La pentita dei casalesi: Cosentino aiutò figlio di un boss a fare il soldato a Napoli

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La testimonianza di Anna Carrino, ex compagna di Francesco Bidognetti, al processo per la discarica Resit Di spalle la pentita Anna Carrino intervistata dal una giornalista del Tg1 NAPOLI — Nicola Cosentino intervenne, su richiesta di Francesco Bidognetti, per fare in modo che Alessio Stolder, figlio del boss di Forcella Raffaele, facesse il servizio militare a Napoli. Lo ha ribadito ieri la collaboratrice di giustizia Anna Carrino, ex compagna di Bidognetti, nel corso del processo per disastro ambientale e inquinamento delle acque che vede imputati, tra gli altri, l’ex subcomissario straordinario ai rifiuti Giulio Facchi e l’avvocato Cipriano Chianese, imprenditore attivo nel settore delle discariche e ritenuto legato al clan dei casalesi. È la vicenda della Resit, la discarica di Giugliano gestita da Chianese in cui sarebbero stati sversati per anni rifiuti pericolosi; il processo è in corso davanti alla V sezione della Corte d’assise; nei giorni scorsi è stato ascoltato anche l’ex ministro Altero Matteoli. Dopo aver fatto riferimento agli interessi di Bidognetti e di Francesco Schiavone nel settore dei rifiuti, la pentita ha risposto alla domanda del pm Alessandro D’Alessio su Cosentino, per il quale è in corso a Santa Maria Capua Vetere il processo per concorso esterno in associazione camorristica. Anna Carrino ha confermato le dichiarazioni del 2008 già riportate nell’ordinanza di custodia cautelare emessa l’anno successivo nei confronti di Cosentino: Bidognetti e Raffaele Stolder si erano conosciuti in carcere ad Ascoli Piceno; il boss dei casalesi aveva incaricato l’allora compagna Anna di versare uno stipendio mensile di mille euro a Patrizia, moglie di Raffaele Stolder. Ma Bidognetti, secondo la collaboratrice, fece a Stolder un altro favore: grazie all’aiuto di Cosentino, fece rimanere a Napoli Alessio Stolder, che nel 2004 aveva cominciato il servizio militare volontario con ferma breve e temeva di essere mandato all’estero. Racconta Anna Carrino: «Seppi dell’incontro tra Giovanni Lubello (marito di Katia Bidognetti, figlia di Francesco, ndr.) e Bernardo Cirillo con l’onorevole Cosentino lo stesso giorno in cui si tenne, me ne parlò Lubello che quella sera tornò a casa tardi; ricordo che si doveva trattare del 2004-2005. Mi disse che si era incontrato a casa di Nicola Cosentino insieme a Cirillo e in quell’occasione avevano chiesto un interessamento del parlamentare a favore di un figlio di Stolder. Questo ragazzo doveva andare a fare il soldato, come volontario, e Bidognetti aveva disposto che i due si rivolgessero a Cosentino per favorire il ragazzo per un avvicinamento a Napoli o a Caserta». Collegata in videoconferenza, Anna Carrino ha aggiunto di aver sentito parlare della vicenda anche successivamente: una sera, in casa sua, Lubello disse che la vicenda di Stolder era stata sistemata. Anna Carrino ha anche confermato che la conoscenza tra Cosentino e Bidognetti risale a «quando erano ragazzi» e che Lubello «non aveva piacere a recarsi da lui, così si faceva accompagnare da Cirillo che conosceva bene il parlamentare. L’onorevole Cosentino era soprannominato ‘o mericano: tutti lo chiamavano così a Casale».

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO