Piano di Sorrento: Il Comune autorizza la seconda pompa di benzina grazie ad un errore di calcolo dei vigili urbani.

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Piano di Sorrento: Ancora stazioni carburanti, la lotta del wwf.

 

di Vincenzo Maresca.

 

Piano di Sorrento. Secco no da parte del wwf penisola sorrentina nei confronti della seconda stazione di rifornimento carburanti che presto sorgerà sulla arteria a scorrimento veloce di via dei Platani a poca distanza e sul lato opposto di quella costruita pochi mesi fa tra mille polemiche. Un altro polmone di verde è stato sacrificato alla logica rapace di una amministrazione comunale che gradatamente sta distruggendo le prospettive di futuro di un paese alle prese con stravolgimenti che ben presto ne snatureranno l’attuale tessuto urbano. L’appello del wwf  è rivolto alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata alla quale è stato chiesto di verificare l’operato dell’ufficio tecnico del Comune dalla mano facile sul rilascio di autorizzazioni che troppo facilmente sfuggono alla lente di ingrandimento degli inquirenti. La contestata seconda stazione di rifornimento carburanti in costruzione in via dei Platani sembrerebbe in contrasto non solo con il piano carburanti ma anche con il codice della strada per il mancato rispetto della prevista distanza di 95 metri da incroci e da accessi di rilevante importanza. Il nuovo impianto sorge a 34 metri dal pericoloso incrocio con via Cavone, la carreggiata percorsa da migliaia di veicoli che si immettono sulla statale 163 amalfitana in direzione Positano. Strategicamente importante via Cavone appare all’improvviso agli automobilisti dopo avere percorso i circa 800 metri di via dei Platani, arteria a scorrimento veloce dove sistematicamente si verificano incidenti anche mortali. La sicurezza stradale posta ad un simile rischio aveva fatto intuire l’illegittimità di una seconda stazione di servizio con permesso rilasciato alla “OSA spa” per delocalizzare un impianto esistente in via Bagnulo. Eppure è stato possibile aggirare l’ostacolo grazie al responsabile del procedimento, geometra Michele Amodio, che alla richiesta di revoca in autotutela del permesso a costruire avanzata dal wwf aveva risposto che l’autorizzazione era stata rilasciata grazie al parere della polizia municipale per cui era possibile l’apertura di un varco carraio assimilando lo stesso ad una formula aritmetica che regola la distanza di visibilità e lo spazio di frenata determinato sulla base della velocità massima consentita su via dei Platani. Tutto regolare? Per nulla, perché i vigili urbani nell’eseguire la semplice operazione aritmetica sbagliano la divisione facendo risultare lo spazio di frenata pari a 19.68 metri a fronte dei 33.2 metri o dei 57,35 metri, per asfalto bagnato o asciutto, facilmente ricavabili dalla formula fornita dall’Aci per un veicolo che viaggia a 50 km/h. Un grossolano errore sfuggito ai cervelloni del Comune che ha fatto rientrare l’accesso della nuova stazione di servizio all’interno della distanza di visibilità pari allo spazio di frenata su una strada dove i veicoli sfrecciano anche ad 80 km/h e comunque lontano dai 95 metri previsti dalla legge. Sulla base di tale errore i vigili urbani autorizzano l’apertura del varco al cui interno sta per sorgere una stazione di servizio superaccessoriata.