorra; Augusto De Meo, unico testimone vivente dell’omìcidio di don Peppe Diana; Granata Giuseppe, sindaco di Calvizzano figlio di Raffaele ucciso dalla camorra per non aver voluto pagare il pizzo. La targa per le “Vittime del dovere” è stata consegnata a Caterina De Lucia, moglie del militare Pier Davide De Cillis, V.S.P. dell’Esercito italiano, ucciso nel 2010 in terra di missione di pace. Per le “Vittime di un comportamento non atto alla prevenzione del rischio” a ricevere il ricordo sono stati Renella Michele, padre di Aniello, morto il 1 gennaio 2011 a seguito dello scoppio di fuochi d’artificio e la madre di Mariano Corazza, deceduto a seguito di un incidente motociclistico. Per le “Vittime del bullismo”. Mira Mincioli, madre del giovane Diegho Ghato suicidatosi a seguito di atti legati al bullismo, ed al quale il quotidiano ha dedicato copertina ed ampi spazi è stata presente per ricevere la targa. Il ricordo delle “Morti bianche” è avvenuto con la testimonianza della moglie di Sposito De Lucia Michele, deceduto a seguito di una caduta da un’imbalcatura mentre lavorava. I riconoscimenti sono andati non solo alle persone citate in ricordo di vittime di un mondo deturpato e corrotto, ma anche a personalità del mondo dello spettacolo, delle arti e della cultura che con la loro opera combattono le negatività che hanno rese vittime tutti coloro che invece volevano vivere una vita onesta e di pace. A ricevere queste targhe sono stati: l’attore Vincenzo Soriano, che ha ricevuto scroscianti applausi dopo il racconto, seguito dai presenti con grande attenzione, che ha fatto dei suoi primi anni di vita che l’hanno poi portato all’adozione di 12 bambini abbandonati, la cantautrice Agnese Ginocchio, la poetessa e scrittrice Angela Chiosi, il fondatore de “a’ voce de creature” don Luigi Merola ed il magistrato impegnato nella lotta alla criminalità organizzata Raffaele Cantone. La kermesse è terminata con la cosegna di targhe a Diego Bouchè direttore generale ufficio scolastico regionale ed a Ciro Pascarella e Antonio D’Angelo, rispettivamente rettore e direttore del convitto ospitante l’evento. Del Monaco ha infine ribadito. “La gamma dei valori da seminare come intendimento del 1° Festival della Legalità è stata allargata, in questa seconda edizione del festival per portare in ribalta ulteriori elementi di riflessione, individuabili come perle da donare, soprattutto ai giovani futuri cittadini attivi e attori di un cambiamento epocale nell’area sociale. E’ nostro intendimento celebrare le morti bianche , la nobile realtà della donazione degli organi come fonte di vita oltre la morte, evidenziare la scarsa prevenzione del rischio ed il comportamento incosciente che, talvolta determina la chiusura della propria esistenza , come è successo a due giovani nel corrente anno (Aniello Renella e Mariano Corazza). Infine risvegliare nei giovani e con lo spirito di gruppo nella positività allontanandoli da falsi scopi e falsi obiettivi , nonché da rischiose dipendenze tra questi la forza di eliminare l’aggressività come forma di comunicazione, è il caso del bullismo che, talvolta, può diventare eccessivamente pericoloso da determinare la morte morale e addirittura l’annullamento della propria vita come è successo a Diego definito un genio secchione dai suoi compagni di classe”.

Giuseppe De Girolamo