Aspettando la Befana… ma c’è un sindaco a Ravello ?

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Ravello, costiera amalfitana. Intervento di Ulisse di Palma consigliere di minoranza di Ravello nel Cuore

Mi sono sentito in difficoltà quando mi è stato chiesto : “ ma c’è un sindaco a Ravello ?”.

 

C’è dibattito politico – amministrativo ?

 

Difficoltà che ha lasciato il posto alla rabbia, perché a pormi la domanda era un giovane ravellese.

 

Difatti, in una città dove tutto è grigio e piatto e, non c’è alcun fermento civile, il futuro non può che essere nero !

 

E, a ben guardare, dove e quando è stata offerta anche agli eletti dal popolo, collocati all’opposizione, opportunità di dibattere su argomenti vitali per la comunità?

 

Personalmente ho tentato di consigliare, di provocare, di aprire gli occhi ma, dall’altra parte non c’è stata opportunità alcuna, né riscontro.

 

Sono e, non posso essere diversamente , preoccupato, perché avevo conosciuto, ai tempi in cui si stava assieme un altro Paolo Vuilleumier, un amministratore che sapeva riconoscere e praticare il gioco democratico, un amministratore attento anche alle preoccupazioni e sollecitazioni che provenivano dall’opposizione consiliare.

 

Sarò anche presuntuoso ma, forse a quell’atteggiamento/i del passato contribuiva anche la mia formazione culturale e la mia presenza.

 

Che senso ha avere un sindaco che poco o niente si misura con la gente ?

 

 Meglio sarebbe stato avere un commissario prefettizio, il quale, per legge, avrebbe fatto l’ordinaria amministrazione e nient’altro.

 

Da un sindaco ci si aspetta intuizione e poi realizzazioni.

 

Da un sindaco che, non deve essere certo uno scienziato, la città vuole idee, proposte e, se queste, anche se non sono partorite dal singolo amministratore, è opportuno e bene che vengano dalla comunità e l’amministratore diventa sintesi e filtro di intuizioni che potrebbero venire anche dal più semplice dei cittadini .

 

Disquisire , ragionare, polemizzare , tergiversare, temporeggiare , senza essere propositivi, anche se in buona fede  aspettando la befana, è dell’uomo che ha una sola regola: “ Tirare a campare ! “.

 

Si avvicinano le feste natalizie a Ravello e, il nostro amato paese registrerà, come sempre, ce l’auguriamo, tantissime presenze.

 

A questi ospiti cosa sarà riservato oltre alle bellezze naturali?

 

Cosa ha in serbo l’amministrazione comunale per gli stessi ravellesi?

 

E, tutto questo per fermarmi al futile, mentre ben altre problematiche languono, languono…

 

Il sindaco è solo !

 

Il sindaco vuole restare solo!

 

La prova ultima ?

 

La giornata della Memoria.

 

Si è visto un sindaco presentatore – protagonista, un sindaco tutto fare .

 

Dov’era la cittadinanza?

 

Cosa si è fatto per per inculcare nei giovani l’orgoglio dell’appartenenza ad una comunità, il radicamento, la fede e la fiducia ?

 

Avessimo avuto occasione di poter collaborare ( ignorati letteralmente , noi dell’opposizione, come se non esistessimo anche rappresentando assieme la maggioranza dei cittadini ravellesi )avremmo invaso, con l’entusiasmo di tutti, il paese di forza pubblica, di banda militare , di oratori per le scolaresche che, potevano essere gli stessi nostri anziani della città, maestri di vita, nello struggente ricordo di un periodo lungo della loro esistenza.

 

Noi ci crediamo, noi abbiamo le idee che cercheremo di concretizzare nel rispetto del ruolo affidatoci dal popolo.

 

Quest’atteggiamento non è tenderti la mano, sindaco ma, una virile richiesta di partecipazione, tra l’altro, ricordatelo, DOVUTA !