Sorrento, tragedia 1° Maggio,il Comune chiede il risarcimento all´ex Sindaco

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di Salvatore Caccaviello.

Il Comune di Sorrento ha avanzato la richiesta di risarcimento di € 648.000 nei confronti dell’ ex Sindaco Marco Fiorentino ed altri otto soggetti parti in causa. Oltre all’ex Sindaco la somma deve essere ripartita con l’ex Rettore della Basilica di S. Antonino, dell’impresa che stava effettuando i lavori di installazione delle luminarie per la festa del Santo Patrono e un Vigile Urbano in servizio in Piazza S. Antonino quando avvenne la tragedia.Tra le parti in causa figura anche il Ministero degli Interni che ha già versato in precedenza la sua quota alle casse comunali. Il Comune ,anch’esso parte in causa ,ha già anticipato a titolo provvisionale l’intera somma alle parti civili e deve recuperare anche in previsione di ripercussioni sul bilancio di un eventuale ritardo nel recupero della somma versata. I fatti risalgono all’incidente del “primo maggio” del 2007, una tragedia che sconvolse l’intera comunità sorrentina. Una tragica fatalità, che costò la vita a due cittadine sorrentine, Claudia Morelli, e la nuora, Teresa Reale . Fu un incredibile e drammatico appuntamento con il destino, per le due donne che appena uscite dalla chiesa dove avevano assistito alla Santa Messa furono investite dal braccio di una gru della ditta che stava effettuando il montaggio delle luminarie. Nell’incidente inoltre furono feriti anche tre operai ed un passante.L’ex Sindaco, tra l’altro, dovrebbe rispondere anche di omissioni di atti d’ufficio. Secondo gli inquirenti il primo cittadino, nel suo tragitto quotidiano tra casa e Piazza S. Antonino dove è situato il Municipio, non poteva non essersi accorto che in quei giorni l’impresa, lavorava in condizioni che rappresentavano un pericolo per la pubblica incolumità in quanto non aveva transennato l’area in cui si stavano realizzando i lavori. A distanza di anni dal tragico incidente provocato senz’altro per negligenza ,in quanto bastava interdire il passaggio con delle transenne o con del nastro rosso, senzasottovalutare in modo così evidente le situazioni di pericolo che oggi avremmo le nostre due concittadine ancora tra noi. Ebbene da allora nulla è cambiato nei cantieri e su i luoghi di lavoro, ancora si vedono operai senza attrezzature obbligatorie di sicurezza e a quato pare a niente valgono i controlli degli ispettori del lavoro affinché vengano rispettate le norme di sicurezza. A tale proposito proprio in questi giorni, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha sottolineato, in occasione del quinto anniversario del disastro di Campello sul Clitunno , in cui quattro persone persero la vita per lo scoppio di una cisterna che è stato funestato da altri morti sul lavoro, che alcun cedimento è ammissibile nell’impegno per la sicurezza e la dignità sul lavoro. Che le morti sul lavoro non sono mai inevitabili fatalità. 26 Novembre 2011 – Salvatore Caccaviello.