Ticket e parco della Gravine La Consulta boccia la Regione

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No all’esenzione ai disoccupati per visite specialistiche Colpita legge sul Bilancio, svanisce Agenzia legalità BARI – Ancora una sentenza della Corte costituzionale, ancora norme regionali annullate. Questa volta è una raffica che colpisce la legge sul Bilancio di previsione 2011 (la 19 del 2010). Sotto la mannaia, finiscono l’esenzione del ticket sulle visite per cassintegrati e disoccupati; il lavoro straordinario per i dipendenti regionali pagato senza il dispositivo elettronico che rileva le presenze; l’allargamento delle attività nel parco delle Gravine; l’istituzione dell’Agenzia per la legalità; la possibilità di versare contributi figurativi da parte degli assessori esterni. Cinque norme annullate, cui si aggiungerebbero un altro paio, relative al Piano di rientro dal deficit sanitario, risparmiate solo perché nel frattempo erano state modificate. Particolare clamore suscita la bocciatura della norma sui ticket sulle visite specialistiche. La disposizione prevedeva di esentare cassintegrati, disoccupati, inoccupati e lavoratori in mobilità che avessero redditi inferiori agli 8.200 euro l’anno, 11mila se sposati, poco più in presenza di figli. La disposizione ha avuto una vita contorta: inserita nella legge di Bilancio, fu immediatamente impugnata dal governo, che denunciava la competenza statale. La giunta ne bloccò l’applicazione. Ma il Pdl la ripresentò, sotto forma di emendamento, a giugno, nella legge di variazione al Bilancio. A sorpresa, con voto segreto, l’esenzione passò. Il Pdl sostenne che la norma sarebbe stata salvata perché per la sua copertura finanziaria erano stanziati fondi regionali. Alla Corte non è bastato: ha annullato sia la norma originaria che quella successiva. Si inseriscono tra gli esenti, dice la Consulta, categorie non previste dalla legislazione statale. Non solo: si viola pure il principio del coordinamento della finanza pubblica (non puoi fare con i tuoi soldi quello che vuoi). Che succede? Da ora quelle esenzioni non si potranno più dare. E tuttavia, la Regione segnala che la norma sarebbe rimasta in vigore solo fino al 31 dicembre (cioé fino a quando non fosse scaduta la copertura finanziaria regionale). Stop anche alla norma che istituiva l’Agenzia regionale per la Legalità e rimandava al futuro la definizione di «compiti e funzioni». La Corte dice no: la materia è statale e anche se il nuovo organismo non è nato, la disposizione è da considerarsi già ora illegittima. Disco rosso anche alla modifica della legge sul Parco delle Gravine. La norma bocciata consentiva il «transito con mezzi motorizzati fuori dalle strade statali, provinciali e comunali» e altre attività. I giudici hanno stabilito che la «soglia di tutela» nell’area protetta «non può essere inferiore ai limiti fissati dalla legge statale». Arriva ancora una decisione che riguarda i dipendenti regionali: non si può pagare lo straordinario senza uno strumento elettronico che rilevi la presenza dei lavoratori. La Regione ha più volte ritardato l’installazione dei marca-tempo, con una serie di proroghe. L’ultima è stata bocciata. Anche qui il principio violato è quello del «coordinamento della finanza pubblica». Infine, è stata annullata la norma che consentiva agli assessori esterni (non eletti) di versare contributi «figurativi», nel caso fossero dipendenti pubblici in aspettativa. Riguarda Tommaso Fiore, Silvia Godelli, Angela Barbanente e Maria Campese, tutti insegnanti. Facendo gli assessori, il posto gli viene conservato, ma ne risentirà la loro pensione da docenti. La norma correggeva una stortura, ma è materia statale. Diversi i commenti. Rocco Palese, capogruppo Pdl, autore dell’emendamento per l’allargamento dell’esenzione dei ticket, torna alla carica: «La giunta – dice – si attivi per modificare quella norma, tentando di superare i profili di incostituzionalità». «Palese – replicano dalla giunta – continua a sbagliare. È stato proprio lui, e tutto il centro destra, a volere quella disposizione per pura passerella populistica». L’assessore alla Legalità, Nicola Fratoianni, si dichiara molto sorpreso: «L’agenzia che avevamo pensato ha poco a che vedere con le competenze statali: solo in minima parte, infatti, si occupa di beni confiscati. Noi faremo nascere ugualmente l’agenzia, poi si vedrà».

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO