Centoquarantaparole (e oltre): morti sul lavoro, una strage silenziosa, Sette in 24 ore

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Uno a Foggia. Uno a Spoleto. Uno a Como. Uno a Trieste. Uno a Soriano nel Cimino (Viterbo). Uno a Rottofreno (Piacenza). Uno a Supino (Frosinone). Sette morti in 24 ore. Operai per lo più. Perdono la vita cadendo da un’impalcatura, schiacciati da lastre di peperino o da pedane cariche di zucchero, colpiti da pesi volanti o o masse di rocce. Questo il bilancio di due giorni. (condensato dal blog di Pino Scaccia) 

Morire di lavoro; un’ecatombe; per la quale sembra non  esserci soluzione; l’inasprimento della legge sulla sicurezza non è servito a molto; di lavoro si continua a morire; questo non può essere la normalità; altro che sicurezza sul lavoro; scommetto che la maggior parte di loro erano in nero; figurati se i titolari delle aziende pensano ad osservare la legge per la sicurezza sul lavoro. A stento pagano i dipendenti. gf

Il rovescio della medaglia
Negli ultimi 9 anni ha lavorato solo sei giorni: è stata a casa per lunghi periodi in malattia e in maternità, solo che, a quanto risulta, la donna non ha mai avuto quei figli. I carabinieri del Nas di Bologna hanno posto agli arresti domiciliari una dipendente di 45 anni dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Orsola Malpighi, finita indagata per truffa aggravata ai danni di enti pubblici e falso ideologico in documentazione pubblica.