Piano di Sorrento. A 31 anni dal terremoto noi ci saremo… per non dimenticare!!!

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MERCOLEDI 23 NOVEMBRE DALLE ORE 19,00 ALLE 20,00
ACCENDETE UN LUMINO ALLA VOSTRA FINESTRA
O NELLA VOSTRA VETRINA 
E DALLE ORE 19,30 ALLE 19,45
SPEGNETE TUTTE LE LUCI DI CASE E NEGOZI

Oggi, mercoledì 23 novembre, sono 31 anni dal Terremoto che sconvolse la Campania e la Basilicata e che purtroppo portò via dalla nostra Piano di Sorrento 10 vite.
Col tempo si nota sempre di più un affievolirsi del ricordo, un dimenticare quei giorni e quelle vite. A noi che possiamo definirci i sopravvissuti, quella sera ci fu affidato un compito a cui non possiamo venir meno, tramandare il ricordo di ciò che è stato. Purtroppo tanti, troppi, anno dopo anno vengono meno a questo impegno, dimenticano e fanno dimenticare.
Come ogni anno invece noi siamo qui imperterriti a ricordare, ce lo impone l’amore che ci lega a questa città e il ricordo di quanti quella sera ci lasciarono travolti dalle macerie e come ogni anno vogliamo contarci. Vi invitiamo quindi tutti ad esporre la sera del 23 novembre dalle ore 19,00 alle ore 20,00 un lumino acceso al davanzale delle finestre, sui vostri balconi e, se siete commercianti, nelle vostre vetrine o agli usci dei negozi. Vi invitiamo anche dalle ore 19,30 alle 19,45 a spegnere tutte luci di appartamenti e negozi  (comprese le insegne). Vediamo quanti siamo, quanti ancora hanno voglia di ricordare e far ricordare, quanti carottesi si sentono ancora in dovere di onorare l’impegno che la sera del 23 novembre 1980 presero tacitamente con:

 

Matteo Conte, 33 anni di Sant’Agnello
Lucia Cappiello, 83 anni di Piano di Sorrento
Maria Carotenuto, 18 anni di Piano di Sorrento
Dora Carotenuto, 16 anni di Piano di Sorrento
Angela Carotenuto, 38 anni di Piano di Sorrento
Carolina Quinto, 78 anni di Piano di Sorrento
Andrea del Vecchio, 47 anni di Piazzola di Nola
Antonietta Terranova, 39 anni di Piano di Sorrento
Maria Concetta Terranova, 42 anni di Piano di Sorrento
Antonino Martorelli, 12 anni di Piano di Sorrento

 

 

Ve ne siete andati così, all’improvviso
tremore di una terra dissestata
nelle sue visceri di roccia tagliente
come denti di lupi voraci.

 

Siete anche voi pietre di quella
che fu la vostra dimora calda
di carezze di sposa,
di sudore di lavoro paterno,
di risa fresche d’innocenza.

 

Noi superstiti. ancora divorati
dal terrore e dal pianto,
dal dolore sigillato a stento,
dobbiamo cominciare a vivere,
nascituri su macerie fredde
nel loro profilo invernale.

 

Siamo noi che odoriamo
del domani e, quando innalzeremo
di nuovo le nostre mura,
appenderemo alle pareti la speranza,
come faro di luce nella notte,
e intaglieremo i vostri nomi
sui nudi muri per richiamarvi
in vita almeno nel ricordo sacro!

 

Cecilia Coppola

 

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