EAV senza gasolio Napoli e provincia senza mezzi pubblici

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Paolo Mainiero Manca il gasolio e gli autobus non partono. Da due giorni sono soppressi i collegamenti dell’Eavbus tra Napoli e provincia e nei comuni dove il servizio di trasporto è garantito dalla società regionale. L’amaro calice è stato servito l’altra sera quando i pendolari si sono ritrovati letteralmente a piedi: niente autobus e anche niente treni perchè da settembre la Circum ha tagliato le corse penalizzando soprattutto la linea Napoli-Ottaviano-Sarno. L’altra sera, di fronte al blocco improvviso, un gruppo di pendolari, per protesta, ha occupato i binari del terminale di corso Garibaldi provocando l’annullamento della corsa Napoli-Sorrento delle 20,39 e ritardi a catena delle ultime partenze. Si è creata una situazione paradossale con i viaggiatori per Sorrento che inveivano contro i pendolari diretti a Sarno. Insomma, il caos sta provocando una guerra tra poveri in cui sono coinvolti gli stessi dipendenti delle società di trasporto che temono per il mancato pagamento degli stipendi. Ad ogni modo l’Eav ha assicurato che da oggi gli impianti saranno riforniti e il servizio riprenderà. La situazione dei trasporti è esplosiva. I fondi sono ridotti all’osso e la crisi rischia di travolgere anche i collegamenti sinora garantiti da Trenitalia nell’ambito del servizio di metropolitana regionale. Alla base del tracollo il drastico taglio dei trasferimenti statali. «Non è sostenibile una riduzione a regime del 76 per cento delle risorse. È un’assurdità», ha detto ieri il presidente della Regine Caldoro al convegno promosso dalla Uil sulla crisi del settore. «Con tagli di questa entità – ha aggiunto il governatore – non si può nemmeno parlare di trasporto pubblico locale. È essenziale la trattativa con il governo per avere i fondi e le Regioni hanno già aperto la vertenza». Caldoro ha spiegato che, qualora il governo non dovesse trasferire ulteriori risorse, proporrà un percorso pluriennale, accompagnato da una procedura di legge di intesa Stato-Regioni, che possa contemplare anche quel taglio del 76 per cento, ma in quindici anni, non in due. I sindacati sono preoccupati. Temono che la crisi possa seriamente ripercuotersi sui lavoratori e spingono per una riforma strutturale del settore oltre a misure (come un fondo di sostegno al reddito) di solidarietà. «Siamo sull’orlo del baratro tra tagli, scarsa manutenzione e l’industria del settore in ginocchio – ha detto Anna Rea, segretario generale della Uil -. C’è bisogno di una buona amministrazione. Il settore è frammentato, c’è necessità di riorganizzare le aziende e rendere più efficiente il sistema attraverso una nuova governance». Ambiti ottimali di bacini di traffico con dimensioni provinciali, affidamento dei servizi tramite gare ad evidenza pubblica, fondo di sostegno al reddito per gli stati di crisi, per la formazione, la riqualificazione del personale, razionalizzazione delle aziende sono i punti cardine della proposta della Uil. (Il Mattino)