L´allarme di Caldoro: «Campania verso il crac Oltre 6 miliardi di debiti, casse vuote Pronti a impegnare gli ospedali»

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di Gerardo Ausiello NAPOLI – «La situazione dei conti della Regione è spaventosa. Non ci sono soldi in cassa e abbiamo un buco di 2 miliardi di euro che sta producendo pignoramenti anche sui fondi dell’ente. Senza contare i 4 miliardi di deficit della sanità». Stefano Caldoro lancia l’allarme sulle difficoltà finanziarie di Palazzo Santa Lucia. E per fare cassa è pronto a dare in pegno gli ospedali. Il governatore incontra i giornalisti e traccia una fotografia impietosa della crisi della Campania, accompagnata però da un piano per rilanciare lo sviluppo: «Abbiamo più problemi degli altri, ma maggiori margini di crescita», assicura. La prima preoccupazione è il bilancio: «Da oltre un anno stiamo portando avanti un’indagine interna, partita con gli ispettori del ministero dell’Economia, per fare chiarezza sui conti incrociando le voci e mettendo a confronto entrate e uscite. Si tratta di una nuova operazione verità. Il quadro è complesso e scontiamo ancora lo sforamento del patto di stabilità ereditato dal passato che ha portato la spesa corrente a 4,4 miliardi mentre oggi il tetto per legge è di 2,7 miliardi. È come se ci chiedessero di fermare di colpo un treno Frecciarossa lanciato a 300 chilometri l’ora. L’indebitamento è determinato da trasferimenti che non hanno portato al pagamento, ma quei fondi sono stati usati per altro. Quei soldi, in parte, sono entrati, ma sono stati divorati dallo sforamento». Per fare cassa invoca allora una norma nazionale che consenta di valorizzare il patrimonio, sia disponibile che indisponibile: «Penso alla cartolarizzazione degli ospedali, che si effettua in tutta Europa ma non in Italia».

IL MATTINO DI NAPOLI