Successo a Pompei di ´Cantanapoli´

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Coinvolgente Giò Di Sarno con il caloroso pubblico

 

 


POMPEI – Roma-Napoli andata e ritorno ma con qualche fermata nella terra natia perché come canta la canzone: “Luntano a Napule nun se pò stà”. Il rosso che fa da sfondo sia al sipario che alle vellutate poltrone e che si intreccia con quello dei capelli di Giò Di Sarno (nella vita Giovanna Di Sarno), da un tocco caloroso al successo dell musical ‘Cantanapoli’. Nel suggestivo edificio dell’Istituto Pontificio ‘Bartolo Longo’ con alti porticati e palme, al Teatro ‘Di Costanzo-Mattiello’, nell’ambito del 3° Meeting ‘La Discussione’, lo spettacolo che svaria un poco in tutti i campi che riguardano la vita napoletana, contornata sempre dalle sue non indimenticabili, e cantate in tutto il mondo, canzoni ha fatto ancora una volta centro. L’artista partenopea, insieme ad Alessandro Fortunato, a Nunzio Milo ed al suo cast, non si è risparmiata sulle tavole del palcoscenico al cospetto di un pubblico entusiasta, che trascinato e coinvolto calorosamente durante lo spettacolo, non si è risparmiato nell’applaudirla insieme a tutta la sua compagnia. La cartolina di Napoli con il Vesuvio, il golfo ed il ‘fu’ famoso pino, che faceva da sfondo sul palcoscenico, ha dato più brio ad una serata che è stata vissuta tutta di un fiato, senza neanche avere un attimo di tregua, dimostrando il grande affiatamento e l’amalgama che c’è tra i componenti del cast artistico. Vestita da popolana napoletana e con i suoi lunghi capelli rossi ci accoglie nel piccolo camerino del teatro della città di Bartolo Longo, prima che vada in onda lo spettacolo.  Ci parla di questo musical che è nato dal suo lavoro discografico ‘Spagnapoli’ del 2000. In questo musical “Napoli è vista in tutta la sua forma, è uno spettacolo –dice con entusiasmo- fatto a quadri (l’emigrante, il can can, le due guerre, lo sbarco degli alleati, gli scugnizzi, la sciantosa, i vicoli, a sciantosa) del primo ‘900, quando c’erano questi problemi che sono ancora attualissimi”. L’idea è “nata quando facevo ‘Spagnapoli’, quando mi chiamò Enzo Sanny (regista e produttore) ed ognuno di noi ha portato un pezzo delle sue idee”. Un musical che “ho portato nei teatri ‘Sistina’, ‘Teatro 10’ ed all’ ‘Auditorium’ di Roma, poi a Sapri, Chiangiano ed in altre città. Contiamo di portarlo in America, Canada e Stati Uniti”. Questo è il suo sogno dopo quello che la portò dalla città partenopea a quella del Colosseo, quello di essere protagonista nella terra degli ‘yankee’, dove ci sono molti discendenti dei nostri emigranti che partirono con le valigie di cartone in cerca di lavoro e di fortuna, che molti di essi hanno fatto, diventando anche famosi. Nella quale troverà un grande entusiasmo. E sulla scia di sogno  ci narra che a Roma “è stato difficile ed ho svolto tutti i tipi di lavoro. Ed ho anche lavorato sulla nave passeggeri Achille Lauro”. Insomma la gavetta è come che l’ha fatta, ed oggi ne raccoglie i frutti, portando sia in Italia che all’estero i suoi spettacoli. Come quando è stata nella ‘caliente’ Espana, dove “sono stata a Granada, Madrid e Siviglia. Ho trovato un pubblico caldo e puro, che è come quello napoletano”. Ma noi la riportiamo agli albori della sua carriera, quando un certo e famoso cantate degli anni ’60, Little Tony, la notò. Lei ricorda che “era molto freddo, però mi ha dato molti consigli che se li avessi ascoltati sarei arrivata presto e poi mi diceva sempre di non portare i tacchi (infatti è alta 1,75 cm). Poi sono dovuta andare avanti sempre da sola ed ho fatto tanta gavetta, che faccio ancora, che è stata formativa e sono abituata ad uscire da tante situazioni difficili, come in quei paesi sperduti”. In poche parole ne ha viste di tutti i colori, e forse ancora ne vedrà. Ma come è logico si guarda anche al futuro: “Ho in progetto un programma su Gabriella Ferri e Michelina De Cesare, una brigantessa di Caserta che è morta nel 1868, che mi somiglia molto, siamo come due gocce d’acqua. Poi sto scrivendo un libro (autobiografia auto romanzata), che spero di finire presto. Infine ho anche in programma due trasmissioni, una televisiva ed una radiofonica”.  La strada è spianata, la passione c’è ed anche l’incisiva e calda voce.

 

    

 

       Giò Di Sarno                        Il cast degli artisti

 

  

Da sinistra: Alessandro Fortunato, Giò Di Sarno e Nunzio Milo

 

GIUSEPPE SPASIANO

 

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