Fabio Volo a Sorrento "Il Giorno in più" . Intervista di Positanonews VIDEO

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Intervista a Volo a Fabio Volo da Positanonews…  amato in Italia e in Campania,  alle Giornate Professionali del Cinema di Sorrento, che in questa edizione 2011 hanno avuto un successo senza precedenti,  intervistato da Positanonews (questa sera inseriremo anche il video e le foto ) poche ore prima dell’anteprima nazionale “Un  giorno in più”, celebre romanzo di Fabio Volo, che diventa un film, al Teatro Cinema Tasso, alla presenza del sindaco Giuseppe Cuomo e il consigliere Gargiulo, con l’idea di aprire gli incontri alla Città e dare il la al programma invernale di “Mi Illumino d’Inverno”. Giacomo Bonetti (Volo) è un quarantenne di bella presenza, apprezzato nel suo lavoro e fortunato con le donne. Abilissimo nell’aggirare ogni genere di impegno sentimentale, le sue storie d’amore durano solo pochi giorni.

 Un giorno, sul tram che lo porta in ufficio, Giacomo incontra lo sguardo di una sconosciuta che attira la sua attenzione. Tentato dal fascino della donna, il protagonista ne diventerà ossessionato e cercherà i suoi occhi tutte le mattine. La domanda è d’obbligo: come può un dongiovanni incallito innamorarsi di una persona di cui non conosce assolutamente nulla? Il giorno in più è diretto da Massimo Venier e annovera nel suo cast anche Luciana Littizzetto e Stefania Sandrelli. Positanonews, il quotidiano online della costiera amalfitana e penisola sorrentina, lo intervista. Sei più  scrittore o regista? ” Se io fossi veramente bravo a fare una cosa farei solo quella. Quando mi intervistano per un film io rispondo: “Ma in realtà io sono uno scrittore…”, quando presento un libro dico: “In realtà io sono un attore…”. Ma cosa ti senti veramente? “Un bodybuilder..” dice scherzando..” Io mi espando in larghezza più che in profondità. D’altra parte sant’Agostino diceva: ama e fa ciò che vuoi. Me la sono segnata questa frase: io amo la vita, e faccio ciò che voglio”. Ma si può fare veramente ciò che si vuole? “Solo se si è imparato ad amare veramente..” E cos’è l’amore? “L’amore si manifesta quando si lascia stare l’altra persona (e guarda la telecamere, ce l’ha con qualcuno? Ndr) , questo è vero amore..” 

 Fabio Volo, deejay, conduttore televisivo, scrittore, ex protagonista delle “Iene” passato a programmi tutti suoi come “Smetto quando voglio” e “Lo schiaccianoci”, ha pubblicato due libri e ha debuttato al cinema “Casomai” di Alessandro D’Alatri, con cui ha lavorato anche quest’anno in “La febbre”, che ha poi presentato lo scorso giugno al festival “Cinema &/è lavoro. I tuoi colleghi si occupano soprattutto di politici o delle star della tv. Nei tuoi programmi invece hai sempre dimostrato una grande attenzione al lavoro: ti sei messo letteralmente nei panni del muratore e dello spazzino. Ma hai anche intervistato giornalisti, attori, imprenditori… “Ho avuto la fortuna, dopo la scuola, di aver imparato a lavorare con mio padre e mia madre, quindi mi è stata passata l’importanza e il valore del lavoro. Poi, devo dire, che il passaggio dalla famiglia al mondo del lavoro è stato piuttosto faticoso. Perché nella mia famiglia si remava tutti con lo stesso obiettivo. Invece nel mondo del ognuno cerca sempre di farsi il suo gol da solo. Però mi è rimasta l’idea dell’importanza del lavoro”.

Si sente che hai lavorato… “Ho cominciato a lavorare a quindici anni, dopo la scuola. La scuola per me è stata davvero un incubo, un carcere, una tortura. Quando ho finito la terza media è stata una liberazione. Ma mi è stato fatto pesare il fatto di non aver studiato. Ero innamoratissimo di una ragazza, ma i genitori di lei non mi volevano perché avevo la terza media e facevo il panettiere… non immagini quanta gente, a quei tempi, si girava dall’altra parte quando passavo per strada e oggi invece, esce fuori dai bar per salutarmi…”. Insomma è vero che hai fatto il panettiere. “Quello doveva essere il mio futuro. La mia famiglia ha una lunga tradizione. Anche mio nonno era panettiere. Ma le cose non andavano bene. La mia famiglia aveva grossi problemi economici. Forse questa cosa mi ha spinto nella carriera nello spettacolo. Se avessi avuto una maggiore sicurezza economica forse non avrei avuto il coraggio di rischiare e sarei restato a fare quello tutta la vita”. Ma tu cos’è che volevi fare? “Io volevo fare il cantante, l’unica cosa che non ho fatto. Ma si sono lasciato aperte tutte le porte, non mi sono chiuso in quell’obiettivo. Spesso i sogni che realizzi non sono quelli che avevi progettato”. Una tua caratteristica è quella di non prenderti troppo sul serio. Ci tieni a sottolineare che non è vero lavoro, il tuo… “

Mi piace essere sempre ironico, ma al di là di quello che dico scherzando devo dire che c’è sempre una grandissima serietà nel mio approccio al lavoro. Chi lavora con me sa che sono molto disciplinato. Non credo nei soldi facili, anche per questo non faccio pubblicità: non per moralismo, ma perché mi piace avere un progetto e realizzarlo, perché mi completa molto di più se dietro la mia immagine c’è un’idea, un rischio”. Certo, la televisione oggi, difficilmente trasmette la cultura del lavoro… “Se oggi in Italia non c’è la cultura del lavoro è anche in gran parte a causa della televisione, di cui comunque anche io faccio parte. Chiunque va in televisione: basta essere inquadrato tre sere, senza portare un’idea o un progetto e sei una star. Certo che se tu fai un lavoro normale, lavori otto ore al giorno, poi quando guardi la tv ti senti veramente un coglione a vedere che qualsiasi persona – me compreso – possa “svoltare” così la vita”.. Di cosa sei alla ricerca?

“Nel lavoro che faccio io utilizzo la creatività, e questa cosa mi determina, mi dà conoscenza di me. Attraverso il mio lavoro, come attraverso le mie relazioni con le persone, con gli amici, con la famiglia, con le donne, c’è una ricerca di sé e io utilizzo il mio lavoro in questo senso. Non ho l’interesse della carriera, non voglio diventare il presentatore più bravo del mondo. Voglio riuscire a fare delle cose che mi permettono una qualità della vita”. Cosa intendi per “qualità della vita”? “Per esempio, quando scrivo un libro, la qualità della mia vita è altissima. Perché mi alzo, scrivo, faccio qualcosa che mi piace, mi fermo, mi cucino qualcosa, mangio. Mi regalo una dignità di vita altissima, che vale molto di più di qualsiasi persona di potere. Come quando decido cosa mangiare, come cucinare, anziché mangiare il panino veloce… mi interessa il tempo. Quando faccio un programma, penso un’idea, cerco di capire come realizzarla. E questa cosa qui è fantastica. E’ come fare figli, certo il valore è più basso, ma avere un’idea e vederla realizzata è un trip..”.